{"id":17064,"date":"2013-06-21T13:47:48","date_gmt":"2013-06-21T11:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/06\/21\/paolo-tanoni-risponde-sul-biogas-al-movimento-5-stelle\/"},"modified":"2013-06-21T13:47:48","modified_gmt":"2013-06-21T11:47:48","slug":"paolo-tanoni-risponde-sul-biogas-al-movimento-5-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/06\/21\/paolo-tanoni-risponde-sul-biogas-al-movimento-5-stelle\/","title":{"rendered":"Paolo Tanoni risponde sul biogas al movimento 5 stelle"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/uomini\/tanoni paolo.jpg\" border=\"0\" width=\"334\" height=\"263\" \/><\/p>\n<p>Cari Gruppo Iscritti al M5S di Recanati, rispondo volentieri alla vostra sollecitazione rivoltami per il tramite del sito di Radio Erre e, prima di tutto, mi scuso per il ritardo che, credetelo, e&#8217; imputabile ad altri impegni e non alla difficolt\u00e0 di confutare i vostri assunti.<\/p>\n<p>Lo scopo non \u00e8 la polemica ma l&#8217;informazione e, al termine, rispondere al quesito che campeggia sul vostro intervento: &#8221; Un cittadino informato?&#8221; Nell&#8217;argomentare cercher\u00f2 di seguire i quesiti che ponete, non vi seguir\u00f2, invece, nel fare affermazioni che non facciano riferimento a fonti certe e verificabili, cosa che forse sar\u00e0 adatta alla politica, bench\u00e9 ne dubiti, ma certo esula dall&#8217;informazione corretta e, su quest&#8217;ultimo piano, la sfida alla risposta \u00e8 pienamente accettata a condizioni di reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 l&#8217;incipit crea problemi: a chi rispondo? Non al movimento di cui non vi dichiarate rappresentanti bens\u00ec esponenti iscritti, bench\u00e9 ne utilizziate il simbolo.<\/p>\n<p>Allora non so dire se altri abbiano avuto la stessa delicata attenzione, quel che posso dire \u00e8 che alcuno, come vedrete in prosieguo, dichiarandosi esponente ha espresso per conto del movimento alcune posizioni, se lo avesse fatto a titolo personale non avrebbe citato il movimento, dunque, per quel che riguarda i fatti a cui mi richiamate eccoli qua&#8217;:<\/p>\n<h1>1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Esponenti del Movimento 5 Stelle contro gli impianti biogas<\/h1>\n<p>In generale in Regione Marche molti esponenti del Movimento 5 Stelle sono stati in prima linea nei Comitati contro i vari impianti biogas proposti sul territorio regionale. Alcuni esempi di tali \u201ccoinvolgimenti\u201d finalizzati ad acquisire visibilit\u00e0 pubblica da spendere in occasione delle varie elezioni amministrative o nazionali sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Massimo Gianangeli:\n<ul>\n<li>Presidente del Comitato per la Tutela della Salute e dell\u2019Ambiente della Vallesina che si \u00e8 battuto fortemente prima contro la riconversione dell\u2019ex zuccherificio Sadam di Jesi e poi contro gli impianti biogas (fra cui il nostro VBIO 6 di Monsano);<\/li>\n<li>Candidato Sindaco per il Comune di Jesi e attualmente consigliere Comunale per il Movimento 5 Stelle;<\/li>\n<li>Da oltre un anno va in giro per le Marche a \u201cparlare\u201d di biogas e biomasse qualificandosi come esperto del settore, ma non risulta abbia nessuna formazione accademica o professionale a riguardo;<\/li>\n<li>Donatella Agostinelli\n<ul>\n<li>Ex Vice Presidente del Comitato per la Tutela della Salute e dell\u2019Ambiente della Vallesina che si\u00a0 \u00e8 battuta fortemente prima contro la riconversione dell\u2019ex zuccherificio Sadam di Jesi e poi contro gli impianti biogas (fra cui il nostro VBIO 6 di Monsano);<\/li>\n<li>Candidata (non eletta) come consigliere comunale a Jesi si \u00e8 candidata anche alle elezioni politiche italiane del 2013 come capolista alla Camera nella circoscrizione Marche per la lista MoVimento 5 Stelle ed \u00e8 stata eletta (ha preso 165 voti alle parlamentarie e grazie al porcellum \u00e8 stata eletta);<\/li>\n<li>Da oltre un anno si occupa di biogas. Non risulta peraltro, titolare di una formazione accademica o professionale in materia. In compenso ha presentato in parlamento numerose interrogazioni parlamentari sull\u2019argomento.