{"id":1305,"date":"2012-08-01T23:48:30","date_gmt":"2012-08-01T21:48:30","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2012\/08\/01\/adriana-pierini-e-la-sua-esperienza-in-benin-con-le-missioni-dei-frati-cappuccini\/"},"modified":"2012-08-01T23:48:30","modified_gmt":"2012-08-01T21:48:30","slug":"adriana-pierini-e-la-sua-esperienza-in-benin-con-le-missioni-dei-frati-cappuccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2012\/08\/01\/adriana-pierini-e-la-sua-esperienza-in-benin-con-le-missioni-dei-frati-cappuccini\/","title":{"rendered":"Adriana Pierini e la sua esperienza in Benin con le missioni dei frati cappuccini"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nota del Comune<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/generici\/benin.jpg\" border=\"0\" width=\"209\" height=\"295\" style=\"float: left; margin: 15px;\" \/>Una  strada per andare. E&#8217; il titolo della mostra fotografica di Adriana Pierini che  verr\u00e0 inaugurata sabato 4 agosto alle ore 18,30 nella Chiesa di San Pietrino a  Recanati, in occasione del 25esimo anniversario della missione dei frati  Cappuccini marchigiani in Benin. La mostra rester\u00e0 aperta sino al 3 settembre  con i seguenti orari: 10,00 &#8211; 13,00 e 16,00 &#8211; 20,00. Si tratta di una mostra  fotografica che attraverso l\u2019idea della strada descrive e narra una porzione di  Benin, la stessa che dal 1987 a oggi i Frati Cappuccini delle Marche hanno  percorso gradualmente da Cotonou a Ouidah ed infine ad Ina svolgendo la loro  opera missionaria. Una strada che ha condotto gli schiavi oltreoceano agli inizi  del XVII secolo e che oggi la popolazione del paese usa quotidianamente per gli  spostamenti, per il commercio e a scopi ricreativi. \u00c8 anche una strada  acquatica, come quella di Ganvi\u00e9, dove tutte queste attivit\u00e0 si svolgono su  zattere, battelli e barche. Una sola strada principale che attraversa il paese  da sud a nord, percorsa in compagnia dei Frati Cappuccini partendo nel mese di  gennaio 2012 in occasione del venticinquesimo anniversario della loro permanenza  nel Benin. Una presenza, quella dei frati minori cappuccini marchigiani nel  Benin, iniziata il 4 ottobre del 1987 anche se la gente li aspettava da almeno  tre anni. Erano quattro: P. Vittore Fiorini da S. Severino Marche (MC); P. Mario  Capriotti da Ascoli Piceno; P. Vincenzo Febi da Fermo; P. Giansante Lenti da  Gallo di Petriano (PU). Quattro come gli evangelisti, ed erano stati invitati  dall\u2019episcopato per collaborare con la chiesa locale, anche se gi\u00e0 completa in  tutti i suoi ranghi. Ma\u2026 anche i vescovi erano stati \u201cinvitati\u201d a chiamare i  Cappuccini . Scrive P. Mario Capriotti, uno dei quattro pionieri:\u201dAl nostro  arrivo a Cotonou abbiamo scoperto di essere aspettati, grazie alla simpatia e  all\u2019amore che la gente aveva per P. Pio da Pietrelcina. Noi non siamo stati  testimoni di episodi eccezionali riguardanti alcune sue vere o presunte  apparizioni a un gruppo di preghiera costituito nella capitale bennese; ma  sappiamo che il vescovo Mons. Christophe Adimou, pur avendo deciso sin dal  1982\/83 di chiamare i Cappuccini, conosciuti in Costa d\u2019Avorio da Mons. De Souza  quando era Rettore dell\u2019Istituto Cattolico dell\u2019Africa dell\u2019Ovest di Abidjan,  decise insieme a Mons. De Souza, che nel frattempo era stato nominato suo  cvoadiutore, di chiamarli quando la signora Claudine Do R\u00e9go, \u2018su indicazione  diretta di P. Pio\u2019, disse, diede a uno di loro l\u2019indirizzo esatto della Curia  Generalizia dei Cappuccini e il nome del Ministro Generale del tempo, P. Flavio  Roberto Carraro, oggi vescovo emerito di Verona. <br \/>Essendoci di mezzo P. Pio,  il Padre Generale si rivolse ai Cappuccini di Foggia, (sembrava la cosa pi\u00f9  logica, giacch\u00e9 P. Pio apparteneva alla Provincia religiosa di quella zona), che  per\u00f2 declinarono l\u2019offerta, avendo gi\u00e0 una missione nel Ciad.<br \/>And\u00f2 in porto,  invece, la proposta ai Cappuccini marchigiani, i quali accettarono non perch\u00e9  l\u2019invito veniva da P. Pio, ma per andare incontro al desiderio dell\u2019episcopato  che vagheggiava una presenza francescana nel loro Paese .