{"id":13719,"date":"2019-10-27T21:04:32","date_gmt":"2019-10-27T21:04:32","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"49c1a17c73723364ec1ac39678f6e838","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/10\/27\/49c1a17c73723364ec1ac39678f6e838\/","title":{"rendered":"LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA   Rilievi dattiloscopici e impronte"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/Accattoli Gabriele.jpg style=float: left; height: 219px; width: 200px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>Nel precedente articolo abbiamo visto alcuni sistemi per rilevare le impronte papillari&nbsp; latenti, sistemi applicabili direttamente sulla scena del crimine, oggi continuiamo con altri sistemi da utilizzare in laboratorio su cose repertate.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Prima di procedere devo per&ograve; fare una puntualizzazione non di poco conto, ovvero gli &ldquo;atti ripetibili&rdquo; ed &ldquo;atti irripetibili&rdquo;. Questa distinzione in seno all&#39;attivit&agrave; di Polizia Giudiziaria, Polizia Scientifica o criminalistica in genere, &egrave; molto importante prenderla inconsiderazione.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&#39;importanza deriva, ovviamente, dalla legittimit&agrave; o illegittimit&agrave; degli atti eseguiti, e di conseguenza l&rsquo;eventuale &nbsp;non ammissibilit&agrave; in fase processuale degli stessi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La distinzione tra ripetibili ed irripetibili; i primi permettono indagini sulle cose senza modificarne la natura, distruggerle o alterale, mentre gli altri, una volta esperiti non permettono pi&ugrave; di ripetere gli accertamenti perch&eacute; la cosa sar&agrave; distrutta, alterata o modificata o comunque, anche senza la diretta influenza avr&agrave; una modificazione. Ad esempio, i rilievi fotografici sul cadavere, di fatto, non modificano o alterano lo stesso, ma dopo la rimozione del cadavere i rilievi fotografici su di esso nel contesto della scena del crimine non potranno pi&ugrave; essere eseguiti. Per questo, in senso generale, i rilievi tecnici effettuati sulla scena del crimine sono atti irripetibili.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La questione &egrave; disciplinata, in particolare da due articoli del codice di procedura penale, il primo, l&#39;articolo354, che abbiamo gi&agrave; visto nei precedenti articoli, ed il secondo l&#39;art. 360 dello stesso codice.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&#39;art. 354, accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone, d&agrave; la possibilit&agrave; ,in caso di urgenza o nelle condizioni che lo cose si possano alterare, distruggere o<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/impronta verde.jpg style=float: right; height: 100px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> modificare, di eseguire, anche se irripetibili, tutti i rilievi necessari del caso; l&#39;art. 360, accertamenti tecnici irripetibili, pianifica un&#39;attivit&agrave; d&#39;indagine, anche &nbsp;tecnica, gestita dal magistrato titolare delle indagini, permettendo alle parti, persona indagata e parte offesa, di assistere, tramite consulenti di fiducia,&nbsp; allo svolgimento degli accertamenti tecnici. Gli accertamenti irripetibili disposti dal magistrato possono essere esperiti dopo aver fissato la data per il loro esame e dato avviso alle parti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&#39;argomento &egrave; talmente ampio e pieno di controversie, che per trattarlo compiutamente non basterebbe un articolo, ma un vero e proprio trattato, una tesi di laurea, quindi mi limito a dare delle spiegazioni generiche portando degli esempi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La ricerca di impronte papillari su un mobile della scena del crimine, nell&#39;immediatezza, se pur un atto irripetibile, pu&ograve; essere eseguita perch&eacute; la rimozione del mobile, oltre a creare problemi tecnico\/logistici, potrebbe compromettere la salvaguardia e la conservazione delle superfici da ispezionare; la stessa indagine su un coltello, pistola, o qualsiasi altro oggetto che permette una repertazione sicura e genuina, potrebbe ricadere nella non necessit&agrave; dell&#39;urgenza dell&#39;atto.