{"id":16140,"date":"2017-04-02T11:01:33","date_gmt":"2017-04-02T11:01:33","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"89235afbea1ecd388f2be52adbf67616","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2017\/04\/02\/89235afbea1ecd388f2be52adbf67616\/","title":{"rendered":"Nella bolgia del Pronto Soccorso. Tanti recanatesi hanno vissuto giornate da incubo"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>E&rsquo; l&rsquo;incubo da tempo di chi ha problemi di salute: finire nella bolgia del Pronto Soccorso degli ospedali di Macerata o Civitanova. Il problema, noto e annoso, si &egrave; aggravato in questi ultimi mesi quando il freddo polare ha causato malori, soprattutto tra le fasce pi&ugrave; deboli. Pochi letti, tante ammalati e un personale scarso che cerca di fare del suo meglio. Uomini, donne, anziani, tutti nello stesso luogo, uno stanzone o il corridoio, con bagni condivisi e senza alcuna attenzione alla privacy. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Le barelle spesso sono insufficienti e, in assenza di queste, si ricorre a letti di fortuna come un tavolo in acciaio, senza materasso,<\/strong><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/articoli\/luoghi\/recanati\/ospedale\/paziente su un tavolo in ferro.jpg style=height: 452px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; float: right; \/><strong> senza cuscino e addirittura mancano le coperte. Sono in tanti a raccontare il loro calvario. M.C. ha assistito il marito di 86 anni che &ldquo;&egrave; rimasto in Pronto Soccorso per due giorni, immobile sulla barella in attesa di ricovero, rimasto per tutto il tempo a digiuno e con il divieto di bere per paura di disfagia.&rdquo; Solo quando ha minacciato di firmare e portarselo a casa &egrave; arrivata un&rsquo;infermiera con una flebo di potassio, una di cortisone e la sacca per alimentarlo e in serata anche un letto in chirurgia in attesa di andare in medicina. Un 90enne malato di Alzheimer e cardiopatico &egrave; stato per 48 ore sulla barella in attesa di un posto letto: D.L., la figlia, ha tanta rabbia in corpo quando racconta di questa esperienza. &quot;Due giorni sono un&rsquo;eternit&agrave; per chi sta male. E lo sono anche per i familiari.&rdquo; Anche qui &egrave; stata necessaria la voce grossa per rimediare un posto letto a Villa Pini. Ha trascorso ben 6 giorni un 76enne, portato dalla RSA di Recanati al Pronto Soccorso di Civitanova, su una barella nonostante le sue gravi condizioni: &nbsp;l&rsquo;uomo &egrave; grave e secondo il parere dei medici deve stare in isolamento. &ldquo;Dopo aver insistito a lungo, racconta il figlio, &egrave; stato trasferito prima in astanteria e successivamente in medicina dove, purtroppo, &egrave; morto.&rdquo; Al momento del decesso &egrave; in camera con altri tre malati. Subito gli infermieri arrivarono con dei divisori per creare una sorta di privacy ma due paraventi non bastano a schermare il dolore della famiglia. Di recente una donna di 78 anni, ci dice il figlio A.P., &nbsp;&egrave; rimasta due giorni sulla barella in attesa di un letto, con i dolori alla schiena che la tormentavano. &ldquo;All&rsquo;ennesimo rifiuto ho agito di prepotenza arrabbiandomi con il dottore. Dopo soli 5 minuti l&rsquo;hanno ricoverata in chirurgia, in attesa di passare in medicina. Il mio ultimo pensiero va ad una signora di 98 anni in barella da giorni, di fronte a mia madre, un esempio di come sia scarsa l&rsquo;attenzione alla sofferenza.&rdquo; <\/strong>&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Ci si deve infuriare dunque per ottenere qualcosa di cui ci spetta di diritto? Che decoro c&rsquo;&egrave; in tutto questo? Quale garanzia alla dignit&agrave;? E i professionisti che vi lavorano? Molti di loro sono preparati e sono persone con coscienza, ma vederli lavorare in tali ambienti non qualifica la loro professionalit&agrave;. Se il P.S. non &egrave; pi&ugrave; un luogo di passaggio e il sovraffollamento &egrave; diventato una malattia cronica, da chi dipende l&rsquo;incapacit&agrave; di programmare gli interventi sanitari per la popolazione quando, puntualmente, accadono episodi come questi? Perch&eacute; una situazione del genere diventa &ldquo;norma&rdquo;? Perch&eacute; le politiche di risparmio sono tutte incentrate sulla chiusura degli ospedali minori senza provvedere ad un potenziamento o ad una riorganizzazione del sistema?<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Ci vogliono risposte immediate perch&eacute; se la sanit&agrave; costa, la salute non ha prezzo. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p align=right>\n\tNikla Cingolani<\/p>\n<p style=text-align: center;>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/articoli\/luoghi\/recanati\/ospedale\/malati al pronto soccorso.jpg style=height: 400px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&rsquo; l&rsquo;incubo da tempo di chi ha problemi di salute: finire nella bolgia del Pronto Soccorso degli ospedali di Macerata o Civitanova. Il problema, noto e annoso, si &egrave; aggravato in questi ultimi mesi quando il freddo polare ha causato malori, soprattutto tra le fasce pi&ugrave; deboli. 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