<br \/>Al nostro arrivo  trovammo, quindi, un ambiente preparato ad accoglierci, grazie a quanto stava  accadendo da qualche tempo e che continuava ancora: eravamo visti come i \u2019Frati  di P. Pio\u2019, perci\u00f2 non mancarono segni di simpatia da parte delle persone  coinvolte nelle suddette vicende.<br \/>Da parte nostra non mancarono contatti  occasionali con tali persone; tuttavia cercammo di non essere coinvolti nella  faccenda e mai mostrammo segni di una qualche adesione o condivisione. La  prudenza ci impose di stare lontano da quanto si diceva accadesse di  straordinario nel \u2018Cenacolo\u2019, il luogo in cui i fenomeni si manifestavano. Del  resto, persone autorevoli, come l\u2019Arcivescovo Mons. De Souza e il Vicario  Generale Mons. Gilbert Dagnon, seguivano l\u2019evolversi dei fatti e preferisco  rimandare alle loro testimonianze\u201d.\u00a0 <\/p>\n<p>Quel 4 ottobre 1987 i  Cappuccini marchigiani decisero di aprire una nuova missione durante il capitolo  spirituale tenuto a Loreto (AN) nell\u2019aprile del 1986, sotto la presidenza del  Definitore Generale P. Pacifico Antonio Dydycz, attualmente vescovo di Droymycz  (Polonia). Da qualche tempo la Provincia non inviava pi\u00f9 religiosi in aiuto alle  chiese sorelle dello Stato di Bahia (Brasile), come faceva dal 1892\u00a0 e nel 1969  aveva aperto una missione nel Wolaita, una regione del Sud dell\u2019Etiopia, dove  aveva una decina di religiosi. Sembrava pi\u00f9 che sufficiente per una Provincia  che, sebbene ancora non conoscesse la crisi vocazionale che sarebbe esplosa poco  dopo, ne mostrava tuttavia i segni. Ebbene, nella primavera del 1986 arriv\u00f2 al  P. Generale P. Pasquale Rywalski una lettera di Mons. Isidore De Souza che, a  nome dell\u2019arcivescovo di Cotonou, Mons. Christophe Adimou, di cui era vescovo  ausiliare, chiedeva i Cappuccini per la sua diocesi. P. Rywalski era al termine  del suo mandato e pass\u00f2 la richiesta al successore, P. Flavio Roberto Carraro il  quale, saputo che c\u2019era di mezzo P. Pio, offr\u00ec la missione ai Cappuccini di  Foggia, che rifiutarono. Gli impegni nel Ciad non consentivano un\u2019ulteriore  presenza in Africa. La proposta fu passata allora ai Cappuccini marchigiani, che  accettarono.<br \/>B\u00e9nin\u2026Dov\u2019era? Come era? E\u2019 proprio vero che l\u2019Africa \u00e8 pi\u00f9  conosciuta per le guerre, le carestie, i massacri etnici che per le realt\u00e0 pi\u00f9  immediate, come la geografia. Bisognava informarsi, e una delegazione part\u00ec in  avanscoperta, mentre quattro religiosi presero la via della Francia per  approfondire le nozioni del francese studiato in seminario, ma insufficienti per  comunicare con la gente che li attendeva. Bastarono due mesi in Rue Boissonnade  a Parigi, dove si trova il convento dei Cappuccini. Prima di partire fecero un  pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo (di nuovo P. Pio!) e una visita alle  Monache Clarisse Cappuccine di Mercatello sul Metauro (PU);\u00a0 poi il 4 ottobre  1987 i quattro pionieri si imbarcarono per Cotonou, dove arrivarono il giorno  stesso, accolti da una folla in festa che li chiam\u00f2 subito \u201ci Frati di P. Pio\u201d.  Era notte e c\u2019era bisogno di riposo, non tanto per la stanchezza del viaggio,  quanto per le forti emozioni provate: l\u2019impatto con la folla; l\u2019entusiasmo molto  caloroso; l\u2019inaspettato benvenuto con l\u2019acqua sparsa sulla soglia della casa che  li accoglieva a porte spalancate, mentre la gente non finiva pi\u00f9 di salutare con  una raffica di kuabo, benvenuti . La notizia del loro arrivo, chi sa come e  perch\u00e9, arriv\u00f2 anche al\u2026pungiglione delle zanzare e, dopo appena un mese P.  Vincenzo e P. Giansante si ammalarono di malaria . \u201c\u00c8 il vostro battesimo, disse  la gente: ora siete davvero africani.\u201d <br \/><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota del Comune Una strada per andare. 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