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La ricerca di impronte su materiale cartaceo di grandi dimensioni, come ad esempio scatoloni, o su documenti che non vi &egrave; la certezza che il reo li abbia toccati, potrebbe <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/impronte-spray.jpg style=float: left; height: 200px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>rientrare nell&#39;ipotesi del 354, ma se abbiamo un foglio di carta, una missiva, un messaggio, con la certezza che lo stesso sia stato toccato o lasciato o spedito dal reo, tipo una lettera anonima con minacce di morte o altro tipo di reato, la necessit&agrave; dell&#39;urgenza va a scemare, anche perch&eacute; come ho detto nel precedente articolo, le impronte sulla carta restano evidenziabili&nbsp; per anni.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Ho fatto due esempi relativi all&#39;indagine dattiloscopica, ma la regola vale per qualsiasi atto che possa portare alla distruzione&nbsp; della prova. Un esempio; i rilievi per la ricerca dei residui dello sparo, il primo atto, sulle mani del presunto reo, &egrave; un atto irripetibile che necessita di tutte le garanzie di legge, mentre il successivo esame sui tamponi utilizzati permette ripetute analisi senza danneggiare o alterare niente, pertanto un atto ripetibile.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Il tutto &egrave; ulteriormente regolato da un altro aspetto, gli atti d&#39;iniziativa, seppur irripetibili, svolti sulla scena del crimine ai sensi dell&#39;art.354 danno un&#39;ampia interpretazione applicativa, mentre, una volta repertato un oggetto, e di conseguenza sottoposto a sequestro penale, di fatto la Polizia Giudiziaria perde qualsiasi possibilit&agrave; di eseguire atti irripetibili su lo stesso perch&eacute;, il Magistrato che ha convalidato il sequestro, titolare delle indagini, diventa il &ldquo;tutore&rdquo; di quanto sequestrato e senza il suo consenso non si possono eseguire attivit&agrave; che potrebbero compromettere la genuinit&agrave; e la conservazione dello stesso.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Fatta questa veloce premessa, riprendo con le tipologie di esami, indagini dattiloscopiche, che si possono eseguire anche in &nbsp;laboratorio.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>I metodi che si possono eseguire anche in laboratorio sono diversi in base all&#39;oggetto da sottoporre alla ricerca. Su oggetti in plastica, metallo, vetro e ceramica, o <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/thickbox (002).jpg style=float: right; height: 281px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>comunque con superfici lisce, il metodo pi&ugrave; comunemente usato, che d&agrave; riscontri positivi anche dopo diversi giorni dalla <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/impronte-digitali-latenti.jpg style=float: left; height: 466px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>deposizione dell&#39;impronta, &egrave; quello che ho gi&agrave; presentato nell&#39;articolo precedente, l&#39;esposizione ai vapori ciano-acrilici. Dopo lo sviluppo con cianoacrilato possono essere applicate alcune soluzioni coloranti per migliorare il contrasto cromatico delle impronte su superfici di colore chiaro. I metodi di applicazione dei coloranti sono l&rsquo;immersione, la tamponatura e l&rsquo;irrorazione. Una volta applicato il colorante, l&rsquo;impronta viene sciacquata con acqua e lasciata ad asciugare. All&rsquo;esame con luci forensi&nbsp; si noter&agrave; la fluorescenza del reagente .<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Quando invece la ricerca deve essere esperita su materiale cartaceo, abbiamo diverse alternative; il pi&ugrave; veloce e pratico &egrave; quello di sottoporre l&#39;oggetto ai &rdquo;vapori di iodio&rdquo;; il metodo &egrave; abbastanza semplice, esistono in commercio delle &ldquo;pipette&rdquo; contenenti Sali di iodio, soffiando all&#39;interno delle stesse, si creano dei vapori che una volta raggiunto l&#39;oggetto, fanno sviluppare ed&nbsp; evidenziare l&#39;impronta. Il sistema non richiede particolari attrezzature, ma ha un limite, l&#39;impronta evidenziata non rimane impressa, ma piano piano scompare di nuovo e per fissare la stessa occorre, abbastanza velocemente, intervenire fotograficamente.