{"id":13036,"date":"2012-11-09T11:24:01","date_gmt":"2012-11-09T10:24:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2012\/11\/09\/la-dispersione-scolastica-un-costo-economico-e-sociale\/"},"modified":"2012-11-09T11:24:01","modified_gmt":"2012-11-09T10:24:01","slug":"la-dispersione-scolastica-un-costo-economico-e-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2012\/11\/09\/la-dispersione-scolastica-un-costo-economico-e-sociale\/","title":{"rendered":"La dispersione scolastica, un costo economico e sociale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/generici\/scuola.jpg\" border=\"0\" width=\"268\" height=\"178\" style=\"float: left; margin: 10px;\" \/><strong>di Girio Marabini. Il tema della dispersione scolastica \u00e8 un problema reale, che , purtroppo,sembra\u00a0 non appassionare pi\u00f9 di tanto, n\u00e9 gli addetti ai lavori n\u00e9 l&#8217;opinione pubblica, eppure essa ha un costo economico e sociale notevole.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le scuole (superiori e medie) per le attivit\u00e0 di recupero , spendono infatti cifre considerevoli. Una scuola superiore, ad esempio, con 700 alunni spende mediamente 30.000 \u20ac ; il costo di un ora di attivit\u00e0 di insegnamento dei docenti nei corsi di recupero \u00e8 di 50 \u20ac lorde, senza contare poi i costi di gestione e di organizzazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Peraltro\u00a0 i risultati complessivi non sono soddisfacenti: il recupero non \u00e8 sempre completo e spesso si rischia di perdere di vista il consolidamento ed il potenziamento degli alunni che possono aspirare all&#8217;eccellenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inoltre i genitori continuano ad essere costretti a mandare i loro figli a ripetizione privata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; indubitabile poi che la dispersione scolastica abbia anche un costo sociale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cosa si pu\u00f2 fare per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di fronte ad alcuni alunni , che possiamo definire \u201cperdenti\u201d, ogni sforzo risulta inefficace e appare\u00a0 come un inutile accanimento terapeutico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi sono i perdenti&#8217;? Sono coloro che non riescono a vincere i propri limiti, le difficolt\u00e0 oggettive della loro condizione sociale, economica, il disagio esistenziale di giovani abbandonati a se stessi, che godono di un&#8217;autonomia precoce e non guadagnata. Sono i ragazzi, che un tempo chiamavamo difficili, dei quali potersi liberare, che fanno impazzire gli insegnanti. E&#8217; vero che spesso essi reagiscono in modo aggressivo a qualsiasi sollecitazione, sono disinteressati alla vita della scuola, impediscono di lavorare all&#8217;insegnante volenteroso. Assumono atteggiamenti di aperta sfida all&#8217;istituzione, sembrano apparentemente appagati della loro condizione e si sentono gi\u00e0 grandi e capaci di fare da soli, eppure sono dei perdenti. Come considerare altrimenti alunni che pur vivendo anni nella scuola non hanno raggiunto neppure una minima competenza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di chi \u00e8 la colpa? Sicuramente la loro, perch\u00e9 non dimostrano alcuna volont\u00e0. Ed \u00e8 facile\u00a0 dirlo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritengo tuttavia che nella scuola dell&#8217;obbligo, fino al secondo anno delle superiori, la principale responsabilit\u00e0 in ordine alla formazione sia anche della scuola, che dovrebbe rivedere obiettivi, metodi e strumenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella mia carriera scolastica ho toccato\u00a0 con mano che non \u00e8 sufficiente migliorare la qualit\u00e0 organizzativa della scuola ma occorre anche modificare l&#8217;approccio culturale e\u00a0 pedagogico con il quale\u00a0 si organizzano le lezioni e si affrontano le relazioni all&#8217;interno del gruppo classe. Occorre cio\u00e9 cercare pi\u00f9 che una qualit\u00e0 organizzativa una qualit\u00e0 pedagogica che metta al centro della vita della scuola la persona.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Della dispersione scolastica viene messo in evidenza di solito l&#8217;aspetto della organizzazione\u00a0 per qualificare concettualmente tale termine; \u00e8 una organizzazione di qualit\u00e0 quella che riesce a non disperdere il proprio lavoro ed \u00e8 efficace in ordine ai risultati ottenuti. La dispersione \u00e8 guardata cio\u00e9 pi\u00f9 dal punto di vista dell&#8217;insegnamento che dal punto di vista dell&#8217;apprendimento.