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se poi allarghiamo l\u2019analisi ad altri partiti, i soggetti che hanno \u201cspeculato\u201d politicamente con iniziative contro gli impianti biogas si moltiplicano:<\/p>\n<ul>\n<li>Enzo Marangoni (ex Lega Nord, attualmente consigliere regionale del PDL);<\/li>\n<li>Adriano Mei (candidato nel 2010 con l\u2019Italia dei Valori al Consiglio regionale e non eletto; autoproclamato coordinatore regionale dei Comitati in Rete, sul suo sito si vanta di tutte le infrastrutture e opere di pubblica utilit\u00e0 che \u00e8 riuscito a bloccare: dagli elettrodotti ai gasdotti, dagli impianti biogas a quelli turbogas, passando per cave ed eolici; professione <em>\u201ccogestisce una piccola attivit\u00e0 immobiliare\u201d<\/em>);<\/li>\n<li>Giuliana Nerla (recentemente candidata Sindaco a Montegiorgio non eletta con SEL, lavora presso l\u2019ufficio legale della provincia di Fermo, \u00e8 stata tra i principali oppositori dell&#8217;impianto a biogas VBIO 4 di Montegiorgio)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il meccanismo \u00e8 sempre lo stesso: individuare una nuova opera (che sia una infrastruttura o un impianto rinnovabile poco cambia), trovare argomentazioni &#8220;contro&#8221; (non importa se false e tendenziose), costituire un comitato, acquisire popolarit\u00e0 a livello locale candidarsi alle prime elezioni! Quando le cose vanno bene si riesce addirittura ad arrivare in parlamento!<\/p>\n<h1>2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Autorizzazioni biogas rilasciate nelle Marche<\/h1>\n<p>Nel corso del biennio 2011-2012 sono state rilasciate nelle Marche Autorizzazioni Uniche per la costruzione e l\u2019esercizio di circa 18 nuovi impianti biogas da biomasse agricole. Di queste, un terzo circa non \u00e8 stata poi realizzata.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, nella sola provincia di Cremona che ha una estensione territoriale pari ad 1\/5 dell\u2019intera Regione Marche, sono stati realizzati circa 80\u00a0 nuovi impianti biogas alimentati da prodotti e sottoprodotti agricoli e zootecnici.<\/p>\n<h1>3\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Inquinamento atmosferico<\/h1>\n<p>I motori degli impianti biogas sono sostanzialmente alimentati da gas metano prodotto dalla digestione anaerobica di prodotti e sottoprodotti agricoli e zootecnici. Il metano \u00e8 sicuramente il combustibile pi\u00f9 pulito ad oggi effettivamente disponibile. Non solo, va sottolineato che il ciclo di produzione e combustione del biogas \u00e8 particolarmente virtuoso in termini ambientali, contribuendo significativamente alla riduzione dell\u2019effetto serra e del riscaldamento globale. Infatti, il ciclo di produzione degli impianti biogas ha un\u00a0 bilancio complessivo di anidride carbonica (CO2) pari a zero. L\u2019anidride carbonica generata nella combustione del biogas \u00e8 pari a quella sequestrata dalle colture agricole utilizzate per la sua produzione. Inoltre, captare e bruciare il biogas prodotto dalla fermentazione delle biomasse agricole e zootecniche trasformandolo in anidride carbonica vuol dire evitare che questo venga immesso in atmosfera: il biogas che si produce in natura con la decomposizione di prodotti organici \u00e8 oltre 20 volte pi\u00f9 dannoso dell\u2019anidride carbonica in termini di effetto serra e dunque di riscaldamento globale.\u00a0 Nel dettaglio le emissioni dichiarate dal produttore del cogeneratore sono le seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>NO2: 0.45 g\/s;<\/li>\n<li>CO: 0.5 g\/s;<\/li>\n<li>PM10: 0.01 g\/s (trascurabili).