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Per avere un riscontro &ldquo;fissato&rdquo; su carta, legno non verniciato, o comunque superfici porose, si possono utilizzare altri due metodi, uno di questi &egrave; la &ldquo;Ninidrina&rdquo;; sostanza chimica che reagisce con gli aminoacidi contenuti nel sudore, sviluppando un&#39;intensa colorazione viola del disegno <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/202c (002).jpg style=float: left; height: 300px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>lasciato dalle creste papillari. L&rsquo;altro metodo &egrave; il &ldquo;D.F.O&rdquo;; anche questo sistema reagisce con gli amminoacidi presenti nelle impronte. Un&rsquo;impronta sviluppata con DFO &egrave; meno visibile con luce bianca rispetto ad una trattata con Ninidrina, ma se illuminata con luce verde l&rsquo;impronta evidenziata avr&agrave; una visibilit&agrave; pi&ugrave; intensa.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Altro metodo &egrave; l&rsquo;utilizzo di &ldquo;argento-nitrato&rdquo;, questo reagisce con il cloruro &nbsp;di sodio presente nel sudore che per reazione chimica produce cloruro di argento, quest&#39;ultimo, esposto alla luce &nbsp;lascia un deposito nero che rende visibile il disegno dell&#39;impronta.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Poi abbiamo un reagente specifico per rilevare le impronte lasciate sul lato adesivo di nastri ed etichette, il Gentian Violet, una soluzione colorante a base di Crystal Violet che reagendo le impronte conferisce loro una colorazione viola.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Questi sistemi sono sicuramente efficaci, permettono di evidenziare impronte anche datate, e per tanti esistono in commercio confezioni tipo spray da utilizzare anche direttamente sulla scena del crimine; per&ograve; richiedono attenzioni particolari ed idonei luoghi per la trattazione in quanto altamente tossici e pericolosi; ad esempio, il Gentian Violet ha come componente il fenolo, un veleno, e deve essere usato con la massima cautela.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Abbiamo visto come evidenziare le impronte latenti, ma ora dobbiamo vedere come produrre un elemento idoneo alle ulteriori indagini di comparazione, ovvero, se rinveniamo un&#39;impronta su un bicchiere, non possiamo portare il bicchiere in processo e tantomeno dare lo stesso al dattiloscopista per le sue attivit&agrave; di ricerca, identificazione e confronto, quindi, quell&#39;impronta evidenziata dovr&agrave; essere prima di tutto assicurata, poi lavorata.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&rsquo;assicurazione pu&ograve; avvenire in tre modi; se l&rsquo;oggetto su cui &egrave; stata rilevata l&rsquo;impronta lo permette, come una lettera minatoria, ovvero un qualsiasi oggetto dove <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/impronte-centimetro.jpg style=float: right; height: 300px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>l&rsquo;impronta si sia fissata definitivamente, ad esempio con l&rsquo;utilizzo del sistema dei ciano-acrilati, lo stesso va debitamente confezionato e conservato fino all&rsquo;utilizzo in udienza come prova, fermo restando la documentazione fotografica. Se l&rsquo;oggetto su cui viene evidenziata l&rsquo;impronta, con sistemi che fissano la stessa, &egrave; di dimensioni che non permettono la conservazione, pensiamo ad esempio all&rsquo;abitacolo di un&rsquo;autovettura sottoposta ai vapori ciano-acrilici, l&rsquo;impronta viene riprodotta fotograficamente. Se l&rsquo;impronta viene evidenziata con polveri, quindi distruttibile ed alterabile se toccata, la stessa viene asportata con l&rsquo;ausilio di appositi &ldquo;gommini&rdquo; adesivi che ne garantiscono l&rsquo;integrit&agrave; nell&rsquo;asportazione e la successiva conservazione.