{"id":13756,"date":"2015-07-25T11:59:30","date_gmt":"2015-07-25T11:59:30","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"6d7b14d96ad2d2dbfa788c2a5778e942","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/07\/25\/6d7b14d96ad2d2dbfa788c2a5778e942\/","title":{"rendered":"La sentenza del Tar sul Burchio apre al consumo del territorio."},"content":{"rendered":"<p>\n\tCon la sentenza del TAR, (che annulla le delibere della giunta Montali, rigetta la richiesta di risarcimento danni della Coneroblu e compensa le spese&nbsp; legali) riprende fiato a Porto Recanati una logica politica fra le pi&ugrave; deleterie della storia del nostro paese, quella che si fonda sul principio che lo sviluppo passa attraverso l&rsquo;uso smodato &#8211; meglio sarebbe definirlo abuso &#8211; del territorio, i cui effetti negativi sono da tempo sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>\n\tNel merito delle motivazioni che hanno suggerito la decisione al Tribunale almeno due principi giuridici declamati sono assolutamente da non condividere:<\/p>\n<ol>\n<li>\n\t\tSi pu&ograve; disattendere la normativa regionale che vieta l&rsquo;ulteriore consumo di suolo agricolo, e dunque spalmare a piacimento i volumi su suoli vergini, semplicemente riducendo di poco le cubature previste &nbsp;nel piano regolatore vigente.<\/li>\n<li>\n\t\tLe scelte urbanistiche che il Comune &egrave; chiamato a compiere non sono il frutto di una valutazione del miglior assetto del territorio, poich&eacute; non sono scevre da qualsivoglia condizionamenti provenienti&nbsp; dai portatori di interessi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\n\tIn tutta coscienza, siamo convinti che la legge regionale non ammette deroghe che, se previste,&nbsp; svuoterebbero la norma della finalit&agrave; per cui &egrave; stata scritta.<\/p>\n<p>\n\tInoltre, la contraddizione di fondo che, a nostro giudizio, inficia la valutazione del TAR, &egrave; contenuta proprio nella seconda affermazione, ove si sostiene che la variante non &egrave; figlia di una pianificazione diretta a perseguire il suo unico scopo, il miglior assetto del territorio, ma piuttosto i condizionamenti dei privati.<\/p>\n<p>\n\tCon determinazione abbiamo operato per difendere dei valori che sono veri e propri &ldquo;beni della vita&rdquo;, senza piegarci alle logiche di un metodo di amministrazione gi&agrave; rivelatosi miope nel lungo periodo, quello della leva urbanistica e del mercato edilizio come unica risorsa per fare cassa.<\/p>\n<p>\n\tAbbiamo difeso con coraggio una visione diversa nella gerarchia fra interesse pubblico e privato, e biasimato il metodo dell&rsquo;urbanizzazione a &ldquo;macchia di leopardo&rdquo;, senza nasconderci dietro ai falsi alibi &nbsp;del timore di risarcimenti miliardari paventati da chi, ormai da tempo, ha rinunciato alla difesa dei diritti e dei beni comuni, in favore di una politica di totale asservimento al &nbsp;potere economico sovrano.<\/p>\n<p>\n\tTornando nel merito, la sentenza andrebbe senz&rsquo;altro appellata: la consapevolezza e l&rsquo;amarezza stanno nel fatto che nessuno di chi oggi &egrave; in condizione di farlo, lo far&agrave;.<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\tUniti per Porto Recanati<\/p>\n<p style=margin-left:18.0pt;>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza del TAR, (che annulla le delibere della giunta Montali, rigetta la richiesta di risarcimento danni della Coneroblu e compensa le spese&nbsp; 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