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In realt\u00e0 da prove sperimentali condotte su impianti esistenti e funzionanti a pieno regime (VBIO1) le analisi dei fumi hanno dato i seguenti risultati:<\/p>\n<ul>\n<li>NOx: 0.42 g\/s;<\/li>\n<li>NO2: 14.4 ppm;<\/li>\n<li>CO: <130 g\/s;<\/li>\n<li>PM10: inferiori al limite di determinazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Volendo fornire un esempio numerico, \u00e8 possibile dimostrare come tali emissioni reali possano essere equiparate a quelle di 9 autobus di linea (15-18 t) che percorrono una tratta breve (circa 20 km) 4 volte al giorno.<\/p>\n<p>Non a caso il d.lgs. 152\/2006, nella parte V, considera gli impianti biogas appartenenti alle categorie di \u201cimpianti ed attivit\u00e0 le cui emissioni sono scarsamente rilevanti agli effetti dell\u2019inquinamento atmosferico\u201d, pertanto tali impianti non sarebbero soggetti all\u2019autorizzazione alle emissioni in atmosfera (art. 272).<\/p>\n<p>Da tale analisi \u00e8 emerso che per tutti gli inquinanti generati dal funzionamento dell\u2019impianto biogas e dei servizi connessi il livello calcolato risulta non significativo. Tutti i limiti di legge stabiliti dal d.lgs. 155\/2010, confrontati con i valori massimi simulati, sono rispettati. Va specificato inoltre che i dati considerati nella simulazione sono stati scelti sempre in un\u2019ottica cautelativa:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i valori di emissione considerati per il cogeneratore sono coincidenti con il limite massimo di legge (d.lgs. 152\/2006);<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le condizioni al contorno scelte per la simulazione sono le pi\u00f9 sfavorevoli.<\/p>\n<p>Va infine aggiunto che i cogeneratori impiegati in questa tipologia di impianto sono equipaggiati con efficientissimi sistemi per l\u2019abbattimento degli NOx e del monossido di carbonio.<\/p>\n<h1>4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pericolosit\u00e0 del digestato<\/h1>\n<p>Il digestato di origine agricola rappresenta il residuo della fermentazione anaerobica di biomasse immesse nel processo, \u00e8 un prodotto naturale tutt\u2019altro che inquinante o pericoloso. Ridistribuito sugli stessi terreni utilizzati per la produzione delle biomasse, svolge un\u2019azione fertilizzante ed ammendante, restituendo gli elementi della fertilit\u00e0 utilizzati dalle piante durante le diverse fasi di sviluppo e riducendo l\u2019impiego di fertilizzanti chimici. Il digestato \u00e8 un prodotto igienicamente stabilizzato e inodore a differenza\u00a0 dell\u2019effluente di allevamento caratterizzato da cattivi odori e da potenziali cariche microbiche. molti studi dimostrano che un corretto piano di rotazioni, l\u2019uso di sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e una gestione agronomica corretta del digestato aumentano la fertilit\u00e0, riducendo il ricorso a diserbanti e concimi chimici. Inoltre l\u2019impiego delle colture energetiche aumenta la biodiversit\u00e0 e riduce il rischio di erosione e lisciviazione dei terreni, contribuendo concretamente al miglioramento dell\u2019assetto idrogeologico del territorio. Va aggiunto inoltre che in nessuna fase del processo di funzionamento di un impianto biogas esiste la possibilit\u00e0 che i materiali percolino nei terreni sottostanti. Le trincee di stoccaggio sono munite di rete idraulica per la raccolta di acqua di prima pioggia ed eventuali percolati. I digestori sono costituiti da vasche in cemento totalmente ermetiche.