{"id":1187,"date":"2019-04-08T17:45:05","date_gmt":"2019-04-08T17:45:05","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"52fdc03e53e8dfe6f303ad641206f6e3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/04\/08\/52fdc03e53e8dfe6f303ad641206f6e3\/","title":{"rendered":"ABORTO AL SICURO, +EUROPA MARCHE PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Superare il conflitto tra il diritto del personale medico all&rsquo;obiezione di coscienza e il diritto della donna di interrompere la gravidanza, introducendo una serie di soluzioni volte a garantire la completa applicazione della legge 194\/78 e quindi un pi&ugrave; agevole accesso ad informazioni e servizi. E&rsquo;l&rsquo;obiettivo della proposta di legge regionale, di iniziativa popolare, Aborto al sicuro, presentata questa mattina ad Ancona da Mattia Morbidoni, coordinatore di +Europa Centro Marche, Riccardo Magi, deputato Radicale di + Europa, e Barbara Bonvicini, presidente di Radicali Italiani.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Il testo della pdl &egrave; attualmente al vaglio degli uffici regionali e presto partir&agrave; la campagna di raccolta firme.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Con la proposta di legge +Europa Centro Marche chiede alla Regione di impegnarsi nella costituzione di un centro di informazione e coordinamento, prevedendo anche un adeguato monitoraggio dell&rsquo;obiezione di coscienza, e di adoperarsi per una diffusione capillare della pillola abortiva Ru486, attualmente impiegata in via sperimentale solo all&rsquo;ospedale di Senigallia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&ldquo;Chiediamo &ndash; ha osservato Mattia Morbidoni, coordinatore di +Europa Centro Marche &ndash; che la sperimentazione della Ru486 venga estesa anche ad altre strutture ospedaliere della regione, per dare un servizio in pi&ugrave; alle donne che decidono di esercitare il legittimo diritto di interrompere la gravidanza. L&rsquo;aborto farmacologico, peraltro, oltre ad incidere positivamente sulla spesa sanitaria, pu&ograve; avvenire in regime di day hospital e non &egrave; invasivo come lo &egrave; un aborto effettuato mediante intervento chirurgico&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata sviluppata tenendo conto dell&rsquo; ultimo report diffuso dall&rsquo;Istat sulle interruzioni volontarie di gravidanza nelle Marche, dove otto ginecologi su dieci sono obiettori di coscienza e dove, nel 2017, su 1.504 interventi effettuati, solo il 61,7% &egrave; stato praticato nella provincia di residenza. Una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale (76,3%) e soprattutto a quella delle altre regioni del centro Italia (79,4%).<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Nel centro Italia le Marche sono anche fanalino di coda per quanto riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza effettuate fuori dalla provincia di residenza &ndash; il 28, 5% a fronte dell&rsquo;10,3% registrato nelle altre regioni&nbsp; &#8211; mentre si attesta al 6,4%, dato leggermente al di sopra della media nazionale, la percentuale di donne che hanno scelto di migrare in altre regioni.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&ldquo;Oggi nelle Marche, come in molte altre regioni italiane &ndash; ha affermato Riccardo Magi, deputato Radicale di + Europa &ndash; per le donne c&rsquo;&egrave; un problema di vedersi garantito il diritto all&rsquo;interruzione volontaria di gravidanza e di ricorrervi con la massima informazione, in totale sicurezza e in tempi rapidi. Questo avviene perch&eacute; ci sono problemi d&rsquo;attuazione della legge 194 a causa del numero altissimo di obiettori di coscienza&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>I dati Istat rivelano che l&rsquo;interruzione volontaria di gravidanza non viene praticata negli ospedali della provincia di Fermo, dove la percentuale di medici obiettori &egrave; pari al 90%. Anche nell&rsquo;Ascolano si registra un&rsquo;alta densit&agrave; di obiettori di coscienza (82,4), ma gli aborti vengono garantiti attingendo in mobilit&agrave; dal personale di altre strutture. La terza percentuale pi&ugrave; alta di obiezione di coscienza si regista a Macerata (69%); seguono Pesaro (67%) e Ancona (66,9%). Elevati anche i tempi di attesa per sottoporsi all&rsquo;intervento: circa 2 settimane per il 20% delle donne marchigiane; pi&ugrave; di 21 giorni per il 6%.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Il presidente di Radicali Italiani Barbara Bonvicini ha evidenziato come nella regione sia stata riscontrata una situazione di urgenza legata all&rsquo;alta presenza di strutture che non effettuano interruzioni volontarie di gravidanza: 5 su 17. Per questo il comitato promotore ha scelto le Marche come seconda tappa, dopo la Lombardia, per la presentazione della proposta di legge.&rdquo; Il paradosso &ndash; ha detto Bonvicini &#8211; &nbsp;&egrave; che stiamo portando avanti questa campagna per applicare una legge nazionale che non viene rispettata dai servizi sanitari regionali. Per superare il problema, riteniamo necessario indire bandi di concorso per ginecologi non obiettori ed ampliare il coinvolgimento delle cliniche private convenzionate&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Attualmente nelle Marche sono due, una ad Ancona e l&rsquo;altra a San Benedetto del Tronto, le strutture convenzionate che effettuano interruzioni volontarie di gravidanza.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Superare il conflitto tra il diritto del personale medico all&rsquo;obiezione di coscienza e il diritto della donna di interrompere la gravidanza, introducendo una serie di soluzioni volte a garantire la completa applicazione della legge 194\/78 e quindi un pi&ugrave; agevole accesso ad informazioni e servizi. 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