{"id":18869,"date":"2015-08-07T20:19:40","date_gmt":"2015-08-07T20:19:40","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"14f14df1f2c881b9d113cdf6d24f5ef8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/08\/07\/14f14df1f2c881b9d113cdf6d24f5ef8\/","title":{"rendered":"Raccolta differenziata"},"content":{"rendered":"<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\tUn titolo singolare dal significato ambiguo ma pertinente per una mostra senza una tematica comune, dove fotografia e scultura convivono con diverse tipologie di ricerche da parte degli artisti. Insieme ai lavori fotografici di Franco Cingolani, Giancarla Lorenzini, Paola Mandozzi, Ernesto Scarponi, c&rsquo;&egrave; la felice &ldquo;intrusione&rdquo; della scultrice Chiara Demenella. Non &egrave; un particolare di poco conto se pensiamo quanto la fotografia sia sempre stata vicinissima alla scultura, tanto da influenzare il concetto e il lavoro degli scultori stessi. Basti pensare a Rodin il quale controllava le immagini fotografiche delle sue sculture, cos&igrave; come Medardo Rosso e Brancusi, che amavano fotografare le loro opere in condizioni mutevoli di luce. Come ha detto la prof.ssa Donatella Donati durante la presentazione, la luce &egrave; per il fotografo l&rsquo;elemento primario e indispensabile per produrre un&rsquo;immagine. &ldquo;<em>La parola fotografia ha origine da due parole greche, foto (phos) e grafia (graphis); letteralmente quindi fotografia significa scrivere con la luce<\/em>&rdquo;. Mentre per lo scultore &egrave; l&rsquo;elemento fondamentale da utilizzare per i suoi svariati effetti espressivi. Ed &egrave; sempre la luce che ci trasmette molte delle sensazioni o emozioni mentre guardiamo un&rsquo;opera. Franco Cingolani citando Les Amants di Magritte, crea un racconto fotografico unito agli oggetti utilizzati nel set, ciascuno carico di forti simbologie: una sedia, due panni annodati tra loro, due maschere e una catenella appesa a un muro. L&rsquo;installazione diventa metafora di due processi, mentale e materiale, dove si avverte la complessit&agrave; emotiva rivolta alla ricerca della totale libert&agrave;. Nel lavoro di Giancarla Lorenzini il principio dello sfocato si configura come elemento chiave. Geografie della memoria sono immagini interiori, dal risvolto spirituale e intimista, che rimandano ad un pittorialismo moderno e astratto. Il reportage di Ernesto Scarponi documenta la vita nella citt&agrave; rumena di Stramtura dove la tecnologia sembra non abbia intaccato l&rsquo;autenticit&agrave; della popolazione, mentre i ritratti di Paola Mandozzi si presentano come esplorazioni psicologiche di ragazzi ripresi nel momento pi&ugrave; fulgido della loro vita. Questi dialogano con i ritratti scolpiti di Chiara Demenella e un grande albero che presenta alcune affinit&agrave; con l&rsquo;essere umano.<\/p>\n<p>\n\tLa mostra inaugurata gioved&igrave; 6 agosto, rimarr&agrave; aperta fino al 17 agosto.<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\tNikla Cingolani<\/p>\n<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/Nikla\/IMG_1911.jpg \/><\/p>\n<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/Nikla\/IMG_1910.jpg \/><\/p>\n<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/Nikla\/IMG_1912.jpg \/><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un titolo singolare dal significato ambiguo ma pertinente per una mostra senza una tematica comune, dove fotografia e scultura convivono con diverse tipologie di ricerche da parte degli artisti. 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