<\/p>\n<h1>5\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aumento del traffico veicolare<\/h1>\n<p>Un impianto biogas da 1,0 Megawatt genera un traffico veicolare molto contenuto: in media nel corso dell\u2019anno \u00e8 pari a 2 o 3 camion al giorno per la gestione delle biomasse in ingresso e del digestato in uscita. Inoltre, va sottolineato che la maggior parte degli impianti biogas in Italia rispetta i concetti del \u201cBiogas fatto bene\u201d operando secondo il principio della \u201cfiliera corta\u201d (10-15 km) che opportunamente applicata riduce le operazioni di trasporto necessarie rendendole equivalenti a quelle di una qualsiasi azienda agricola e zootecnica. Le diverse operazioni di trasporto relative a materie prime in ingresso e distribuzione del digestato sono normalmente interaziendali e pertanto incidono limitatamente sul traffico stradale. Uno dei virtuosismi del biogas, largamente riconosciuto nel centro e nord Europa, consiste nel fatto che le aziende fornitrici di biomassa sono a loro volta alimentate dal materiale digestato, utilizzabile come fertilizzante. In questo modo si riduce l\u2019uso dei concimi chimici di sintesi e il loro trasporto che spesso avviene da fuori regione. Ma, anche, una obiezione logica il prodotto agricolo non dovrebbe comunque essere trasportato?.<\/p>\n<h1>6\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diminuzione delle SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nelle Marche<\/h1>\n<p>Stando ai dati ISTAT, in Italia sono oltre 12.000.000 gli ettari coltivati, di cui circa 7.329.000 a seminativi; quelli riservati alla produzione di biogas e biomasse sono oggi circa 196.000 e secondo le stime di settore di prevede arriveranno a 225.000 nel 2015 quando si andr\u00e0 a regime. Una percentuale pari all\u20191,8% della superficie intera coltivabile, ben inferiore rispetto alle superfici agricole oggi lasciate incolte. Ricordiamoci inoltre che in Italia abbiamo dismesso buona parte del settore bieticolo e abbiamo \u201crecuperato\u201d circa 280.000 ettari di superfici nelle aree pi\u00f9 fertili del paese, ora disponibili a seminativi. Nella regione Marche si coltivavano oltre 30.000 ettari di questa importante coltura industriale. Sempre nelle Marche secondo i dati ISTAT la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) tra il 1990 e il 2010 \u00e8 diminuita di ben 76.000 ettari ovvero del 14% sul totale. Un numero importante che non lascia dubbi circa l\u2019odierna sottoutilizzazione dell\u2019effettivo potenziale agricolo regionale. Se per ipotesi una cos\u00ec importante superficie fosse integralmente dedicata alle colture energetiche per il biogas, sarebbe possibile alimentare circa 250 impianti da 1,0MWe che produrrebbero circa 2,0GWh elettrici per anno: una quantit\u00e0 di energia elettrica in grado soddisfare circa il 25% del fabbisogno dell\u2019intera regione Marche che ha un deficit energetico pari a circa il 50%, ovvero importa il 50% dell\u2019energia elettrica che viene consumata da altre regioni e\/o nazioni (stime su dati Terna riferiti all\u2019anno 2010). Inoltre vi sarebbe una energia termica pari circa a quella elettrica da poter utilizzare per il teleriscaldamento di utenze civili ed industriali poste nelle vicinanze di tali impianti.<\/p>\n<h1>7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le produzioni biologiche a km zero<\/h1>\n<p>La coltivazione delle biomasse energetiche non risulta affatto incompatibile con le produzioni biologiche. Anzi queste ultime possono essere avvantaggiate con l\u2019utilizzo del digestato che \u00e8 a tutti gli effetti un fertilizzante\/ammendante di origine organica e non chimica. Inoltre molto spesso le colture energetiche sono \u201cseconde colture\u201d, ovvero vengono fatte dopo un primo raccolto di altra coltura (ad esempio il mais piantato dopo il grano su un terreno che altrimenti sarebbe rimasto incolto).<\/p>\n<p>Nel 2010, una delle societ\u00e0 operanti nel settore, ad esempio, ha fatto una donazione al Comune di Corridonia di 75.000 Euro per la ristrutturazione del vecchio mercato cittadino finalizzato alla trasformazione dello stesso in un mercato a km zero per le locali produzioni biologiche.