\u00a0 Di fronte all&#8217;alunno in difficolt\u00e0 invece la dispersione si concretizza non solo nel fatto che si disperdono le energie e le fatiche degli insegnanti (l&#8217;organizzazione), ma anche e soprattutto\u00a0 le potenzialit\u00e0\u00a0\u00a0 di quel ragazzo \u201cdifficile\u201d e\u00a0\u00a0 di quegli alunni volenterosi che , vivendo quotidianamente situazioni di vivacit\u00e0 estreme,non trovano un ambiente adatto allo svolgersi migliore della propria personalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non voglio essere frainteso: non si tratta, allora, di garantire la promozione anche a chi non la merita, eliminando cos\u00ec il problema.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; necessario invece costruire una didattica che sappia offrire percorsi diversi a persone diseguali, in modo da garantire una promozione reale, un progresso sicuro verso la costruzione di una nuova persona. L&#8217;obiezione \u00e8 sempre la solita: come \u00e8 possibile realizzare una didattica personalizzata di fronte al fatto che le classi sono sempre pi\u00f9 numerose?<\/strong><\/p>\n<p><strong>In quelle condizioni, lo ammetto, \u00e9 comodo utilizzare i soliti strumenti: la lezione frontale, le prove di verifica, il voto&#8230;i provvedimenti disciplinari. Sono convinto, tuttavia che nessuno ci ha chiesto di essere insegnanti: \u00e8 un ruolo che abbiamo voluto per passione e aspirazione. Non lavoro in una catena di montaggio ma contribuisco alla realizzazione di un progetto di vita di una persona. Il ruolo di insegnante , ne sono stato sempre convinto,\u00e8 una missione che non pu\u00f2 ridursi alla trasmissione del sapere. Il sapere non \u00e8 dato ma si costruisce insieme all&#8217;alunno: il sapere \u00e8 ricerca appassionata. L&#8217;insegnamento in tale modo acquista un valore etico (ricerca e costruzione cooperativa) e un valore sociale con le relative responsabilit\u00e0 aggiuntive. Secondo la mia visione del mondo un valido contributo potrebbe venire, anche per i non cristiani,\u00a0 dall&#8217;etica dell&#8217;essere per gli altri. In tale contesto l&#8217;insegnante diventa educatore e\u00a0 l&#8217;agire sovrasta per importanza il semplice dire. L&#8217;insegnante \u2013 educatore \u00e8 persona significativa che pratica regole e valori, e assume la parola e l&#8217;azione a criterio dell&#8217;intero comportamento appellandosi alla volont\u00e0 e al cuore. Si tratta di dare all&#8217;altro ci\u00f2 che crediamo di dovere a noi stessi, orientare l&#8217;io in direzione dell&#8217;altro senza rinuncia alla consapevolezza di s\u00e9 e della propria disciplina: essere vigili, aperti, disponibili, usare un linguaggio mansueto che incoraggia e sostiene. E&#8217; chiaro che solo\u00a0 offrendo questa disponibilit\u00e0 si d\u00e0 un servizio di qualit\u00e0. Debbo dire che, nella nostra realt\u00e0 locale, numerosi sono gli insegnanti che , nonostante la scarsit\u00e0 di mezzi, le delusioni e gli attacchi alla propria carriera in termini economici e sociali, hanno consapevolezza di questo nuovo ruolo di educatori\u00a0 e si impegnano con passione per cercare di fornire risposte adeguate alle esigenze di tutti gli alunni. Per questo vanno dati loro la massima considerazione ed il massimo sostegno. Infine occorre dire che il ruolo di educatore compete anche al dirigente scolastico, a cui\u00a0 purtroppo le leggi stanno dando sempre pi\u00f9 un ruolo amministrativo. Il dirigente scolastico, ne sono convinto,\u00a0 deve saper costruire un&#8217;autorit\u00e0 non fondata semplicemente sul diritto o sul potere e neppure sulla dottrina e sulla dignit\u00e0, ma basata sul dialogo, sulla comprensione, sulla presenza significativa fatta di competenza e disponibilit\u00e0 umana , al fine\u00a0 di costruire insieme agli altri (insegnanti, genitori,alunni) una \u201c scuola pi\u00f9 forte per gli alunni pi\u00f9 deboli\u201d (Beccegato).<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Girio Marabini<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Girio Marabini. Il tema della dispersione scolastica \u00e8 un problema reale, che , purtroppo,sembra\u00a0 non appassionare pi\u00f9 di tanto, n\u00e9 gli addetti ai lavori n\u00e9 l&#8217;opinione pubblica, eppure essa ha un costo economico e sociale notevole. 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