{"id":2266,"date":"2020-03-02T10:25:07","date_gmt":"2020-03-02T10:25:07","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"db42b269bcf9ce61e3de9b7e6a07bdd6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2020\/03\/02\/db42b269bcf9ce61e3de9b7e6a07bdd6\/","title":{"rendered":"Armi da fuoco e balistica comparativa"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/Accattoli Gabriele.jpg style=float: left; height: 219px; width: 200px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>Con questo articolo chiudo l&rsquo;argomento sulle armi da fuoco e relativi accertamenti in seno alla balistica. Non poteva mancare un aspetto molto importante, ovvero la comparazione dei bossoli e dei proiettili.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Prima di fare un&rsquo;esposizione sull&rsquo;argomento, per&ograve;, voglio trascrivere un racconto che avevo letto, tantissimo tempo fa, in un articolo pubblicato sul mensile &ldquo;Polizia Moderna&rdquo;. Il racconto di un caso realmente accaduto, che, gi&agrave; da s&eacute;, pu&ograve; aiutare a comprendere pi&ugrave; semplicemente l&rsquo;importanza e l&rsquo;aiuto investigativo che pu&ograve; dare un&rsquo;attivit&agrave; di ricerca, identificazione e comparazione sui bossoli e proiettili sparati, nel caso specifico, in assenza dell&rsquo;arma.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Finalmente, dopo tutte le traversie che avevano angustiato la sua modesta vita, G.F. aveva trovato uno spiraglio di luce.<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/winchester-ranger-t (002).jpg style=float: right; height: 183px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> Uno zio, emigrato alcuni anni prima in Australia e ritornato carico di soldi (dicevano le male lingue che fosse un &ldquo;boss&rdquo; della mala di Melbourne), era morto in una lussuosa camera d&rsquo;albergo, con un foro in mezzo alla fronte: un buco piccolo, piccolo, come se il proiettile fosse stato un chiodo. &ldquo;E&rsquo; stata un&rsquo;arma da donna&rdquo;, dissero gli inquirenti subito accorsi alla chiamata del direttore d&rsquo;albergo, tutto impaurito ma nello stesso tempo desideroso che la cosa facesse poco rumore per via della classe dei clienti che alloggiavano in quell&rsquo;esercizio. &ldquo;non ci sono dubbi, solo una donna si porta appresso un gingillo simile, che spara proiettili grandi come granelli di miglio&rdquo;, aggiunse il pi&ugrave; alto degli uomini in divisa. &ldquo;Si, hai proprio ragione: chi vuoi che si metta a sparare con un&rsquo;arma simile?&rdquo; continu&ograve; il graduato, aggrottando il viso &ldquo;telefona al giudice, e fa venire subito la squadra giudiziaria, sento odore di guai&rdquo;. Non si sbagliava certo, se solo avesse immaginato tutto ci&ograve; che c&rsquo;era dietro quella morte e quel &ldquo;buco piccolo, piccolo &rdquo; il giudice ed il medico legale, potevano far ben poco, l&igrave; per l&igrave;: un verbale di sopralluogo, un referto di morte con tanto di firma e timbri. Il responso <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/comparatore04-300x189 (002).jpg style=float: left; height: 189px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>definitivo, perci&ograve;, sarebbe stato affidato all&rsquo;esame necroscopico presso l&rsquo;obitorio, alle indagini tecniche ed a quelle giudiziarie. Il proiettile venne finalmente fuori: un cosino lucido, lucido, con una lievissima ammaccatura sull&rsquo;ogiva. Il tecnico nel laboratorio balistico, se lo rimirava sotto il microscopio stereoscopico, trastullandosi nell&rsquo;esame della zigrinatura e nella misurazione della lunghezza e dei diametri. &ldquo;non ci sono dubbi: &egrave; un proiettile un po&rsquo; strano: mi sembra un .22 ma &egrave; a mantellatura completa. &Egrave; un po&rsquo; troppo lungo per essere un .22 Hornet a palla solida, come quella che usano in montagna per non rovinare il gallo cedrone cui &egrave; diretta. Pesa anche troppo: 2,87 grammi contro i 2.50 della palla Hornet. Ma, poi, il passo della rigatura non pu&ograve; essere quello di una carabina, &egrave; troppo corto! Gi&agrave;, potrebbe essere un 5,75 mm Velodog. Non ci sono dubbi: &egrave; proprio un 5,75 mm Velodog. Ora vado di la e lo dico al giudice, ne sar&agrave; contento, ne sono certo&rdquo;. Quando entr&ograve; nella sala delle autopsie, era tutto finito, ed il Prof. M.S., mentre si lavava le mani, dettava, come era suo solito, i rilievi fatti durante il riscontro necroscopico. Il giudice era gi&agrave; uscito e stava salendo nella modesta 850 che l&rsquo;amministrazione gli passava. &ldquo; Signor giudice, non vuole sapere nulla sul proiettile?&rdquo;. &ldquo;Grazie, ma gi&agrave; so di che calibro si tratta, mi hanno dato ora un bossolo. Lo prenda, anzi, e domani venga in ufficio per il processo verbale di nomina perito balistico&rdquo;. Di nuovo solo nel laboratorio, il tecnico (dott. A.) si diceva tra s&eacute; e s&eacute;: &ldquo; perdinci! Ora che mi sembrava di aver fatto centro, il giudice mi gela&hellip;. Ma, pensandoci bene, qualcosa non &egrave; chiara! Il 5,75 Velodog pu&ograve; essere sparato solo da un revolver non da una pistola semiautomatica: se &egrave; cosi, come mai hanno trovato un bossolo sparato? Il caso promette un bell&rsquo;imbroglio gi&agrave; agli inizi: sar&agrave; entusiasmante, ma&hellip;..