{"id":12801,"date":"2013-01-11T12:58:27","date_gmt":"2013-01-11T11:58:27","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/01\/11\/la-politica-e-larte-di-ottenere-ragione\/"},"modified":"2013-01-11T12:58:27","modified_gmt":"2013-01-11T11:58:27","slug":"la-politica-e-larte-di-ottenere-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/01\/11\/la-politica-e-larte-di-ottenere-ragione\/","title":{"rendered":"LA  POLITICA  E L&#8217;ARTE DI OTTENERE RAGIONE."},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-family: \"><span style=\"color: #000000; font-size: small;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/mondo migliore.jpg\" border=\"0\" \/><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span><span style=\"color: #000000;\"><strong>nota di Girio Marabini. \u00a0Se analizziamo il linguaggio usato dalla &#8220;politica&#8221; oggi, esso appare in genere\u00a0 come standardizzato, costruito con frasi fatte e slogan. E&#8217; un linguaggio tra l&#8217;altro intercambiabile nel gioco dei ruoli tra maggioranza ed opposizione.\u00a0 Dal punto di vista logico e dialettico,\u00a0 il linguaggio usato\u00a0 appare di solito come improntato all&#8217;esigenza di ottenere ragione , sembra cio\u00e9 un linguaggio non fondato sull&#8217;ascolto e sull&#8217;attenzione alle ragioni degli altri ma sulla presupposizione che chi si ha di fronte ha torto ed \u00e8 in errore. Il linguaggio, dicevo, appare standardizzato: da una parte la maggioranza di turno\u00a0 che ripete frasi fatte &#8220;non ci sono soldi&#8221;, &#8220;la colpa \u00e8 del patto di stabilit\u00e0&#8221;, &#8220;non siamo stati noi a creare la crisi economica&#8230;la colpa \u00e8 dello spread (terribile parola)&#8221; ecc.. &#8220;Nonostante tutto abbiamo fatto&#8230;&#8221; &#8220;voi dove eravate quando&#8230;&#8221;&#8221;Non abbiamo nulla in contrario se definiste questo provvedimento come&#8230;&#8221;ecc&#8230; dall&#8217;altra l&#8217;opposizione di turno che ripete : &#8220;la verit\u00e0 \u00e8 che la maggioranza manca di un progetto&#8230;&#8221; &#8220;che cosa avete fatto per i giovani?.. &#8220;che cosa state facendo per i migranti&#8230;&#8221;&#8221;il bilancio \u00e8 una lista della spesa senza anima&#8230;&#8221;\u00a0 cos\u00ec via. Ci troviamo di fronte ad una specie\u00a0 di dialogo-non dialogo in cui\u00a0 in partenza \u00e8 gi\u00e0 deciso che tu sbagli ed io ho ragione.Anche se in alcuni casi in modo inconsapevole, vengono messe in atto delle vere e proprie strategie dialettiche. In una delle tesi del libretto &#8220;L&#8217;arte di ottenere ragione&#8221; il filosofo Arthur Schopenhauer scriveva &#8221; Se ci accorgiamo che l&#8217;avversario ha messo mano ad una argomentazione con cui ci batter\u00e0, non dobbiamo consentire che arrivi a portarla a termine, ma dobbiamo interrompere, allontanare o sviare per tempo l&#8217;andamento della disputa e portarla su altre questioni (&#8230;) (&#8220;L&#8217;arte di ottenere ragione&#8221;stratagemma n.18 pag.44,Edizioni Adelphi). Nei dibattiti televisivi, ma anche nelle discussioni durante le riunioni delle assemblee elettive si usa spesso, infatti,\u00a0 l&#8217;interruzione come strumento per confondere sia l&#8217;interlocutore che chi ascolta. Un altra strategia dialettica utilizzata \u00e8 quella del linguaggio\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">non verbale<\/span> della <span style=\"text-decoration: underline;\">indifferenza<\/span>: capita a volte di osservare,\u00a0 durante le sedute del Parlamento ma anche in quelle di qualche Consiglio comunale o Regionale,\u00a0 un\u00a0 