{"id":11898,"date":"2012-08-07T21:36:15","date_gmt":"2012-08-07T19:36:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2012\/08\/07\/taglio-delle-province-no-grazie\/"},"modified":"2012-08-07T21:36:15","modified_gmt":"2012-08-07T19:36:15","slug":"taglio-delle-province-no-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2012\/08\/07\/taglio-delle-province-no-grazie\/","title":{"rendered":"Incredibile! Il Consiglio Comunale di Recanati dice no al taglio delle province"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/paesaggi\/provincia di macerata.jpg\" border=\"0\" width=\"224\" height=\"196\" style=\"float: left; margin: 15px;\" \/>Recanati. Il Consiglio Comunale ha approvato questa sera il documento sotto riportato con il quale si chiede che sia mantenuta integra sul territorio la Provincia di Macerata e che il presidente della Giunta regionale delle Marche promuova la  questione di legittimit\u00e0 costituzionale dinanzi alla Corte  Costituzionale del provvedimento del Governo, approvato nel pomeriggio dal Parlamento, anche con i voti del Pd. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il documento \u00e8 stato approvato con i voti favorevoli del PD (Franco Frapiccini si \u00e8 astenuto) e Recanati Democratica. Astenuti l&#8217;UDC e\u00a0 Recanati a Sinistra. Contrari il PDL, le liste &#8220;Per Recanati&#8221;, &#8220;citt\u00e0 del Sole&#8221; e &#8220;Fit&#8221;. <\/strong><\/p>\n<p><em><strong>VISTO l\u2019art. 17 del D.L. 6\/7\/2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la  revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini),  nella versione emendata ed approvata in data 31.7.2012 al Senato;<br \/> APPRESO che il Consiglio dei Ministri, con  deliberazione assunta in data 20\/07\/2012, ha deciso i requisiti minimi  per il riordino delle Province, ai sensi dell\u2019art. 17, comma 2, del D.L.  6\/7\/2012 n. 95, statuendo che le Province sono oggetto di riordino  sulla base:<br \/> a) della dimensione territoriale non inferiore a 2.500 Kmq;<br \/> b) della popolazione residente non inferiore a 350.000 abitanti;<br \/> VISTO l\u2019art. 16, comma 7, del D.L. 95\/2012, che ha determinato per la  Provincia di Macerata una riduzione ipotizzata del fondo di riequilibrio  di \u20ac 4.488.976,00 per l\u2019anno 2012 e di \u20ac 8.977.949,00 per il 2013, con  la conseguenza che tali misure devastanti, oltre che impedire di portare  a termine gli impegni presi con l\u2019approvazione del bilancio,  determineranno, di fatto, un\u2019interruzione dei servizi essenziali per i  cittadini e la conseguente paralisi dell\u2019azione amministrativa,  nonostante nel titolo del Decreto Legge, come sopra evidenziato, risulti  specificato esplicitamente che le disposizioni in esso previste non  comportano variazioni dei servizi ai Cittadini;<br \/> RITENUTO che il suddetto art. 17 del D.L. 95\/2012 contrasta, palesemente, con le seguenti disposizioni della Costituzione:<br \/> 1) l\u2019art. 5, in cui si statuisce, tra l\u2019altro, che \u201cLa Repubblica, una e  indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali\u2026\u201d;<br \/> 2) l\u2019art. 114, comma 1, che individua nelle Province una delle  articolazioni fondamentali della Repubblica con pari dignit\u00e0  costituzionale delle Regioni e dello Stato, oltrech\u00e9 dei Comuni e delle  Citt\u00e0 Metropolitane;<br \/> 3) l\u2019art. 133, che attribuisce in maniera inequivocabile ai Comuni  l\u2019iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali, sentite  le Regioni interessate; <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>CONSIDERATO, inoltre, il c. 2 dell\u2019art. 17 del decreto-legge n.  95\/2012 in esame, il quale attribuisce al Governo, e per esso al  Consiglio dei Ministri, la facolt\u00e0 di determinare con apposita  deliberazione il riordino delle Province sulla base dei requisiti minimi  da individuarsi nella dimensione territoriale e nella popolazione  residente in ciascuna