<\/p>\n<h1>8\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aspetti etici legati agli impianti biogas<\/h1>\n<p>Come scritto nel \u201cXII Rapporto Nomisma Agricoltura\u201d (pubblicato nel 2011 da Nomisma con il contributo di Confagricoltura, Unioncamere e Co.Agr.Energy), \u201c\u00e8 bene non cedere ai timori di chi ipotizza impatti apocalittici sui prezzi dei generi alimentari per il semplice fatto che l\u2019agricoltura diventi anche un produttore di energia. Che il settore primario non produca solo alimenti avviene da sempre e ed \u00e8, per certi versi, nell\u2019ordine naturale delle cose: si pensi al tabacco, al cotone, alla lana, alle pelli, alla canapa, all\u2019amido di mais utilizzato come colla, al fatto che anche nell\u2019epoca precedente all\u2019energia fossile l\u2019alcool, gli oli vegetali, i residui di coltivazione fossero utilizzati come combustibili e come carburanti\u201d. A riprova di quanto sopra, negli ultimi anni lo sviluppo delle bioenergie ed in particolare degli impianti biogas, non ha prodotto sostanziali modifiche in termini di utilizzo delle superfici agricole ma viceversa ha sviluppato in alcune aree del paese un rinnovato interesse produttivo, mettendo a coltivazione terreni che erano o rischiavano di essere abbandonati o lasciati incolti per effetto della crisi del settore agricolo. Anche in territori con presenza diffusa di impianti biogas, come ad esempio in provincia di Cremona dove se ne contano oltre 100, non si sono verificati ne squilibri ne tensioni sui prezzi, e solo in alcuni casi una non corretta pianificazione territoriale ha determinato conflitti sugli affitti dei terreni.<\/p>\n<h1>9\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli effetti della pronuncia di incostituzionalit\u00e0 sulla LR 3\/2012<\/h1>\n<p>Come recentemente affermato dal TAR Marche (sentenza n. 301\/2013) ad oggi pare che l\u2019incostituzionalit\u00e0 parziale della LR 3\/2012 provochi essenzialmente l\u2019annullamento dei limiti precauzionali regionali di potenza per l\u2019assoggettabilit\u00e0 degli impianti a Via e l\u2019applicabilit\u00e0 sul territorio regionale dei limiti nazionali (50 MW) previsti dal decreto legislativo 152 del 2006, circa 50 volte pi\u00f9 elevati rispetto a quelli regionali.<\/p>\n<h1>10\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il raggiungimento degli obiettivi di produzione rinnovabile nelle Marche<\/h1>\n<p>Con l\u2019entrata in vigore del Dm Sviluppo del 15 Marzo 2012, l\u2019obiettivo nazionale di raggiungere il 17% di consumo di energia (sia termica che elettrica) da fonte rinnovabile \u00e8 stato ripartito su base regionale tramite il \u201cBurden Sharing\u201d.<\/p>\n<p>Gli obiettivi intermedi e finali a partire dall\u2019anno di riferimento (2009) assegnati alla Regione Marche prevedono l\u2019incremento dei consumi di energia complessiva (termica e elettrica) come di seguito riportato:<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"6\" width=\"652\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Obiettivo   Regione Marche per l\u2019anno (%)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Anno   iniziale riferimento<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2012<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2014<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2016<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2018<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2020<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">2.3<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">6.7<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">8.3<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">10.1<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">12.4<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"109\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">15.4<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ad oggi non esistono dati statistici aggiornati sull\u2019effettivo raggiungimento degli obiettivi assegnati alla Regione Marche. Da alcuni