oratore che sta parlando e gli altri che leggono il giornale, parlano tra loro .. scrivono messaggi al telefonino ecc&#8230;. Il messaggio della indifferenza \u00e8: &#8220;parla pure tanto tutto \u00e8 ormai deciso&#8230; &#8220;Spesso il linguaggio usato spinge alla collera l&#8217;interlocutore, perch\u00e9, diceva Schopenhauer, &#8220;nellira egli non \u00e8 pi\u00f9 in condizione di giudicare rettamente e di percepire il proprio vantaggio. Si provoca la sua ira facendogli apertamente torto, tormentandolo e, in generale, comportandosi in modo sfacciato&#8221;\u00a0 (Ibidem, stratagemma n.8, pag.38). In tal modo il linguaggio diventa volutamente aggressivo e impedisce un sereno confronto. Una variante di tale strategia \u00e8 la seguente:\u00a0 quando ci si accorge che l&#8217;avversario ha ragione si sposta l&#8217;attenzione dall&#8217;oggetto della discussione alla persona ( argumentum ad personam) con frasi offensive (ibidem, stratagemma n.38 pag.64) o con frasi del tipo:\u00a0 &#8220;ma chi sei?&#8221; &#8220;ma che vuole questo?&#8221; &#8220;Sei un moralizzatore&#8230; &#8221; &#8220;Sei un comunista&#8230;&#8221; &#8220;Sei un fascista&#8230;&#8221; &#8220;Io me la prendo con chi ti fa parlare&#8230;&#8221; &#8220;ma\u00a0 da dove viene questo? Da Marte?&#8230;ecc. E&#8217; risaputo tuttavia che pensiero e linguaggio vanno di pari passo. L&#8217;uno ha bisogno dell&#8217;altro. Se si hanno idee si pu\u00f2 svolgere correttamente un tema, si possono usare parole che toccano il cuore di chi ascolta, che possono almeno\u00a0 far riflettere. E&#8217; viva in me l&#8217;immagine (cinematografica)di Gandhi quando, dopo aver compiuto un lungo viaggio tra la gente, parla all&#8217;Assemblea Nazionale. La gran parte dei membri se ne sta andando incurante di lui. Gandhi continua a parlare, tocca argomenti che arrivano al cuore e alla mente. Con semplicit\u00e0 ma anche con forza\u00a0 esprime i propri ideali. La gente a poco a poco si ferma ad ascoltarlo e al termine \u00e8 una ovazione. La politica animata da un ideale usa\u00a0 infatti il linguaggio della &#8220;ragione&#8221; e non quello per\u00a0 &#8220;ottenere ragione&#8221;, non cerca ad ogni costo il consenso della gente ma prova a convincere della fondatezza delle proprie idee per poterle realizzare. A tale scopo pu\u00f2 anche utilizzare un linguaggio accorato con toni alti, mai offensivo per\u00f2, perch\u00e9 deve essere volto ad\u00a0 incoraggiare, a sostenere,&#8230; a far sognare (naturalmente il sogno lucido del giorno che \u00e8 progetto). Tale linguaggio\u00a0 cerca l&#8217;accordo dell&#8217;interlocutore &#8220;non vuole batterlo&#8221;. Che male ci sarebbe\u00a0 ad esempio se ci si mettesse a tavolino, maggioranza e opposizione, per decidere, ognuno nel proprio ruolo con le proprie idee e con una buona dose di buon senso, priorit\u00e0, punti di convergenza, soluzioni comuni? Si vive invece spesso un clima di battaglia, l&#8217;un contro l&#8217;altro armati per raggiungere un unico risultato: dimostrare di essere &#8220;i migliori&#8221; ed ottenere cos\u00ec il consenso popolare (ogni cittadino un voto eventuale; le scelte politiche dettate dai sondaggi). La nobile finalit\u00e0 di assicurare il benessere (bene &#8211; essere) della citt\u00e0 pu\u00f2 valere anche qualche compromesso, pu\u00f2 valere anche il superamento della propria persona, non trovate? Onore, comunque, a chi per spirito di servizio si spende per la propria citt\u00e0 e per il proprio paese e sa riconoscere le ragioni degli altri. La verit\u00e0 comunque \u00e8 che oggi manca alla poltica quello