{"id":16762,"date":"2016-02-23T19:43:10","date_gmt":"2016-02-23T19:43:10","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"2cbc9c2824ca196d539e15a5c1c02daa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2016\/02\/23\/2cbc9c2824ca196d539e15a5c1c02daa\/","title":{"rendered":"OPERAZIONE \u201cROSSO D\u2019UOVO\u201d. SEQUESTRATI BENI PER 4 MILIONI DI EURO \u2013 DENUNCIATE 4 PERSONE"},"content":{"rendered":"<p>\n\tFermo, Ravenna, Bologna, Verona, Grosseto, Roma e Treviso: sono queste le province oggi interessate alle attivit&agrave; di perquisizione disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo nel contesto delle indagini dirette e coordinate dal Procuratore Capo, dr. Domenico Seccia ed affidate, per la loro esecuzione, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno.<\/p>\n<p>\n\tLe odierne perquisizioni si inseriscono in un&rsquo;articolata attivit&agrave; di polizia economica e finanziaria che ha trovato impegnato il Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno negli approfondimenti investigativi relativi al fallimento dell&rsquo;AGROALIMENTARE F.LLI MONALDI S.p.A., uno dei pi&ugrave; noti gruppi del fermano &ndash; fornitore di prodotti a importanti societ&agrave; del settore: BARILLA, FERRERO, MAINA, BAULI, UNILEVER, DE CECCO, RANA ecc. &ndash;, quantificato nello stato passivo in poco meno di <strong>100 milioni di euro<\/strong> e in relazione al quale le stesse <em>Fiamme gialle<\/em> stanno anche ultimando le operazioni di sequestro preventivo richiesto dallo stesso Procuratore Capo e disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Fermo.<\/p>\n<p>\n\tUn sequestro che riguarda beni di diverso genere per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro: una villa di lusso e relative pertinenze sita in provincia di Verona; un&rsquo;altra analoga struttura sita nel fermano, in parte adibita all&rsquo;esercizio di &ldquo;<em>Bed&amp;Breakfast<\/em>&rdquo;; e poi, ancora, sempre nella provincia di Fermo, un appartamento, un fabbricato, un terreno, un ulteriore fabbricato ancora in costruzione destinato ad usi commerciali e residenziali, due autovetture, arredi di pregio e gioielli.<\/p>\n<p>\n\tIl sequestro &egrave; scattato in conseguenza dell&rsquo;accertamento di precise responsabilit&agrave; in capo a quattro persone, soci e membri del <em>Consiglio di Amministrazione<\/em>, denunciate a vario titolo all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria per &ldquo;<em>Bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata<\/em>&rdquo; e &ldquo;<em>Bancarotta preferenziale<\/em>&rdquo;.<\/p>\n<p>\n\tLe indagini hanno consentito di individuare condotte distrattive &ndash; ovvero, comunque, di dissipazione di risorse patrimoniali della societ&agrave; &ndash;, attuate sin dall&rsquo;anno 2007. La ricostruzione dei complessi accadimenti aziendali ha portato i militari del Nucleo di Polizia Tributaria a scandagliare anche una serie considerevole di evidenze finanziarie confluite in 86 rapporti bancari, detenuti presso 40 istituti di credito diversi.<\/p>\n<p>\n\tLe attenzioni investigative sono state indirizzate sin da subito verso l&rsquo;analisi del contesto societario &ndash; a ristrettissima base familiare &ndash; e dell&rsquo;insieme dei rapporti intercorrenti tra la fallita ed altre societ&agrave; appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale, situate sia sul territorio nazionale (<em>province di Fermo e di Verona<\/em>), sia su quello estero (<em>Romania ed Albania<\/em>), una circostanza quest&rsquo;ultima che ha reso particolarmente difficoltosa la ricostruzione delle vicende societarie.<\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;analisi della documentazione bancaria ha permesso di individuare gli effettivi flussi finanziari intercorsi tra la fallita e altre due societ&agrave; agricole italiane sempre riconducibili agli indagati, che dopo aver acquistato materie prime dalla fallita rivendevano alla stessa il prodotto finito. Le predette societ&agrave; agricole sostanzialmente hanno rappresentato lo strumento utilizzato dagli indagati al fine di distrarre consistenti risorse finanziarie provenienti dalla fallita. In pratica quest&rsquo;ultima regolava i debiti verso le societ&agrave; agricole mediante invio di denaro liquido, senza per&ograve; ricevere dalle stesse i pagamenti relativi alle vendite effettuate nei loro confronti, svuotando cos&igrave; di fatto e in maniera consistente la propria cassa. Il denaro confluito sui conti correnti delle societ&agrave; agricole, quindi, veniva sistematicamente prelevato dagli indagati, alla stregua di un vero e proprio &ldquo;<em>sportello bancomat<\/em>&rdquo;, ed utilizzato dagli stessi per finalit&agrave; a prevalente carattere personale quali, ad esempio, il pagamento di tributi, acquisti di immobili, ristrutturazioni edilizie, viaggi all&rsquo;estero, acquisto di gioielli, ricariche di carte di credito, acquisto di polizze vita, assegno di mantenimento del coniuge, acquisto di mobili ed arredi.<\/p>\n<p>\n\tUn&rsquo;articolata procedura distrattiva scoperta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno, che per oltre un anno hanno lavorato a stretto contatto con il Procuratore Capo, dr. Domenico Seccia, la quale, unitamente a mancati incassi di crediti da parte della societ&agrave; fallita, connessi alla cessione di merci e di partecipazioni societarie, ha avuto, quale effetto, la consapevole distrazione, ovvero, comunque, la dissipazione di risorse finanziarie per oltre <strong>12 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>\n\tUlteriori condotte di <em>mala <\/em>gestione sono state poi individuate anche con riferimento:<\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\tall&rsquo;attivit&agrave; preferenziale posta in essere mediante pagamenti per un importo complessivo di altri <strong>2,7 milioni di euro<\/strong>, effettuati tramite compensazione di crediti\/debiti <em>infra-Gruppo,<\/em> allo scopo di favorire un&rsquo;altra societ&agrave; rumena riconducibile ai medesimi indagati;<\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\talla cessione, in affitto, dell&rsquo;intero complesso aziendale ad altra societ&agrave;<em>,<\/em>&nbsp; appositamente costituita, con la previsione di condizioni favorevoli per quest&rsquo;ultima.<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fermo, Ravenna, Bologna, Verona, Grosseto, Roma e Treviso: sono queste le province oggi interessate alle attivit&agrave; di perquisizione disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo nel contesto delle indagini dirette e coordinate dal Procuratore Capo, dr. 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