{"id":16531,"date":"2013-02-17T12:35:44","date_gmt":"2013-02-17T11:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/02\/17\/nuova-poverta-e-chances-di-vita-di-giro-marabini\/"},"modified":"2013-02-17T12:35:44","modified_gmt":"2013-02-17T11:35:44","slug":"nuova-poverta-e-chances-di-vita-di-giro-marabini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/02\/17\/nuova-poverta-e-chances-di-vita-di-giro-marabini\/","title":{"rendered":"NUOVA POVERTA&#8217; E CHANCES DI VITA. di Giro Marabini"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/cartelli\/poveri.jpg\" border=\"0\" width=\"344\" height=\"277\" style=\"float: left; margin: 10px;\" \/>Chiunque avr\u00e0 l&#8217;onore e l&#8217;onere di governare nei prossimi anni il nostro paese dovr\u00e0 affrontare\u00a0 gravi e pressanti problemi, in primo luogo quello della nuova povert\u00e0 e quello del lavoro. La povert\u00e0 \u00e8 in aumento: lo dimostra\u00a0 tra l&#8217;altro l&#8217;incremento del numero di coloro che si rivolgono alla CARITAS per avere un p\u00f2 di cibo, dei vestiti o semplicemente per essere ascoltati. Nel &#8220;rapporto 2012 sulla povert\u00e0 e l&#8217;esclusione sociale in Italia&#8221;(Caritas Italiana) (<a href=\"http:\/\/www.caritasitaliana.it\/materiali\/Pubblicazioni\/libri_2012\/rapporto2012\/Rapporto_Povert_2012_Caritas_Italiana.pdf\">link<\/a>)\u00a0 si legge :&#8221;Rispetto al 2009 si osserva un forte incremento della componente demografica in et\u00e0 avanzata: +51,3% di anziani; +177,8% di casalinghe; +65,6% di pensionati. A tale tendenza si associa l\u2019incremento di utenti con figli minori conviventi (+52,9%) e una sostanziale stabilit\u00e0 nel numero di persone separate o divorziate (+5,5%). Da notare infine la diminuzione di persone disoccupate (-16,2%) e soprattutto di analfabeti (-58,2%). Entrambi i dati confermano la progressiva \u201cnormalizzazione sociale\u201d dell\u2019utenza Caritas, sempre meno coincidente con i profili della grave marginalit\u00e0 sociale.&#8221; (pag.9). Questi dati riferiti dalla Caritas sono sconvolgenti: i teorici del libero mercato, ci avevano illuso che il progresso sarebbe stato inarrestabile e che i diritti civili sarebbero stati appannaggio di tutti, compresi i paesi dove le disuguaglianze sono evidenti e dove i popoli\u00a0 soffrono la fame. Nel rapporto comunque si evidenziano segnali di speranza che vengono per\u00f2 dagli stessi protagonisti del disagio, quelli che il rapporto della Caritas definisce &#8221; ripartenti&#8221;, cio\u00e8 da coloro che non si rassegnano alla povert\u00e0 e che vogliono rimettersi in gioco. La loro volont\u00e0 si scontra comunque con l&#8217;altra grave emergenza: la mancanza di lavoro. Neanche le Marche sfuggono al problema. Dall&#8217;ultima indagine statistica emerge che la nostra Regione \u00e8 al secondo posto dopo il Friuli per numero di aziende che hanno chiuso la loro attivit\u00e0. In questo quadro preoccupa in particolare la condizione dei\u00a0 giovani, condizione che\u00a0 sembra\u00a0 interessare marginalmente l&#8217;opinione pubblica e la politica. Vi \u00e8 una parte di giovani che vive in condizioni di povert\u00e0 materiale e culturale e che non spera\u00a0 pi\u00f9 neanche\u00a0 in un futuro migliore. Vi \u00e8 poi una parte di &#8221; ancora giovani&#8221;\u00a0 che ha perso il posto di lavoro e non ha speranza di trovarlo. Possiamo continuare allora a legare il nostro futuro alle logiche del mercato, della concorrenza, del comsumismo, che rendono i poveri pi\u00f9 poveri e i ricchi sempre pi\u00f9 ricchi? La politica dovrebbe essere protagonista di una nuova progettualit\u00e0, di un nuovo patto sociale che garantisca a tutti, giovani compresi, migliori &#8220;chances di vita&#8221;. Ne aveva\u00a0 parlato R.Daherendorf, filosofo e sociologo tedesco ( si veda &#8220;Per un nuovo liberalismo&#8221; Laterza, Bari, 1990). Per il sociologo(di ispirazione liberale, apprezzato anche dall&#8217;opinione pubblica di diverso orientamento) le societ\u00e0 moderne devono garantire &#8221; l&#8217;affermazione di certi diritti civili di carattere sociale (chances di vita), cio\u00e8 di un livello di benessere, <span style=\"text-decoration: underline;\">al di sotto del quale nessuno deve poter cadere<\/span> (&#8230;)&#8221;(pag. 101) Al contrario &#8220;sia\u00a0 la nuova povert\u00e0 che\u00a0 la disoccupazione\u00a0 dimostrano l&#8217;incapacit\u00e0 della comunit\u00e0 di dare a tutte le persone entro i propri confini un posto come cittadini&#8221; (Ibidem,pag.137). L&#8217;analisi, naturalmente molto pi\u00f9\u00a0 complessa ed articolata , di Daherendorf\u00a0 si era spinta fino ad avanzare\u00a0 la proposta del <span style=\"text-decoration: underline;\">reddito minimo garantito<\/span> (riferita soprottutto ai giovani) da inquadrare nell&#8217;ambito del generale movimento dei diritti civili. Al di l\u00e0 di tale proposta, forse difficile da realizzare ma non irrealizzabile, garantire ai cittadini un livello minimo di benessere dovrebbe essere la priorit\u00e0 di ogni governo. Riusciranno i &#8220;nostri eroi&#8221; nell&#8217;impresa?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiunque avr\u00e0 l&#8217;onore e l&#8217;onere di governare nei prossimi anni il nostro paese dovr\u00e0 affrontare\u00a0 gravi e pressanti problemi, in primo luogo quello della nuova povert\u00e0 e quello del lavoro. 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