slancio ideale che caratterizzava un tempo la politica in Italia: l&#8217;incontro della cultura \u00a0che si ispirava ai principi\u00a0 cattolici, liberali, socialisti \u00a0con la cultura comunista, aveva prodotto la nostra Costituzione, che tutti affermano essere \u00a0la pi\u00f9 &#8220;bella del mondo&#8221;. Il venir meno degli ideali ha portato purtroppo\u00a0 alla intercambiabilit\u00e0 delle posizioni politiche .Nell&#8217;ultimo ventennio infatti, durante il quale hanno governato e sono stati all&#8217;opposizione quasi lo stesso numero di anni sia il centrosinistra che il centrodestra. \u00a0qualcuno di noi\u00a0 \u00e8 riuscito a \u00a0distinguere una politica di destra da una politica di sinistra ?\u00a0 Facciamo qualche esempio ponendoci delle domande: i tagli alla sanit\u00e0 statale (che per noi ha rappresentato la &#8220;razionalizzazione &#8221;\u00a0 dell&#8217;Ospedale di Recanati, un bene prezioso ed eccellente non solo per i cittadini di Recanati) \u00e8 politica di destra o di sinistra? I tagli alla <span style=\"text-decoration: underline;\">scuola statale<\/span> (si veda l&#8217;articolo a mia firma su radioerre.net &#8220;a difesa della scuola statale&#8221;)\u00e8 politica di destra o di sinistra ? \u00a0Senza ideale \u00a0la politica usa vuote parole, i cosiddetti bla,bla,bla, diventa intercambiabile e scade a pura gestione del potere con il rischio dell&#8217;affermarsi \u00a0della <span style=\"text-decoration: underline;\">Tecnocrazia<\/span>. E&#8217; purtroppo questa una idea che si sta diffondendo in Europa: superare la\u00a0 politica per dare spazio ai tecnici.\u00a0 Non le persone con la loro intelligenza, con la loro passione, con i propri limiti e con i propri punti di forza, ma\u00a0 la &#8220;competenza e il merito &#8220;al potere (ma quale competenza e quale merito? E chi decide chi ha competenza e merito?) \u00a0(si veda a tale proposito l&#8217;articolo &#8220;<\/strong><\/span><a href=\"http:\/\/www.ilfoglio.it\/soloqui\/16434\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Evviva la tecnocrazia<\/strong><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\"><strong>&#8221; comparso su ilfoglio.it a firma di Marco Valerio Lo Prete ). C&#8217;\u00e8 oggi in italia la necessit\u00e0 di cercare\u00a0 ci\u00f2 che ci unisce piuttosto ci\u00f2 che ci divide, in uno spirito di riconciliazione. Vi \u00e8 la necessit\u00e0 di una politica nuova e diversa animata da un ideale, fondata sulla persona, sul confronto di idee e sulla analisi critica , sulla intelligenza e sulla creativit\u00e0. Purtroppo,lo riconosco, quella politica \u00e8 solo un NON-ANCORA , e come tale \u00e8 una utopia perch\u00e9 per essere realizzata avrebbe bisogno di \u00a0\u00a0una <span style=\"text-decoration: underline;\">rivoluzione culturale pacifica e non violenta<\/span>: un nuovo atteggiamento verso la vita , restituendo , direbbe il filosofo Bergson , &#8220;un supplemento d&#8217;anima&#8221;a\u00a0 questa &#8220;societ\u00e0\u00a0 chiusa&#8221; volta soltanto alla conservazione di s\u00e9 stessa.( Si veda a tale proposito H.Bergson, &#8220;Le due fonti della morale e della religione&#8221;, a cura di A.Pessina, Roma-Bari,Laterza 1995 ed anche &#8220;Filosofia: dialogo e cittadinanza&#8221; autori vari, Loescher Editore, pagg.267-275)<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nota di Girio Marabini. \u00a0Se analizziamo il linguaggio usato dalla &#8220;politica&#8221; oggi, esso appare in genere\u00a0 come standardizzato, costruito con frasi fatte e slogan. 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