dati preliminari del GSE Edizione 28.02.2013, probabilmente l\u2019obiettivo per il \u201ccomparto\u201d elettrico \u00e8 stato raggiunto, ci\u00f2 non vieta per\u00f2 assolutamente di\u00a0 poter continuare ad aumentare l\u2019aliquota di energia elettrica da FER come stanno gi\u00e0 facendo tutti gli altri paesi industrializzati che hanno addirittura riprogrammato interi piani di sviluppo economico-energetico-industriale per i prossimi 20-50 anni puntando sempre di pi\u00f9 sulle rinnovabili. Un piccolo esempio: la Germania, che resta un modello di programmazione politico-industriale anche in campo energetico, il 18 aprile scorso ha superato la soglia del 50% di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Per giunta, nonostante la chiusura di ben 8 centrali nucleari, ha continuato ad esportare all\u2019estero nel 2012 proprio grazie all\u2019implementazione di ulteriori FER.<\/p>\n<p>A livello nazionale invece la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili \u00e8 di circa il 23.8% e cosa si fa? Ci si accontenta? O si fa innescare, una volta per tutte, un vera rivoluzione culturale delle energie pulite?\u00a0 Insomma l\u2019energia sembra rappresentare l\u2019ultimo problema della nostra politica, quando in realt\u00e0 dovrebbe essere il nodo prioritario dello sviluppo di un Paese totalmente dipendente dai mercati e dalle risorse energetiche straniere. Non va dimenticato infatti che nel 2012 ben oltre il 13.2% della produzione totale di energia elettrica \u00e8 derivata dal saldo import-export con l\u2019estero.<\/p>\n<p>Se infine consideriamo la componente di energia termica da fonte rinnovabile, sicuramente gli obbiettivi del Burden Sharing sono ancora molto lontani e gli impianti biogas oggi e gli impianti a biometano nell\u2019immediato futuro (perch\u00e9 \u00e8 questa l\u2019evoluzione tecnologica che sta avvenendo negli altri paesi, tra i quali spicca, ancora una volta, la Germania) possono tranquillamente contribuire anche su questo comparto energetico.<\/p>\n<p>Un esempio numerico: 1 solo impianto biogas da 1 MWp pu\u00f2 mettere a disposizione per i fabbisogni termici della popolazione oltre 82000 MWht ogni anno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h1>11\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019indice EROEI<\/h1>\n<p>L\u2019 \u201cEROEI\u201d, acronimo di Energy Return on Energy Investment, rappresenta il rapporto tra l\u2019energia ricavata da un impianto durante la sua vita utile e l\u2019energia spesa per realizzarlo, mantenerlo per lo stesso periodo di tempo e infine smantellarlo.<\/p>\n<p>Per energia ricavata si considera solo quella effettivamente fruibile (si esclude pertanto eventuale energia termica non utilizzata); per energia spesa si considera solo l\u2019energia messa a disposizione da risorse umane e non naturali (tipo energia solare nel caso di impianti fotovoltaici o energia eolica nel caso di impianti fotovoltaici). Mentre il calcolo dell\u2019energia ricavata \u00e8 relativamente semplice, purch\u00e9 costantemente attualizzato, il calcolo dell\u2019energia spesa \u00e8 estremamente pi\u00f9 complesso. Le pi\u00f9 recenti valutazioni pubblicate su riviste scientifiche da diversi autori, assegnano agli impianti a biomasse un valore teorico dell\u2019EROEI che va da 5 a 27, quindi tra le FER (fonti Energetiche Rinnovabili) \u00e8 secondo, probabilmente a pari merito con l\u2019eolico (EROEI=20), solo all\u2019idroelettrico (EROEI = 50\u00f7200)(*). Va aggiunto per\u00f2 che sia l\u2019idroelettrico che l\u2019eolico sono fortemente legati alle effettive disponibilit\u00e0 in situ delle risorse naturali che impiegano. Quindi considerando anche questo aspetto, probabilmente gli impianti a biomasse\/biogas, essendo molto meno \u201cesigenti\u201d dal punto di vista geografico e fisico-geomorfologico del terreno, potrebbero rappresentare la tecnologia a fonte rinnovabile pi\u00f9 virtuosa.