{"id":13826,"date":"2019-07-29T22:47:22","date_gmt":"2019-07-29T22:47:22","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"9ba67c48fa53a9f0999795e8694d9464","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/07\/29\/9ba67c48fa53a9f0999795e8694d9464\/","title":{"rendered":"LA STORIA DELLA CRIMINALISTICA E CRIMINOLOGIA \u2013 nozione di impronte papillari \u2013 quinta parte"},"content":{"rendered":"<p style=text-align: justify;>\n\t<img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/Accattoli Gabriele.jpg style=float: left; height: 219px; width: 200px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>Stiamo per affrontare la svolta dell&rsquo;utilizzo delle impronte digitali per l&rsquo;identificazione che poi, di pari passo, entreranno nel settore della criminalistica, per&ograve; prima di proseguire, ritengo opportuno dare delle nozioni su cosa sono le impronte.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le impronte sono lasciate dalle papille della parte interna delle mani e dei piedi. Le papille, chiamate anche creste, sono quelle escrescenze che consentono il senso del tatto e danno la sensibilit&agrave;. Le impronte si definiscono &ldquo;digitali&rdquo;, quando riguardano il polpastrello delle dita, e &ldquo;palmari&rdquo; quando riguardano il resto del palmo della mano. Sulle creste ci sono dei &ldquo;pori&rdquo; dai quali fuoriesce la sostanza sudorifera ed in connubio con le creste stesse, che hanno una funzione tipo &ldquo;timbro&rdquo;, lasciano sulle superfici toccate le nostre impronte papillari. Per l&rsquo;identificazione preventiva, il fotosegnalamento, si usava passare con un rullo impregnato di inchiostro nero sui polpastrelli e sul palmo della mano, poi a modo ti timbro si traferiva l&rsquo;impronta su un cartoncino bianco; oggi, con l&rsquo;evento dell&rsquo;informatica anche in questo campo, le impronte si rilevano passando polpastrelli e palmo della mano sul piano di uno scanner. In criminalistica, invece, le impronte sono quelle lasciate dal reo sulla scena del crimine, esse possono essere visibili o non visibili &ldquo;latenti&rdquo;, possono essere per sovrapposizione di sostanza, per asportazione di sostanza o per affossamento. Questi dettagli saranno approfonditi nell&rsquo;articolo che dedicher&ograve; alle impronte papillari in criminalistica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sir Francis Galton, lo abbiamo lasciato nell&rsquo;ultimo articolo, era un medico londinese, spaziava a 360 gradi dall&rsquo;antropologia alle ascensioni in mongolfiera. Per soddisfare i suoi interessi scientifici, organizzava nella sua abitazione incontri con illustri biologi, geografi, antropologi e filosofi, forse non a caso, Galton, era il cugino Charles Robert Darwin, autore&nbsp; &ldquo;dell&rsquo;origine delle specie&rdquo;. Fu nel 1884, a Londra, che in occasione dell&rsquo;Esposizione Universale, aiutato dal suo fedele collaboratore Sergente Randai, allest&igrave; un suo padiglione. I visitatori del padiglione, interessati, previo pagamento e rilascio di un diploma di partecipazione,&nbsp; erano sottoposti a rilievi antropometrici, veniva misurata la vista, l&rsquo;udito, la forza muscolare, nonch&eacute; assunte le impronte digitali.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutta questa operazione serviva a Galton per formare un grosso archivio rappresentativo delle varie fasce sociali, etniche, d&rsquo;et&agrave; e sesso, da usare per lo studio delle impronte digitali.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dallo studio di questo suo archivio, Galton, arriv&ograve; alla conclusione che le impronte digitali arano riconducibili a quattro figure fondamentali, adelta, monodelta,<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/6 art 6 fotosegnalamento.jpg style=float: right; height: 213px; width: 200px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> bidelta e composta, figure, ad oggi riconosciute valide.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lo sforzo economico e di energie messo in campo da Galton, per addivenire ad una classificazione dattiloscopica, atta ad ordinare le impronte, rintracciare quelle assunte con conseguente identificazione del soggetto, per&ograve; non ripag&ograve; il medico, non trovando, di fatto, un metodo valido e veloce.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dove Galton, apparentemente fall&igrave;, in pochi mesi J. Wucetich, responsabile del servizio statistica della Polizia Argentina, dove era operativo l&rsquo;ufficio di identificazione, elabor&ograve; la prima classificazione dattiloscopica che nel 1896 veniva definitivamente adottata dallo stato Argentino.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma la classificazione delle impronte digitali pi&ugrave; &ldquo;gettonata&rdquo;, pi&ugrave; utilizzata a livello mondiale, compresa l&rsquo;Italiana, in uso fino all&rsquo;avvento dell&rsquo;A.F.I.S. (Automated Fingerprint Identification System) venne ideata nel 1900 da Edward Richard Henry, Funzionario Inglese in servizio nell&rsquo;India Britannica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Siamo arrivati al momento della svolta, seppur ancora qualcuno continuava a ritenere valido per l&rsquo;identificazione il sistema antropometrico, Bertillon uno di questi, <\/strong><\/span><span style=font-size:14px;><strong>sempre pi&ugrave; Polizie iniziavano ad usare il sistema dattiloscopico per l&rsquo;identificazione, sia per la semplicit&agrave; di assunzione e classificazione delle impronte che per un campo di applicazione pi&ugrave; ampio.