provincia, mentre il c. 4 del medesimo articolo  attribuisce ad un atto legislativo d\u2019iniziativa governativa il riordino  delle Province, sulla base delle proposte regionali di cui al c.3, il  tutto in violazione del disposto del richiamato art. 133 della  Costituzione. La norma in questione si sostanzia in una vera e propria  \u201cdelega in bianco\u201d conferita al Governo, peraltro con provvedimento  d\u2019urgenza immediatamente in vigore, per il riordino delle province, in  assenza di qualsiasi criterio direttivo capace di orientare le decisioni  del Governo, in manifesta violazione del principio fondamentale sancito  dall\u2019art. 76 della Costituzione (l\u2019esercizio della funzione legislativa  non pu\u00f2 essere delegato al Governo se non con determinazione di  principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti  definiti);<br \/> CONSIDERATO, infine, che i requisiti minimi individuati dal Governo per  il riordino delle Province non tengono affatto conto dell\u2019identit\u00e0  storico-economico-culturale dei territori;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>in particolare, per ci\u00f2 che riguarda la Provincia di Macerata, c\u2019\u00e8 il  rischio concreto che ne venga di fatto annullata l\u2019identit\u00e0, maturata  in 150 anni di storia, per catapultarla all\u2019interno di un territorio  disomogeneo di 5.000 km quadrati e pi\u00f9 di 700.000 abitanti, che non  hanno tra loro in comune usi, costumi, tradizioni;<br \/> c\u2019\u00e8 inoltre il rischio che venga seriamente messa in discussione  l\u2019efficienza dei servizi finora garantiti in ordine alla gestione delle  scuole, delle strade e dei rifiuti, alla pianificazione e programmazione  territoriale, alla prevenzione delle calamit\u00e0 naturali ed al ripristino  delle zone da esse colpite, alle attivit\u00e0 di presidio e controllo  ambientale, faunistico, ittico e venatorio, alla formazione  professionale, alla gestione delle risorse europee, in maniera  concertata con gli attori del territorio e perfettamente calibrata sulle  reali esigenze;<br \/> c\u2019\u00e8 poi l\u2019incognita dei costi e dei tempi per avviare e concludere un  nuovo processo di programmazione e pianificazione nella nuova scala  territoriale ipotizzata, con regole, accordi ed intese tutte da definire  nella necessit\u00e0 di gestire e contemperare i conflitti;<br \/> la perdita dello status di provincia graverebbe soprattutto sulle realt\u00e0  gi\u00e0 penalizzate per la mancanza di lavoro, per la scarsa  imprenditorialit\u00e0, per l\u2019invecchiamento della popolazione e per gli  altri disagi della societ\u00e0 insediata, oltre per le note carenze  infrastrutturali del nostro territorio, condannando molte aree ad un  ulteriore penalizzante isolamento e regresso;<br \/> sarebbero fortemente penalizzati i due prestigiosi Atenei del territorio;<br \/> subirebbero drastiche rivisitazioni non solo gli uffici provinciali ma  anche tutti gli altri uffici e servizi statali e regionali decentrati:<br \/> &#8211; la Prefettura, la Direzione Provinciale del lavoro, la Camera di  Commercio ecc probabilmente spariranno e\/o si trasferiranno, lasciando  nel migliore dei casi mere sedi decentrate senza autonomia e potere  decisionale,<br \/> &#8211; i presidi locali che al massimo rimarranno di Questura, Vigili del  fuoco, ecc. non potranno chiaramente garantire in questi ambiti il  medesimo livello di servizi negli essenziali ambiti di sicurezza che  presidiano,<br \/> &#8211; l\u2019area vasta sanitaria e i relativi servizi, presidi e amministrazione  non faranno pi\u00f9 riferimento al territorio maceratese come lo conosciamo  ora, ma alla nuova enorme maxiprovincia;<br \/> non pu\u00f2 trascurarsi poi che sono articolate a livello provinciale  storico tutte le strutture e gli organismi che sussidiariamente con  grande tradizione e competenza contribuiscono alla vita democratica,  civile e sociale: dalle associazioni di categoria (sindacali e  imprenditoriali) alle massime espressioni del volontariato. Tutte  strutture che dovranno ristrutturarsi tenendo conto del nuovo  artificioso livello provinciale calato dall\u2019alto;<br \/> Evidenziato dunque che \u00e8 indispensabile non trascurare i valori in gioco  nella vicenda della riorganizzazione delle province e condividere una  posizione unitaria e compatta insieme a tutti gli attori istituzionali e  sociali del territorio, volta alla tutela dell\u2019identit\u00e0 e dei servizi;<br \/> RITENUTO che:<br \/> la Regione \u00e8 legittimata a promuovere la questione di legittimit\u00e0  costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale entro 60 gg. dalla  pubblicazione della legge o dell\u2019atto avente valore di legge ex art.  127, c. 2 Cost., per la dichiarazione di illegittimit\u00e0 costituzionale  delle suddette disposizioni del D.L. 95\/2012;<br \/> la Regione \u00e8 legittimata a proporre l\u2019impugnativa non solo per la  lesione diretta subita dalle norme contestate, ma anche per la lesione  delle prerogative costituzionali delle Province e dei Comuni; pi\u00f9 volte  si \u00e8 pronunciata la Corte Costituzionale nel senso di ammettere censure  relative a compressione di sfere di attribuzione provinciale o degli  altri enti locali istituiti dall\u2019art. 114 della Cost., da cui derivi una  compressione dei poteri delle Regioni;<br \/> quanto sopra \u00e8 tanto vero che la stessa Legge Regionale 10\/4\/2007 n. 4,  all\u2019art. 11 c. 7, statuisce che \u201cIl Consiglio delle autonomie locali pu\u00f2  segnalare al Presidente della Giunta regionale eventuali lesioni  dell\u2019autonomia locale da parte di leggi e provvedimenti statali, anche  ai fini della promozione di questioni di legittimit\u00e0 o di conflitti di  attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, nel rispetto di quanto  stabilito dall\u2019articolo 134 della Costituzione \u201c;<br \/> RICHIAMATE e considerate valide ed attuali le motivazioni poste a base  dei ricorsi promossi presso la Corte Costituzionale nei confronti  dell\u2019art. 23 del cosiddetto Decreto \u201cSalva Italia\u201d;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Tanto premesso<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>CHIEDE<br \/> &#8211; che il Presidente della Giunta Regionale delle Marche promuova la  questione di legittimit\u00e0 costituzionale dinanzi alla Corte  Costituzionale per chiedere che, previa sospensiva dell\u2019esecuzione,  venga dichiarata l\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019art. 17 del D.L. 95\/2012 per  violazione degli artt. 5, 114, 133 e 76 della Costituzione;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>&#8211; che i Consiglieri Regionali tutti, ed in particolare quelli eletti  nella Provincia di Macerata, sostengano, con ogni strumento a loro  disposizione, la suindicata richiesta nei confronti del Presidente della  Giunta regionale;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>&#8211; che i Parlamentari eletti nella Regione Marche e l\u2019Upi si attivino  per proporre opportune modifiche alla normativa sul riordino delle  Province ed una riduzione dei tagli al fondo di riequilibrio, tale da  garantire l\u2019assolvimento per le province delle funzioni essenziali e che  siano, comunque, proporzionali ai corrispondenti tagli operati ai  Ministeri ed alle altre Autonomie locali;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>&#8211; che, nelle more di presentazione del ricorso alla Corte  Costituzionale, richiesto anche dal C.A.L. Marche, la Regione stessa si  adoperi, per le motivazioni in premessa riportate, al fine di mantenere e  garantire, nella proposta di riordino delle province marchigiane,  l\u2019autonomia della Provincia di Macerata, tenendo conto delle peculiarit\u00e0  esistenti; in particolare:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u2022 l\u2019omogeneit\u00e0 del tessuto sociale che la