{"id":22244,"date":"2019-04-22T08:40:14","date_gmt":"2019-04-22T08:40:14","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"133baae686c9ef4b29064d05547be9b8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/04\/22\/133baae686c9ef4b29064d05547be9b8\/","title":{"rendered":"Santa Maria di Castelnuovo a Recanati: una speranza di rinascita"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>All&rsquo;incontro pubblico organizzato dal Vescovo Nazareno Marconi su richiesta del Comitato di Quartiere Castelnuovo il 9 aprile, Sua Eccellenza ha risposto ad alcune domande poste dal Comitato sulla chiesa chiusa dal 2016 a causa del sisma. Si chiedeva come mai a distanza di quasi tre anni non fossero stati mai eseguiti&nbsp;gli interventi di messa in sicurezza dell&rsquo;edificio (puntellamenti, cerchiature), n&eacute; lavori di piccola manutenzione con opere di riparazione, per evitare ulteriori danni. Ma quali sono questi danni? A quanto ammontano?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>E&rsquo; bene sapere che le chiese rientrano nella categoria dei beni culturali. Alcune sono di propriet&agrave; dello stato e hanno un loro percorso. Le altre chiese come la nostra, che sono di propriet&agrave; della Diocesi, sono s&igrave; private ma rientrano nei beni culturali tutelati dallo Stato.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Come per le opere pubbliche lo Stato ha stabilito un elenco dove le Diocesi hanno indicato le chiese in ordine di urgenza con precedenza per quelle nel cratere. L&rsquo;elenco ha costituito una lista nazionale e la Chiesa Santa Maria di Castelnuovo, essendo fuori dal cratere, &egrave; al 102esimo posto.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La scheda dei rilievi dei danni della nostra chiesa compilata dal&nbsp;Dipartimento della Protezione Civile, ha stabilito che le pareti esterne non sono in situazione di pericolo, mentre all&rsquo;interno sono state rilevate alcune crepe sulla volta, un distacco dalla volta verso la parete di fondo del campanile, un segno di lesione in fondo all&rsquo;arco sull&rsquo;altare e altre fessure. I danni precedenti al terremoto non sono stati presi in considerazione (sic!) quindi, secondo la Protezione Civile per aprire la chiesa sarebbe bastato un minimo intervento di stuccatura. Tale conclusione, paragonata al nascondere una malattia senza curarla, non &egrave; stata ritenuta soddisfacente dal Vescovo poich&eacute;, se fosse accaduto un altro sisma, il tetto probabilmente non avrebbe retto. Essendo la chiesa coperta da assicurazione la Diocesi ha chiesto ai propri periti di rifare una perizia pi&ugrave; approfondita trovando un accordo con la compagnia assicurativa per un rimborso di 193.583,71 euro che saranno utilizzati esclusivamente per la riapertura della chiesa.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La scelta della Diocesi inizialmente &egrave; sembrata piuttosto titubante: meglio attendere che lo Stato attui il decreto con finanziamenti fermi ormai da due anni? Oppure usare i soldi dell&rsquo;assicurazione, mettere in sicurezza la chiesa e riaprirla seppur con qualche penalizzazione estetica?&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La Diocesi opterebbe di avvalersi del rimborso assicurativo e lavorare su un proprio progetto basato su un sistema ben calcolato di tirature anche se passer&agrave; molto tempo prima di soddisfare le inflessibili richieste della Soprintendenza fino a completa approvazione. &ldquo;<em>Eccellenza su questo deve essere meno francescano<\/em>&rdquo; interviene il Sindaco Francesco Fiordomo &ldquo;<em>In quel tavolo ogni tanto bisogna farsi rispettare<\/em>&rdquo;. Fiordomo ha ricordato che in 10 anni del suo mandato di sindaco sono cambiati ben 5 soprintendenti. Riconosce quindi la difficolt&agrave; di rapportarsi con l&rsquo;ente, ma incoraggia il Vescovo consigliando di riscuotere la polizza assicurativa e seguire la stessa strada che ha usato il Comune per aprire le chiese di propriet&agrave;, San Vito e San Francesco e il Palazzo Comunale. &ldquo;<em>Lo dico molto umilmente e rispettoso dell&rsquo;autonomia della Diocesi, inoltre sono qui come ospite, ma in due anni non &egrave; stato sbloccato nessun finanziamento tranne quelli per le scuole. Considerando il fatto che la chiesa si trova al 102 esimo posto, consiglierei di andare avanti da soli.<\/em>&rdquo;&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Quanto tempo ci vorr&agrave; prima di rientrare in chiesa non &egrave; dato sapere. Tuttavia come Comitato cercheremo di monitorare puntualmente lo sviluppo del progetto e le tempistiche di realizzazione affinch&eacute; si recuperi quanto prima ci&ograve; che per la comunit&agrave;, laica o cristiana che sia, resta un simbolo di unit&agrave; e punto di riferimento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Comitato Quartiere Castelnuovo<\/strong><\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&rsquo;incontro pubblico organizzato dal Vescovo Nazareno Marconi su richiesta del Comitato di Quartiere Castelnuovo il 9 aprile, Sua Eccellenza ha risposto ad alcune domande poste dal Comitato sulla chiesa chiusa dal 2016 a causa del sisma. 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