<\/p>\n<p>Tale indice comunque ha solo una valenza puramente energetica e non dice nulla ad esempio in merito agli aspetti ambientali e alle esternalit\u00e0 positive troppo spesso tralasciate.<\/p>\n<p>I benefici ambientali apportati dagli impianti biogas, che si riflettono ovviamente anche e soprattutto sulla salute pubblica, sono come di seguito riepilogati.<\/p>\n<p>Un impianto a biogas da 999 kWe che opera almeno 8000 ore all\u2019anno (e in realt\u00e0 sono molte di pi\u00f9, circa 8600-8700) produce circa 7992000 kWh\/anno di energia elettrica, equivalente al fabbisogno elettrico domestico di circa oltre 2000 famiglie.<\/p>\n<p>Se confrontato con la migliore tecnologia di produzione a fonte fossile, per ogni anno di funzionamento un impianto biogas evita l\u2019emissione in atmosfera di:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circa 3108888 kg di CO2;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circa 13906 kg di SO2;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circa 480 kg di NOx;<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 circa 7190 kg di polveri;<\/p>\n<p>Ogni anno vengono inoltre risparmiate circa 1495 TEP (Tonnellate Equivalenti Petrolio).<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2 questi impatti positivi non vengono mai presi in considerazione, ma si continua a pesare e ad ingigantire solo i (presunti) impatti negativi e non si perde occasione per contestare i ritorni economici derivanti dalle tariffe incentivanti.<\/p>\n<p>(* Fonte CIB \u2013 Consorzio Italiano Biogas \u2013 23 marzo 2013)<\/p>\n<h1>12\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Lo smaltimento dei rifiuti organici<\/h1>\n<p>Il digestato non \u00e8 un rifiuto ma bens\u00ec un ottimo fertilizzante di origine organica. La normativa e la giurisprudenza sono, sul punto, chiarissime. Ad esempio, con la sentenza del 31 agosto 2012 (n.33588) anche la Corte di Cassazione \u00e8 intervenuta sull\u2019annosa questione della qualifica del digestato derivante dalla produzione di biogas e, in particolare, sulla possibilit\u00e0 di impiego di tale sostanza a fini agronomici al di fuori del campo di applicazione della normativa in materia di rifiuti. Condividendo le conclusioni del Tribunale del riesame di Perugia, la Corte ha riconosciuto la possibilit\u00e0 di qualificare come sottoprodotto il digestato che presenti le caratteristiche di un fertilizzante o di un ammendante e che, quindi, possa essere impiegato sul terreno a fini agronomici.<\/p>\n<h1>13\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La combustione<\/h1>\n<p>Negli impianti biogas non viene fatta combustione delle biomasse ma bens\u00ec fermentazione anaerobica (in assenza di ossigeno) finalizzata alla creazione e stoccaggio di biogas. Il biogas, che \u00e8 sostanzialmente metano di origine biologica, viene poi utilizzato per alimentare un normale motore endotermico a cui \u00e8 collegato un alternatore per la produzione di energia elettrica.<\/p>\n<h1>14\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le industrie insalubri<\/h1>\n<p>Come confermato anche dalla sentenza N. 6117\/09 del Consiglio di Stato gli impianti biogas non rientrano tra le industrie insalubri. La sentenza recita <em>\u201cN\u00e9 rientrano gli impianti medesimi nell\u2019ambito delle industrie insalubri, non essendo i medesimi menzionati fra quelli e non potendo peraltro operare l\u2019analogia nella materia della elencazione degli impianti che rientrano nella insalubrit\u00e0, nelle varie classi di cui essa consiste\u201d.