{"id":12782,"date":"2018-03-09T21:53:33","date_gmt":"2018-03-09T21:53:33","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"48803d3865de83dfb1528b39da23922f","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2018\/03\/09\/48803d3865de83dfb1528b39da23922f\/","title":{"rendered":"L\u2019OLIO GABRIELLONI\u00ae VINCITORE ANCHE NEL PACKAGING"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>E&rsquo; vero che l&rsquo;abito non fa il monaco, ma in alcuni casi dall&rsquo;abito non si pu&ograve; prescindere, in quanto indizio di qualit&agrave; di ci&ograve; che &egrave; celato.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Questo &egrave; appurato in generale per qualsiasi prodotto presente sul mercato (scarpe, abiti, auto, ecc&hellip;) e, in modo particolare, per quelli di natura enogastronomica. Questi ultimi, al momento dell&rsquo;acquisto, in linea di massima non possono essere testati, a differenza dei primi dove la qualit&agrave; pu&ograve; essere accertata con una prova. Viceversa, di fronte all&rsquo;anonimato di uno scaffale in cui sono presenti vini, aceti, birre ed oli, si &egrave; dovuti ricorrere ad un&rsquo;espressione estetica che avvalorasse la gi&agrave; comprovata qualit&agrave; del contenuto, facendo presagire quello che in molti casi non &egrave; possibile, ossia l&rsquo;assaggio e la bont&agrave; dell&rsquo;assaggio.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Il neuromarketing ha dimostrato che, in una societ&agrave; sempre pi&ugrave; veloce come quella Occidentale, si impiegano circa 12 secondi a scegliere di acquistare un prodotto gastronomico dallo scaffale. Si agisce d&rsquo;impulso, istintivamente, e quindi influenzati da colori, forme, materiali e immagini. &ldquo;Siamo macchine emotive che pensano&rdquo;, come scrive il neurologo Antonio Damasio, e attraverso le emozioni l&rsquo;essere umano d&agrave; valore a ci&ograve; che lo circonda.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Sulla scia di questi studi, l&rsquo;ANTICO FRANTOIO GABRIELLONI&reg; ha appena introdotto nel mercato EMILIO, un olio con una veste innovativa, che ha ottenuto il 2&deg; posto alla quinta edizione del PREMIO LE FORME DELL&rsquo;OLIO, tenutasi a Milano presso il Palazzo delle Stelline.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Il Concorso, a cui partecipano oli da tutto il Mondo, &egrave; riservato al packaging e al visual design, ed &egrave; organizzato da Luigi Caricato, scrittore e ordinario dell&rsquo;Accademia dell&rsquo;olivo di Spoleto. Insieme a lui, a decretare la vincita dell&rsquo;olio EMILIO, una giuria composta, tra i tanti, dai designer Gianni Pasini e Mauro Olivieri e dalla giornalista del Corriere della Sera Marisa Fumagalli.<\/strong><\/p>\n<p>\n\tNel link <a href=https:\/\/www.gabrielloni.it\/it\/gli-speciali-home\/emilio.html>https:\/\/www.gabrielloni.it\/it\/gli-speciali-home\/emilio.html<\/a> l&rsquo;olio EMILIO.<\/p>\n<p style=text-align: center;>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/articoli\/cibo\/Emilio Olio Monovarietale.jpg style=height: 585px; width: 400px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&rsquo; vero che l&rsquo;abito non fa il monaco, ma in alcuni casi dall&rsquo;abito non si pu&ograve; prescindere, in quanto indizio di qualit&agrave; di ci&ograve; che &egrave; celato. 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