{"id":16719,"date":"2018-02-01T10:04:17","date_gmt":"2018-02-01T10:04:17","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"8ca5ab1094bd89e002cff318595dfd9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2018\/02\/01\/8ca5ab1094bd89e002cff318595dfd9d\/","title":{"rendered":"Omicidio Pamela Mastropietro: i Carabinieri sulle tracce del feroce killer"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Ore febbrili in caserma a Macerata per cercare di venire a capo di chi abbia potuto con tanta ferocia uccidere Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta pezzi il cui cadavere smembrato &egrave; stato rinvenuto in due trolley nelle campagne di Pollenza. Nella notte i Carabinieri, insieme agli uomini del Ris e del Reparto operativo di Macerata, hanno prima fermato un trentenne nigeriano che si trova in Italia regolarmente, gi&agrave; conosciuto dalla Polizia. L&rsquo;uomo, per&ograve;, ha negato ogni suo coinvolgimento nella vicenda confessando di aver notato e seguito Pamela &nbsp;nei pressi di una farmacia a Macerata ma di averla poi persa di vista. Avrebbe fatto altri nomi e dato altri particolari tanto che verso le 20,30 l&rsquo;uomo in manette &egrave; stato accompagnato in un sopralluogo all&rsquo;ultimo piano di un condominio di via Spalato al civico 124 dove vive una coppia di stranieri con una figlia piccola. Non &egrave; chiaro se negli ultimi tempi l&igrave; vivesse anche qualche altra persona. Dalla perquisizione sembra che qualcosa, forse dei vestiti, sia saltata fuori. Un&rsquo;altra perquisizione &egrave; stata effettuata dai carabinieri anche in un appartamento di via dei Velini, sempre a macerata, che sarebbe abitato da alcuni ragazzi nigeriani.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<span style=color:#0000FF;><strong>CHI ERA PAMELA MASTROPIETRO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=color:#0000FF;><em>&ldquo;Impara ad amare prima te stesso, se no sar&agrave; difficile amare gli altri&rdquo;: scriveva cos&igrave; sul suo sito facebook Pamela Mastropietro, 18 anni appena, che ha trovato la morte per la ferocia di chi l&rsquo;ha incontrata. Molto probabilmente non era riuscita ad imparare ad amare se stessa se la sua vita &egrave; tormentata dallo spettro della droga, da una comunit&agrave; all&rsquo;altra, da una fuga all&rsquo;altra alla ricerca di una libert&agrave; che le &egrave; costata cara. Alla comunit&agrave; della pars di Corridonia era giunta ad ottobre: un caso difficile, nonostante la sua giovane et&agrave;, e non &egrave; stata sufficiente neanche la musica, che le piaceva tanto (a Corridonia stava prendendo lezioni), a fermarla. &nbsp;La diciottenne di Roma luned&igrave; pomeriggio aveva preso con s&eacute; poche cose, messe alla rinfusa nella sua valigia rossa e blu, &egrave; scappata via a piedi dalla comunit&agrave; senza cellulare n&eacute; documenti. Qualche tempo fa aveva studiato in una scuola per estetisti a Roma: sua mamma Alessandra lavora in un salone di bellezza a due passi dal centro. Ma neanche questo &egrave; stato capace di fermarla cos&igrave; come sono stati impotenti i tentativi di farla ragionare dei familiari e del suo ragazzo che su facebook le scriveva: &ldquo;Am&ograve; dove sei andata a finire? Te devi fa aiut&agrave;. Allora non hai capito un ca&#8230;? L&rsquo;unione fa la forza, da sola non vai da nessuna parte&rdquo;.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ore febbrili in caserma a Macerata per cercare di venire a capo di chi abbia potuto con tanta ferocia uccidere Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta pezzi il cui cadavere smembrato &egrave; stato rinvenuto in due trolley nelle campagne di Pollenza. 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