<\/em><\/p>\n<h1>15\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La speculazione finanziaria<\/h1>\n<p>La produzione di energie da fonte rinnovabili \u00e8 una priorit\u00e0 a livello mondiale che tutti i paesi avanzati cercano di stimolare e sviluppare attraverso sistemi incentivanti, con il comune obiettivo di una maggior tutela ambientale e riduzione del riscaldamento globale. L\u2019incentivazione \u00e8 necessaria in quanto le fonti rinnovabili hanno oggi costi di produzione superiori rispetto all\u2019utilizzo delle fonti fossili (petrolio, carbone, etc.). Se addebitassimo alle fonti fossili i \u201ccosti nascosti\u201d che queste generano (inquinamento ambientale, bonifiche dei siti produttivi, rischi per la salute umana, etc.), il costo di produzione sarebbe ben superiore a quello delle fonti rinnovabili. Da non sottovalutare inoltre che le fonti fossili non sono infinite e pertanto in ottica di lungo periodo debbono necessariamente essere affiancate e sostituite con altre fonti che per definizione sono \u201crinnovabili\u201d. Con particolare riferimento agli impianti biogas in Italia, l\u2019attuale sistema incentivante ha permesso un\u2019accelerazione nello sviluppo di questi impianti sul territorio e ha creato i presupposti per consolidare una filiera di approvvigionamento virtuosa, mitigando gli effetti dello spargimento dei reflui zootecnici sui suoli agricoli, andando a riattivare i terreni incolti e producendo energia \u201cverde\u201d. Da un punto di vista economico questo ha permesso di sostenere e stimolare il settore agricolo e quello zootecnico, dando una fonte di reddito complementare, aumentando la domanda per le colture bioenergetiche ed aiutando a risolvere il problema della gestione dei sottoprodotti con la produzione di concimi organici di qualit\u00e0. Va inoltre sottolineato che l\u2019incentivazione degli impianti biogas ha permesso la nascita e lo sviluppo di un intero settore industriale a livello nazionale, composto da importanti realt\u00e0 imprenditoriali del \u201cMade in Italy\u201d specializzate nella realizzazione e manutenzione di questo genere di impianti. Un settore che, a differenza del fotovoltaico, \u00e8 riuscito a far ricadere sul territorio nazionale gran parte dei benefici economici legati al suo importante sviluppo, sia in termini occupazionali che di creazione del valore. Oggi, grazie alla politica di sviluppo del mercato nazionale fatta negli anni passati, gli operatori italiani del settore esportano in tutta Europa prodotti, servizi e competenze, affermando l\u2019Italia come uno dei paesi leader a livello internazionale. Stimolare investimenti nelle energie rinnovabili, nella tutela e nel miglioramento ambientale, in settori strategici come l\u2019agricoltura e la produzione di energia, ha decisamente ben poco a che vedere con la speculazione finanziaria o commerciale. Gli impianti biogas non sono delle operazioni speculative, ma vere e proprie aziende la cui gestione \u00e8 caratterizzata da un suo rischio d\u2019impresa. Queste realt\u00e0, avviate con importanti investimenti iniziali, hanno significative ricadute sia in termini economici che occupazionali sul territorio. Con particolare riferimento a quest\u2019ultimo aspetto, ogni impianto da 1,0 MWe impiega, tra diretti ed indiretti, circa 20 nuove risorse. Non solo tecnici specializzati ed operatori agricoli, ma anche e soprattutto biologi, ingegneri ed agronomi impiegati nello sviluppo, realizzazione e gestione di questi impianti tecnologici.<\/p>\n<p>Confido di avervi risposto e rimango aperto al confronto perch\u00e8 ogni occasione seria per informare i cittadini \u00e8 un&#8217;occasione da non perdere.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per l&#8217;occasione cos\u00ec come ringrazio coloro che avranno avuto la pazienza di leggere.<\/p>\n<p>Cordiali saluti.<\/p>\n<p>Paolo Tanoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari Gruppo Iscritti al M5S di Recanati, rispondo volentieri alla vostra sollecitazione rivoltami per il tramite del sito di Radio Erre e, prima di tutto, mi scuso per il ritardo che, credetelo, e&#8217; imputabile ad altri impegni e non alla difficolt\u00e0 di confutare i vostri assunti. 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