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Le impronte visibili, quelle lasciate per asportazione o per sovrapposizione di materiale, nel precedente articolo indicate anche con &ldquo;negative e positive&rdquo;, o per contatto con materiale malleabile, vanno riprodotte ed assicurate fotograficamente, se l&rsquo;oggetto dove le stesse sono state lasciate lo permette, sar&agrave; repertato.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>In tutti i casi dove si procede con la fotografia, l&rsquo;impronta va accostata da un riferimento metrico &ldquo;stricetta metrica&rdquo; che servir&agrave;, come vedremo pi&ugrave; avanti, per riprodurre la stampa fotografica a &ldquo;grandezza naturale&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Per la lavorazione dell&rsquo;impronta il sistema &egrave; quello fotografico; ma la cosa non &egrave; cos&igrave; semplice come pu&ograve; sembrare. In base al metodo di evidenziazione dell&#39;impronta, la stessa ci si presenter&agrave; in tre diversi aspetti, &ldquo;positiva&rdquo;, &rdquo;negativa&rdquo;, &ldquo;speculare&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/impronte-colorate.jpg style=float: left; height: 176px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>Lo scopo della lavorazione fotografica, oltre all&rsquo;inserimento nel fascicolo dei rilievi tecnici, &egrave; quello di produrre al dattiloscopista un&rsquo;immagine idonea alla comparazione dell&rsquo;impronta rinvenuta con quelle archiviate nel casellario. La presentazione dell&#39;argomento potrebbe sembrare difficile e confusionaria, ma se si presta un po&rsquo; di attenzione non parliamo di cose stratosferiche.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Per prima cosa dobbiamo chiarire il concetto di impronta &rdquo;madre&rdquo;, ovvero quella con la quale si andr&agrave; ad effettuare la comparazione. l&#39;impronta madre &egrave; quella assunta sul cartellino fotodattiloscopico e conservata nello schedario d&rsquo;identit&agrave;, ovvero il &ldquo;timbro&rdquo; lasciato dalle creste papillari intrise di inchiostro o scannerizzate, con un disegno di colore nero su sfondo bianco, un&rsquo;impronta &ldquo;positiva&rdquo; come quella indicata &nbsp;per sovrapposizione di materiale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Per procedere alla comparazione dobbiamo riportare l&#39;impronta rinvenuta e fotografata nella stessa forma dell&#39;impronta madre, disegno nero, o scuro, su fondo bianco e verso positivo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Qui per&ograve; mi devo fermare, rischiamo di diventare troppo lunghi, nel prossimo articolo illustrer&ograve; i sistemi di lavorazione fotografica, i punti caratteristici che delineano la comparazione dattiloscopica e l&rsquo;utilit&agrave; legale dell&rsquo;impronta.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Accattoli Gabriele<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: center;>\n\t<img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/vista-de-una-huella-dactilar-revelado-por-la-impresi\u00f3n- (002).jpg style=height: 295px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo abbiamo visto alcuni sistemi per rilevare le impronte papillari&nbsp; latenti, sistemi applicabili direttamente sulla scena del crimine, oggi continuiamo con altri sistemi da utilizzare in laboratorio su cose repertate. Prima di procedere devo per&ograve; fare una puntualizzazione non di poco conto, ovvero gli &ldquo;atti ripetibili&rdquo; ed &ldquo;atti irripetibili&rdquo;. Questa distinzione in seno &#8230; <a title=\"LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA   Rilievi dattiloscopici e impronte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/10\/27\/49c1a17c73723364ec1ac39678f6e838\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su LA SCENA DEL CRIMINE E SOPRALLUOGO DI POLIZIA GIUDIZIARIA   Rilievi dattiloscopici e impronte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-13719","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13719","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13719"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13719\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13719"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13719"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13719"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}