caratterizza, costruito e rafforzato nel corso degli ultimi 150 anni;<br \/> \u2022 il ruolo di Macerata che \u00e8 stata per secoli la capitale della Marca ed  ha avuto storicamente un ruolo importantissimo non solo per la  Provincia ma per l\u2019intera Regione ed \u00e8 tra le 59 province esistenti  dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia;<br \/> \u2022 la forte identit\u00e0 culturale che la contraddistingue, anche in  confronto ad altri territori delle Marche, e che si \u00e8 formata intorno  alle due storiche Universit\u00e0 di Macerata e Camerino e, pi\u00f9 recentemente,  all\u2019Accademia di Belle Arti, nonch\u00e9 ad altre Istituzioni;<br \/> \u2022 la costante presenza sul proprio territorio di una popolazione  studentesca, non anagraficamente iscritta, di oltre ventimila studenti  universitari provenienti da fuori provincia ed anche dall\u2019estero che  quotidianamente usufruiscono degli stessi servizi della popolazione  residente;<br \/> \u2022 la caratterizzazione del proprio sistema economico, che esprime oggi  nel panorama industriale nazionale una concentrazione di aziende leader  in Italia ed in Europa, estremamente rappresentative del made in Italy;  nella fattispecie la qualit\u00e0, la creativit\u00e0 e l\u2019innovazione dei prodotti  delle nostre aziende sono riconosciuti in tutto il mondo tanto che nei  settori moda\/lusso oltre l\u201980% del fatturato viene esportato;<br \/> l\u2019insistenza sul territorio maceratese di tre Distretti industriali:  quello calzaturiero che vede presenti 15 comuni della vallata del  Chienti, con Civitanova Marche da sempre considerata \u201ccapoluogo\u201d della  calzatura e che \u00e8 anche sede di importantissime aziende leader mondiali  nella produzioni di componenti per calzature (suole, tacchi, tomaie,  accessori) e di un importante polo fieristico. Questo Distretto  comprende anche un importantissimo settore produttivo strettamente  affine come quello del cuoio e della pelle, con Tolentino centro  storicamente leader per la piccola pelletteria e per l\u2019arredo in pelle;  sul versante interno, nell\u2019area appenninica al confine con la provincia  di Ancona, il Distretto industriale della meccanica, con i comuni di  Esanatoglia e Matelica uniti a livello produttivo con i vicini centri  del fabrianese e con tantissime altre aziende della nostra provincia; il  terzo Distretto industriale, sorto attorno a Recanati e ad altri  quattro Comuni maceratesi della media e bassa vallata del Potenza, \u00e8  quello cosiddetto \u201cplurisettoriale\u201d in quanto comprende settori  produttivi diversificati, che vanno dalla lavorazione dell\u2019argento  all\u2019illuminotecnica ed alla domotica, dalla plastica fino al giocattolo;<br \/> \u2022 la diffusissima imprenditoria, cresciuta con un forte attaccamento al  proprio territorio di riferimento, fa della provincia di Macerata una  delle eccellenze nel settore manifatturiero, nonch\u00e9:<br \/> a) la prima nelle Marche nel rapporto tra numero di imprese (36.559) e popolazione residente;<br \/> b) la prima nelle Marche per incidenza delle imprese (9.102) a conduzione femminile;<br \/> c) la 18^ in Italia per incidenza del settore industriale (14,9%);<br \/> d) una delle prime in Italia per presenza artigiana (32,1%) ben superiore di 4 punti percentuali alla media nazionale;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u2022 le imprese attive nella provincia di Macerata risultano essere  quasi il doppio di quelle esistenti in ciascuna delle province del sud  della Regione;<br \/> \u2022 il rilevante dato numerico demografico (ai limiti della soglia prevista dal Governo);<br \/> \u2022 la significativa propria estensione territoriale, che la rende la provincia pi\u00f9 ampia della Regione Marche;<br \/> \u2022 la presenza sul proprio territorio della maggiore infrastruttura  viaria trasversale alla dorsale appenninica, la superstrada  Civitanova-Foligno, rende la Provincia