{"id":170,"date":"2019-12-02T20:55:18","date_gmt":"2019-12-02T20:55:18","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3fc00ad928d3b3658430a6ae58a6d08b","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/12\/02\/3fc00ad928d3b3658430a6ae58a6d08b\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019infinito\u201d di Leopardi stupisce ancora, grazie alla scansione 3D"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Duecento anni dopo la sua stesura, <strong>&ldquo;L&rsquo;infinito&rdquo; di Giacomo Leopardi continua a stupire e regalare sorprese<\/strong>. <a href=http:\/\/www.filologiadautore.it\/wp\/chi-rti-project\/#Leopardi target=_blank>Una nuova analisi ad altissima definizione dei manoscritti originali<\/a> ha permesso di individuare <strong>diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura<\/strong>, a dimostrazione che il poeta di Recanati &egrave; tornato pi&ugrave; volte a rivedere quelle rime che lo avrebbero reso, nelle parole della scrittrice Anna Maria Ortese, &ldquo;il giovane favoloso&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>&ldquo;Nonostante sia forse l&rsquo;autografo pi&ugrave; conosciuto della letteratura italiana, &lsquo;L&rsquo;infinito&rsquo; <strong>&egrave; un oggetto ancora misterioso<\/strong>&rdquo;, dice <strong>Paola Italia<\/strong>, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna cha ha guidato la nuova indagine. &ldquo;Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati: tutto ci&ograve; che sappiamo &egrave; legato ad <strong>un quadernetto a righe<\/strong> che reca, oltre a &lsquo;L&rsquo;infinito&rsquo;, anche altri Idilli&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Per cercare di ricostruire le vicende che hanno portato alla nascita di una delle liriche pi&ugrave; celebri della nostra letteratura, la professoressa Italia ha deciso di accostare <strong>un nuovo metodo di analisi ad altissima definizione<\/strong> &ndash; chiamato RTI, Reflectance Transfromation Imaging &ndash; alle conoscenze e alle metodologie della <strong>filologia d&rsquo;autore<\/strong>. Un&rsquo;operazione resa possibile grazie alla collaborazione della <a href=http:\/\/www.bnnonline.it\/ target=_blank>Biblioteca Nazionale Centrale &ldquo;Vittorio Emanuele III&rdquo; di Napoli<\/a>, che custodisce numerosi manoscritti autografi di Giacomo Leopardi, e del <a href=https:\/\/patrimonioculturale.unibo.it\/ target=_blank>Laboratorio Fotografico e Multimediale FrameLab<\/a>, attivo al Campus di Ravenna dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna, all&rsquo;interno del Dipartimento di Beni culturali.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>I risultati dell&rsquo;indagine <strong>saranno presentati a Bologna<\/strong> <strong>venerd&igrave; 6 dicembre<\/strong> in occasione di &ldquo;<strong>Carte, penne, inchiostri. Imaging, 3D e restauro digitale<\/strong>&rdquo;: seminario internazionale promosso dai dipartimenti di Filologia classica e Italianistica e di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna, a cui parteciperanno i pi&ugrave; importanti istituti di conservazione e restauro e le eccellenze della ricerca universitaria per illustrare <strong>le pi&ugrave; avanzate tecniche di indagine paleografica, di restauro e di studio filologico<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Le pagine del quaderno napoletano degli Idilli di Giacomo Leopardi <strong>sono state analizzate con la tecnologia RTI<\/strong>: uno strumento open access, messo a disposizione dall&rsquo;organizzazione no profit Cultural Heritage Imaging, con il quale &egrave; possibile realizzare ricostruzioni digitali estremamente dettagliate. &ldquo;Questo metodo &egrave; stato utilizzato inizialmente soprattutto per lo studio di manufatti artistici e archeologici, ma si presta molto bene anche per l&rsquo;indagine dei manoscritti&rdquo;, spiega Paola Italia. &ldquo;Fotografie ad alta definizione vengono scattate con luce riflessa su una sfera da diverse angolature e altezze, e poi ricomposte digitalmente, creando cos&igrave; <strong>un&rsquo;immagine tridimensionale<\/strong> che permette di migliorare la percezione della superficie dell&rsquo;oggetto e di <strong>evidenziare le stratificazioni dei solchi lasciati dalla penna nella scrittura<\/strong>&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Unendo tecnologia e filologia, la professoressa Italia &egrave; riuscita quindi a ricostruire nel dettaglio il percorso de &ldquo;L&rsquo;infinito&rdquo;, fatto di segni e correzioni stratificate che corrispondono a <strong>penne e stesure diverse<\/strong>. &ldquo;L&rsquo;analisi spettrometrica e le rilevazioni ad alta definizione in 3D ci hanno confermato che ogni volta che Leopardi torna sul quaderno per scrivere un altro testo, corregge quelli precedenti, che recano quindi <strong>diverse serie di correzioni<\/strong>&rdquo;, dice Paola Italia. &ldquo;&rsquo;L&rsquo;infinito&rsquo;, che occupa il secondo posto tra i testi del quaderno, reca <strong>tre fasi diverse<\/strong>: quella realizzata con la penna della scrittura base, a cui seguono una serie di correzioni a inchiostro pi&ugrave; scuro, realizzate l&rsquo;anno successivo, nel 1820, quando scrive &lsquo;La sera del giorno festivo&rsquo;, e infine altre piccole correzioni effettuate con una penna dall&rsquo;inchiostro rossiccio, preparando il testo per la copia definitiva&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Nonostante i suoi duecento anni e la sua enorme fama, insomma, <strong>&ldquo;L&rsquo;infinito&rdquo; non smette di stupire<\/strong>. &ldquo;L&rsquo;autografo de &lsquo;L&rsquo;infinito&rsquo; <strong>ha ancora molto da dirci<\/strong>&rdquo;, conferma Paola Italia. &ldquo;Vogliamo ora portare avanti il nostro progetto cercando di datare ulteriormente i testi, utilizzando una combinazione di strumenti: l&rsquo;analisi letteraria della lingua e dello stile, quella filologica del <em>ductus<\/em> e le informazioni provenienti dall&rsquo;analisi tridimensionale delle grafie&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duecento anni dopo la sua stesura, &ldquo;L&rsquo;infinito&rdquo; di Giacomo Leopardi continua a stupire e regalare sorprese. 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