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mentre l&rsquo;antropometria era valida solo a livello di identificazione preventiva, a patto poi che la persona avesse compiuto&nbsp; venti anni di et&agrave;, il sistema dattiloscopico garantiva l&rsquo;immutabilit&agrave; delle impronte nel tempo (esse si formano nel feto al sesto mese di gestazione e si distruggono con la decomposizione del corpo dopo la morte) ed in pi&ugrave;&nbsp; poteva essere applicato anche in campo giudiziario.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Entriamo nella storia Italiana, fine del XIX secolo, il nostro paese era sconvolto da un fenomeno criminale molto fastidioso, il &ldquo;brigantaggio&rdquo;. Le regioni pi&ugrave; colpite dal fenomeno erano quelle meridionali e da Napoli, nel 1982, nasce il primo Gabinetto Antropometrico. Il Medico Legale&nbsp; Abele De Blasio, chiese al Questore di Napoli, Sangiorgi, di allestire a proprie spese un Gabinetto Antropometrico. Con l&rsquo;autorizzazione del Questore fu realizzato questo ufficio nel cortile della questura, una baracca nella quale si fotosegnalavano pregiudicati, ed il Medico De Blasio esegu&igrave; il primo confronto fotografico di un malavitoso.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/6 art 6  cartellino.jpg style=float: left; height: 133px; width: 200px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>&nbsp; Nel 1886 fu organizzato a Roma il primo Congresso penitenziario, tra gli ospiti d&rsquo;onore fu chiamato Bertillon, dove illustr&ograve; l&rsquo;importanza dell&rsquo;antropometria come metodo di identificazione personale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel 1887, allo scopo di aggiornare e migliorare le tecniche di contrasto dell&rsquo;emergente criminalit&agrave;, con Regio Decreto nr. 1201, il Prefetto di Roma, Giovanni Bolis, fu autorizzato ad organizzare un &ldquo;Corso pratico di perfezionamento per Funzionari di P.S.&rdquo;, da riscontri storici sembra che &nbsp;furono organizzati solo due corsi ai quali parteciparono 35 Funzionari.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quasi tutte le Polizie mondiali avevano laboratori di criminalistica, ed anche in Italia si sent&igrave; la necessit&agrave; di rinnovare il sistema<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/lnx.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/6 art 6 impronta.jpg style=float: right; height: 334px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> investigativo affiancando ad esso l&rsquo;ausilio della scienza.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mentre Cesare Lombroso, titolare della cattedra di Medicina Legale&nbsp; all&rsquo;Universit&agrave; di Torino, elaborava le sue teorie&nbsp; sull&rsquo;uomo criminale, nel 1901, il Ministro dell&rsquo;Interno Giovanni Giolitti, su suggerimento del Capo della Polizia Francesco Leonardi, invi&ograve; un Vice Prefetto a Parigi per prendere visione delle metodologie attuate da Bertillon, nonostante l&rsquo;affermazione della dattiloscopia si stava consolidando prendendo sempre pi&ugrave; piede, e si stava affermando sempre pi&ugrave; come faro primario della<\/strong><\/span><span style=font-size:14px;><strong> criminalistica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Al ritorno del Vice Prefetto da Parigi, si decise di organizzare a Roma dei corsi di Polizia Scientifica. Il primo corso fu organizzato nel carcere di &ldquo;Regina Coeli&rdquo;, parteciparono solo Funzionari di Polizia, e l&rsquo;incarico di docente fu assegnato al Medico Legale&nbsp; Professor Salvatore Ottolenghi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Siamo giunti alla nascita, se pur ancora in fase di sviluppo, della Polizia Scientifica Italiana, ho citato due illustri Professori, Cesare Lombroso e Salvatore Ottolenghi, &ldquo;padri&rdquo; di questo settore investigativo, che nel prossimo articolo cercher&ograve; di presentare.&nbsp;&nbsp; <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=text-align: justify;>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Accattoli Gabriele<\/strong><\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo per affrontare la svolta dell&rsquo;utilizzo delle impronte digitali per l&rsquo;identificazione che poi, di pari passo, entreranno nel settore della criminalistica, per&ograve; prima di proseguire, ritengo opportuno dare delle nozioni su cosa sono le impronte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le impronte sono lasciate dalle papille della parte interna delle mani e dei piedi. Le papille, chiamate anche creste, &#8230; <a title=\"LA STORIA DELLA CRIMINALISTICA E CRIMINOLOGIA \u2013 nozione di impronte papillari \u2013 quinta parte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/07\/29\/9ba67c48fa53a9f0999795e8694d9464\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su LA STORIA DELLA CRIMINALISTICA E CRIMINOLOGIA \u2013 nozione di impronte papillari \u2013 quinta parte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-13826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13826\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}