di Macerata baricentrica nel  collegamento tra la costa adriatica e il centro Italia ed \u00e8 il frutto di  una programmazione e di investimenti nazionali e regionali, che ha  individuato la rilevanza dell\u2019opera in relazione alle necessit\u00e0  socio-economiche del territorio provinciale;<br \/> \u2022 la virtuosit\u00e0 di un territorio che ha garantito l\u2019organizzazione delle  reti dei servizi coniugando qualit\u00e0, efficacia ed economicit\u00e0, in  particolare nel settore dei rifiuti, con una percentuale di raccolta  differenziata superiore alla media nazionale e con una organizzazione  gi\u00e0 a livello provinciale (COSMARI) nonch\u00e9 nei settori dei trasporti e  viabilit\u00e0, della sanit\u00e0 e della rete scolastica provinciale;<br \/> \u2022 la propria connotazione territoriale corrisponde pienamente all\u2019ambito  di fatto entro cui si svolge la maggior parte dei rapporti sociali,  economici e culturali della popolazione residente, la quale pu\u00f2 contare  su un ambiente con condizioni di alta vivibilit\u00e0 dove l\u2019arte, la cultura  (basti pensare all\u2019arena Sferisterio) ed il senso estetico si coniugano  sapientemente con le attivit\u00e0 produttive;<br \/> \u2022 la connotazione territoriale, che da oltre un secolo la  contraddistingue, \u00e8 per ampiezza, entit\u00e0 demografica e per presenza di  attivit\u00e0 economiche una realt\u00e0 ben definita ed omogenea, tale da  consentire una ideale ed efficace programmazione per un equilibrato  sviluppo economico, sociale e culturale.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Considerato che l\u2019imposizione di una identit\u00e0 diversa da quella  posseduta risulterebbe per la popolazione della provincia di Macerata  improponibile ed inaccettabile, in quanto essa da un secolo e mezzo si  relaziona su un sistema di comunicazioni e di servizi che hanno nella  citt\u00e0 capoluogo, Macerata, il punto di costante riferimento;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Considerato pure che l\u2019attuale Ente Provincia di Macerata \u00e8 sempre  stato tra i pi\u00f9 virtuosi sul piano della spesa e degli investimenti,  rispettando sempre gli equilibri di bilancio e considerato altres\u00ec che  il personale dell\u2019Ente \u00e8 numericamente dimensionato in rapporto a  territorio ed abitanti;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>tutto ci\u00f2 premesso<br \/><\/strong><strong>ESPRIME<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>netta contrariet\u00e0 rispetto ad un diverso assetto territoriale  ivi compresa una eventuale individuazione di un diverso capoluogo, in  quanto ci\u00f2 comporterebbe lo smantellamento dell\u2019attuale sistema di reti e  servizi, ivi inclusi gli uffici periferici dello Stato, con evidenti  gravissimi disagi e disservizi.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>AFFERMA con forza<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>la necessit\u00e0 che il C.A.L regionale e la Regione, in sede di  procedimento di riordino, confermino tra le province del proprio  territorio la Provincia di Macerata, la pi\u00f9 estesa delle Marche,  rispettandone la sua identit\u00e0 e integrit\u00e0, pur in un eventuale riordino  che ne definisca, in conformit\u00e0 ai parametri di legge, i confini  territoriali con criteri di omogeneit\u00e0.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>DISPONE infine<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>che il presente Ordine del giorno venga trasmesso al Presidente della  Giunta regionale delle Marche, al Presidente del Consiglio regionale,  al Presidente del CAL, ai Consiglieri regionali tutti ed ai Parlamentari  eletti nella Regione Marche, nonch\u00e9 al Presidente dell\u2019UPI  Marche-Unione regionale delle province Marchigiane.<br \/> Macerata, 6 agosto 2012<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recanati. 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