{"id":17110,"date":"2015-11-15T19:08:56","date_gmt":"2015-11-15T19:08:56","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"d17e19f5a3b9d7110b742f59c161d298","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/11\/15\/d17e19f5a3b9d7110b742f59c161d298\/","title":{"rendered":"Parigi. Due recanatesi intrappolati in un bar mentre fuori i terroristi sparavano all&#8217;impazzata."},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Alessandra Marini, recanatese, infermiera al poliambulatorio di Porto Recanati, ha la voce che le trama ancora, per la notte di terrore e di paura che ha vissuto, quando ci racconta ci&ograve; che ha vissuto suo figlio Giovanni Carletti che vive a Parigi, 30 anni insegnante universitario, intrappolato in un bar metre in due ristoranti vicini sparano all&#39;impazzata. Alessandra, quando si &egrave; scatenato l&rsquo;inferno nella capitale francese era a Porto Recanati ad una festa in un locale. Il suo cellulare ha cominciato a squillare. &ldquo;Sono uscita fuori, racconta, e ho saputo quello che era successo a Parigi. Ho iniziato allora a cercare mio figlio Giovanni che, per&ograve;, non mi rispondeva n&eacute; con il cellulare n&eacute; con WhatsApp anche perch&eacute; poi ho saputo che aveva il cellulare rotto. Sono corsa subito a casa pensando che tra computer e telefono sarei riuscita a contattarlo in qualche modo. Purtroppo stavano ancora l&igrave;, in un bar, tra i due locali, dove &egrave; iniziata la sparatoria, &nbsp;con il suo amico Dario anche lui di Recanati e altri amici francesi. &rdquo;Quando hanno iniziato a sentire i primi colpi in un primo momento hanno pensato che si trattasse di uno spettacolo di fuochi d&rsquo;artificio, non si sono resi subito conto di ci&ograve; che invece purtroppo stava accadendo. Sono quindi usciti dal bar e gli &egrave; venuto incontro un ragazzo urlando loro che stavano sparando dentro il ristorante. Allora sono rientrati subito dentro al bar dove il gestore ha chiuso immediatamente la saracinesca e loro sono rimasti l&igrave; dentro sino alla 3 di notte finch&eacute; non gli hanno detto che potevano uscire. Sono quindi andati immediatamente a casa. Il ristorante &egrave; uno dei primi due dove hanno iniziato la sparatoria.&nbsp; La ragazza di Giovanni &egrave; parigina, ma in questo periodo &egrave; a Montreal in Canada da suo fratello in vacanza. Giovanni, mentre era chiuso nel bar ha chiesto il cellulare ad una ragazza che aveva internet ed &egrave; riuscito a mandare una email alla ragazza. &ldquo;Io attraverso WhatsApp, dice ancora Alessandra, sono quindi riuscita a mettermi in contatto con lei ed &egrave; stata lei la prima a tranquillizzarmi e mi ha detto che Giovanni era nel bar.&rdquo; &nbsp;L&rsquo;amico Dario che ha vissuto con lui quella notte di incubo, era in vacanza a Parigi. Ora sta tentando di raggiungere l&rsquo;Italia in aereo. <\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandra Marini, recanatese, infermiera al poliambulatorio di Porto Recanati, ha la voce che le trama ancora, per la notte di terrore e di paura che ha vissuto, quando ci racconta ci&ograve; che ha vissuto suo figlio Giovanni Carletti che vive a Parigi, 30 anni insegnante universitario, intrappolato in un bar metre in due ristoranti vicini &#8230; <a title=\"Parigi. 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