{"id":1420,"date":"2017-04-21T22:26:02","date_gmt":"2017-04-21T22:26:02","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"fd8f9da4efc7700789b65a28d15038ad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2017\/04\/21\/fd8f9da4efc7700789b65a28d15038ad\/","title":{"rendered":"Al Colle dell&#8217;Infinito gi\u00e0 al lavoro i tecnici del Fai"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Giovani dell&rsquo;ufficio tecnico del Fai (Fondo Ambiente Italiano) sono in questi giorni in attivit&agrave; al Centro Nazionale di Studi Leopardiani per lo studio del progetto di recupero della porzione di Colle dell&#39;Infinito, meglio definita come &quot;Orto delle Monache&quot;, affidata alla consulenza dell&#39;arch. Paolo Pejrone, uno dei pi&ugrave; celebri paesaggisti europei, per essere restaurata e fruibile dal pubblico. Con loro anche un esperto botanico che si &egrave; concentrato nel ridefinire i vialetti e le essenze arborei e floreali da ripiantare (rose, iris, ortensie, gelsomini, viti, pergole, lattuga, carciofi e finocchi), il tutto in un apparente e studiato disordine in grado di ricreare in pieno il fascino di uno spazio al tempo di Leopardi curato e amato da un gruppo di monache. L&#39;accesso ideale all&#39;Orto delle Monache dovrebbe avvenire attraverso il Centro Studi onde consentire al pubblico di accedervi percorrendo lo stesso viottolo che usava il Poeta ma anche, e forse soprattutto, per facilitare l&#39;accesso a quella larghissima parte di turisti in attesa di entrare a casa Leopardi o che ne siano appena usciti. L&#39;aspetto finale dell&#39;Orto delle Monache non dovrebbe, a lavori ultimati, discostarsi molto da quello attuale che tanto affascina chiunque vi si rechi.&nbsp; I giovani tecnici, proprio per facilitare questo ingresso, hanno ipotizzato lo spostamento dell&rsquo;attuale ascensore interno alla sede del Centro Studi in altra sede in modo da favorire questo accesso diretto al Colle. Il Centro Studi non dovrebbe subire altra trasformazione in quanto l&rsquo;intervento, che il Fai ha in animo di realizzare con fondi propri, per un impegno di circa un milione di euro, &egrave; quello di un restauro conservativo della struttura, che ha ottant&rsquo;anni di vita, con la sua messa a norma, per renderla pi&ugrave; sicura e&nbsp; pi&ugrave; agibile ai visitatori. Sar&agrave; messo mano anche al museo interno al Centro, ridefinendo spazi e completando la sua ricchezza di documenti e manoscritti con la digitalizzazione di quelli provenienti dalla Biblioteca di Napoli. Sempre al Fondo Ambiente Italia sarebbe affidato il compito anche di curare l&rsquo;aspetto dell&rsquo;intero parco del Colle, dall&rsquo;area prospicente l&rsquo;ospedale sino all&rsquo;ex Grottino, che &egrave; l&rsquo;entrata principale del Parco. Questo avverrebbe con i fondi messi a disposizione del Ministero dei Beni Culturali. Tutto questo grazia all&rsquo;accordo raggiunto fra Amministrazione Comunale, Centro Studi, Centro Mondiale della Poesia e Fai, di cui si spetta solo la firma per la sua formalizzazione.<\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovani dell&rsquo;ufficio tecnico del Fai (Fondo Ambiente Italiano) sono in questi giorni in attivit&agrave; al Centro Nazionale di Studi Leopardiani per lo studio del progetto di recupero della porzione di Colle dell&#39;Infinito, meglio definita come &quot;Orto delle Monache&quot;, affidata alla consulenza dell&#39;arch. 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