{"id":21524,"date":"2019-01-11T13:12:00","date_gmt":"2019-01-11T13:12:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"c27873aeacebff7a4f51cf8d6ba6b300","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/01\/11\/c27873aeacebff7a4f51cf8d6ba6b300\/","title":{"rendered":"REPORT CARCERI 2018, LA FOTOGRAFIA  DEGLI ISTITUTI MARCHIGIANI"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>La fotografia degli istituti penitenziari marchigiani attraverso il &ldquo;Report 2018&rdquo;, predisposto dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, e frutto della costante azione di monitoraggio messa in campo nel corso dell&rsquo;anno appena trascorso. A sostanziare il lavoro svolto, decine di interventi, colloqui con i detenuti e con i rappresentanti dell&rsquo;amministrazione penitenziaria, nonch&eacute; iniziative e sopralluoghi che hanno registrato anche la partecipazione di alcuni parlamentari marchigiani, cos&igrave; come richiesto dallo stesso Garante per permettere una lettura pi&ugrave; immediata della situazione. Accanto a tutto questo non &egrave; mancata una riflessione generale sul sistema penitenziario largamente inteso, che ha trovato un momento di confronto nel corso del convegno &ldquo;Diritti dietro le sbarre&rdquo;.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>TRA VECCHIE E NUOVE CRITICITA&rsquo;<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Nel corso della presentazione ufficiale del report, ospitata a Palazzo delle Marche, Nobili non ha mancato di confermare alcune delle maggiori criticit&agrave;. In primis quella del sovraffollamento che, seppure non con percentuali elevatissime, continua a destare preoccupazione, considerate anche le oscillazioni delle presenze registrate in alcuni particolari periodi. A questo vanno rapportate le pi&ugrave; volte denunciate carenze negli organici, sia sul fronte della polizia penitenziaria, sia su quello di tutte le altre figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale (considerato il significativo numero di stranieri) e di assistenza sanitaria e psicologica, anche in considerazione dell&rsquo;aumento di alcune patologie come quelle di carattere psichiatrico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Sempre in relazione all&rsquo;aspetto sanitario, resta comunque in prima linea il problema delle tossicodipendenze che annovera la pi&ugrave; alta percentuale (48,9%) tra i detenuti dei sei istituti marchigiani.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Una situazione complessa, aggravata dalla crisi economica e dal taglio dei fondi previsti, che spesso ha determinato difficolt&agrave; nel garantire i servizi primari. A risentirne anche le attivit&agrave; trattamentali, che, seppur ben avviate in alcuni istituti, hanno dovuto fare i conti con l&rsquo;esiguit&agrave; delle risorse regionali ed i ritardi nella loro assegnazione.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Il supporto del volontariato, come ribadito nel terzo tavolo di confronto organizzato recentemente dal Garante con le associazioni di settore, ha permesso di far fronte ad alcune emergenze, riempiendo i vuoti che si sono inevitabilmente creati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Altro capitolo quello legato ai problemi strutturali con lavori finanziati, ma che ancora tardano a partire. Al centro dell&rsquo;attenzione soprattutto i penitenziari di Villa Fastiggi e Fossombrone, che &egrave; anche sede del Polo Universitario, nato dall&rsquo;accordo tra Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), Garante e Universit&agrave; di Urbino. Infine, le difficolt&agrave; che attualmente deve fronteggiare l&rsquo;Utepe (Ufficio per l&rsquo;esecuzione penale esterna), che vede incrementare le competenze, ma deve fare i conti con l&rsquo;esiguit&agrave; del personale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Nel suo intervento il Presidente Antonio Mastrovincenzo ha ricordato l&rsquo;impegno del Consiglio regionale sul fronte delle problematiche legate al sistema carcerario, non mancando di evidenziare l&rsquo;importanza del confronto diretto attivato dal Garante attraverso gli incontri con le rappresentanze della polizia penitenziaria, del volontariato, dei settori sanitario e sociale. &ldquo;Non posso che ribadire &ndash; ha aggiunto &ndash; l&rsquo;importanza delle attivit&agrave; trattamentali, per le quali nel bilancio preventivo 2019 abbiamo previsto uno stanziamento di 260.000 euro. E&rsquo; una risorsa ovviamente non sufficiente, ma sta a confermare la nostra attenzione nei confronti di questo settore&rdquo;. Da ultimo il Presidente ha rivolto &ldquo;un ringraziamento particolare al mondo del volontariato per il suo prezioso ed insostituibile supporto&rdquo;.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Presenti all&rsquo;incontro diversi rappresentanti dell&rsquo;amministrazione penitenziaria ed il consigliere regionale Gianni Maggi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>I DATI RELATVI AI SEI ISTITUTI MARCHIGIANI<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Passando ai dati concreti, i detenuti presenti nelle Marche sono 929 (fonte Ministero Giustizia, dicembre 2018), a fronte dei 934 del 2017, di cui 314 stranieri rispetto ai 310 del precedente anno.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 590 agenti di polizia penitenziaria (su 655 assegnati), 18 educatori e 14 psicologi. Per quanto riguarda la situazione sanitaria, le tossicodipendenze mantengono sempre il primato con 454 detenuti (pari al 48,9%), segnalati dall&rsquo;area sanitaria, che presentano problemi di droga, mentre a seguire figurano le patologie di tipo psichiatrico, con 98 casi accertati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>L&rsquo;esame delle singole realt&agrave; vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 316 detenuti (di cui 132 stranieri) per una capienza di 256 (per quanto riguarda la stessa capienza la fonte &egrave; quella ministeriale). Le sezioni di alta sicurezza&nbsp; a tutt&rsquo;oggi ospitano 65 persone (tutti italiani). Segue la casa circondariale di Pesaro &ndash; Villa Fastiggi con 219 detenuti (di cui 90 stranieri e 20 donne) per una capienza complessiva di 153 unit&agrave;. Nella sezione sex offender risultano 46 presenze.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Si passa poi a Fossombrone con 161 detenuti (22 stranieri) a fronte di 202 posti disponibili; Marino del Tronto con 101 (24 stranieri e 79 presenze nella sezione dell&rsquo;alta sicurezza, creata dopo la chiusura del 41 bis) su 104; Barcaglione con 78 (30 stranieri) su 100; Fermo 70 (22 stranieri) su 41.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong><span style=font-size:14px;>Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l&rsquo;esecuzione delle misure di sicurezza) di Monte Grimano Terme, al momento ancora ubicata nella struttura &ldquo;Case Gemelle&rdquo;, si registrano 21 ospiti (4 donne), di cui 18 provenienti dalle Marche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fotografia degli istituti penitenziari marchigiani attraverso il &ldquo;Report 2018&rdquo;, predisposto dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, e frutto della costante azione di monitoraggio messa in campo nel corso dell&rsquo;anno appena trascorso. 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