{"id":13869,"date":"2015-12-06T23:06:07","date_gmt":"2015-12-06T23:06:07","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2f4274f5b1ae461b3fe0e720785c1d1d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/12\/06\/2f4274f5b1ae461b3fe0e720785c1d1d\/","title":{"rendered":"La truffa &#8220;psicologica&#8221; delle 50 euro ha colpito ancora"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Truffa delle 50 euro, che ha fatto una vittima in un negozio del centro. La tecnica &egrave; sempre la stessa e funziona quasi sempre approfittando di un attimo di confusione e di smarrimento della malcapitata. La descriviamo ancora una volta perch&egrave; possa essere di avvertimento ad altri commercianti. Ce l&rsquo;ha racconta una commessa di un negozio del centro che ancora, a distanza di qualche giorno, non riesce a capacitarsi come possa essere caduta nel tranello del truffatore. Intanto l&rsquo;ora classica, in cui agiscono questi signori, &egrave; quella della chiusura mattutina o serale del negozio contando sulla stanchezza del personale. Sono all&rsquo;incirca le 13 quando nel locale entrano due signori, compari di fatto ma che si presentano come clienti distinti e autonomi l&rsquo;uno dall&rsquo;altro. Il primo acquista una confezione di cioccolatini dal modesto costo di 2 euro e per pagare presenta una banconota da 100 euro mentre l&rsquo;altro &egrave; al cellulare, presumibilmente con la moglie, e si accorda per andare a prendere i bambini all&rsquo;asilo nido. La cassiera, come d&rsquo;abitudine, controlla che la banconota non sia falsa e appurato ci&ograve; si accinge a contare il resto. Il cliente saluta e se ne va. Ecco, quindi, l&rsquo;altro: anche lui fa un modesto acquisto di 3 euro e presenta alla cassa una banconota da 50 euro. Viene spontaneo alla commessa fare una battuta sull&rsquo;alto resto che deve dare al cliente mentre fa i conti e controlla, anche questa volta, che la banconota non sia falsa&nbsp; e gli d&agrave; il resto di 50 euro. Qui scatta l&rsquo;abilit&agrave; del truffatore perch&eacute; a quel punto lui le dice &ldquo;Ah, le ho dato 50 euro? Pensavo fossero 10 euro!&rdquo; e la commessa di rimando ingenuamente gli chiede &ldquo;Vuole darmi 10?&rdquo; e lui &ldquo; No no, anzi, guardi, me ne pu&ograve; dare 100?&rdquo; La confusione, proprio quella su cui contava il truffatore, &egrave; alle stelle fra soldi in mano alla commessa, resto da dare e soldi in mano al cliente. &ldquo;Avevo 50 euro in mano che mi aveva dato lui per pagare, poi mi ha ridato il resto di 50 euro, pensavo &ldquo;S&igrave;, siamo a posto, fanno 100 euro&rdquo;&hellip; e gli ho dato il pezzo da 100!&rdquo; racconta la commessa. Solo dopo che la porta si &egrave; chiusa dietro il cliente-truffatore e la calma &egrave; ritornata nel negozio la commessa si &egrave; accorta di essere stata truffata. &ldquo;Certo, la somma era 100 euro (tolto l&rsquo;importo dell&rsquo;acquisto effettuato), ma il resto che mi aveva dato indietro erano gi&agrave; miei soldi! Quindi si &egrave; intascato 50 euro in 5 minuti.&rdquo; Purtroppo non &egrave; la prima e non sar&agrave; l&rsquo;ultima persona a cadere in questo tipo di truffa, basata soprattutto sull&rsquo;abilit&agrave; di&nbsp; confonderti e mandarti nel pallone. E&rsquo; necessario essere molto accorti ma anche fortunati a non imbattersi in simili furfanti.<\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Truffa delle 50 euro, che ha fatto una vittima in un negozio del centro. La tecnica &egrave; sempre la stessa e funziona quasi sempre approfittando di un attimo di confusione e di smarrimento della malcapitata. 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