&rdquo;. dall&rsquo;esame del bossolo si dedusse che il tamburo aveva un estrattore semilunare molto lungo e poco spesso, ed inoltre si accert&ograve; che il percussore non era solidale al cane, ma del tiro inerziale. Ci&ograve; diceva molto: solo un revolver, gi&agrave; raro nel calibro in esame, poteva essere stato a sparare. Per fortuna vennero alla luce anche<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/pistola-lecce.jpg style=float: right; height: 198px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> alcune elementi di natura testimoniale: G.F. aveva un revolver di quel calibro, ma non sapeva di non sapere pi&ugrave; nulla da quando s&rsquo;era diviso dalla moglie; questo fatto era avvenuto da circa due anni, pressappoco quando lo zio torn&ograve; dall&rsquo;Australia. Nei confronti di G.F. venne spiccato mandato di cattura. Lo si trov&ograve; subito in casa, da cui, del resto, non si era mai allontanato. Tutto era contro di lui, che tra l&rsquo;altro era l&rsquo;unico parente che avrebbe dovuto incassare diverse centinaia di migliaia di sterline, tanto era quello che aveva accumulato lo zio nelle banche di Melbourne. Solo pochi giorni prima dell&rsquo;inizio del processo in Assise, si seppe che gli eredi erano due! Lui e la moglie. Il primo a stupirsi fu G.F.: che c&rsquo;entrava sua moglie con il testamento dello zio se questi non l&rsquo;aveva neppure conosciuta, dato che si erano separati prima del suo ritorno in patria? Alla fine risult&ograve; che la moglie di G.F. era stata l&rsquo;amante di W., lo zio di G.F., e che questa l&rsquo;aveva ucciso perch&eacute; le aveva negato il denaro per aprire una boutique. L&rsquo;arma era proprio quella del povero G.F. che la moglie all&rsquo;atto di andarsene, si era presa, con la speranza di venderla e realizzare qualcosa, ma che poi aveva usato per uccidere l&rsquo;amante.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo questo interessante racconto cercher&ograve; di presentare cosa &egrave; la balistica comparativa, ovvero quel settore che porta ad identificare un&rsquo;arma analizzando i reperti rinvenuti sulla scena del crimine, confrontandoli con quelli delle prove sperimentali. Per arrivare a questo il percorso di analisi &egrave; obbligatoriamente strumentale, che porta ad effettuare comparazioni macro e microscopiche sui bossoli e sui proiettili.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/studio-proiettile.jpg style=float: left; height: 168px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>&nbsp; Partiamo, perci&ograve; da un elemento semplicissimo, da uno sparo effettuato con arma da fuoco riusciamo a recuperare sulla scena del crimine i residui del munizionamento utilizzato, il bossolo con l&rsquo;innesco (se l&rsquo;arma utilizzata non &egrave; un revolver), il proiettile (ogiva) ed i residui di propellente.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Detto ci&ograve;, se si ponesse la domanda, che cosa &egrave; la comparazione balistica, di primo acchito verrebbe da rispondere che la stessa si estrinseca mettendo a confronto diretto due elementi; certamente la risposta &egrave; giusta, ma altrettanto certamente non sufficiente a dare una visione completa dell&rsquo;attivit&agrave;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi spiego meglio, dall&rsquo;analisi di un reperto balistico si discriminano due tipi di tracce, quelle denominate di &ldquo;classe&rdquo; e quelle di &ldquo;peculiarit&agrave;&rdquo;. Le prime, quelle di classe, ovvero quelle &nbsp;micro e macro tracce presenti su ogni elemento e su altri milioni di elementi simili a quello, in quanto &ldquo;figli&rdquo; di un unico progetto, come pu&ograve; essere il sistema di percussione o di espulsione di tante armi della stessa marca, modello e calibro. Le seconde, quelle di peculiarit&agrave;, sono le sole tracce che consentono, nella balistica forense, di poter affermare l&rsquo;identit&agrave; o la non identit&agrave; di un&rsquo;arma che ha esploso quella determinata cartuccia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tali peculiarit&agrave; si formano grazie a tutta una serie di eventi che non sono legati, se non per eventi eccezionali, al progetto originario dell&rsquo;arma,<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/confronto-balistico-para-catalogar-crimes (002).jpg style=height: 172px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; float: right; \/><span style=font-size:14px;><strong> da questo ne deriva che anche nelle tracce di classe si possono andare a fissare e formare le peculiarit&agrave; che possono derivare, ad esempio, dall&rsquo;usura dell&rsquo;arma, dal danneggiamento, o da qualsiasi altro elemento che, anche se in maniera microscopica, ha modificato gli elementi caratteristici del progetto iniziale dell&rsquo;arma stessa.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per scendere ancor pi&ugrave; nel dettaglio, riporto quelli che possono essere le impronte caratteristiche di &ldquo;classe&rdquo; o di &ldquo;peculiarit&agrave;&rdquo;, prima, per&ograve;, &egrave; necessario, brevemente, vedere come si formano tali impronte, la differenza tra di esse, e perch&eacute; possono esistere differenze metriche nelle impronte pur sussistendo l&rsquo;identit&agrave;.&nbsp;Un&rsquo;arma deriva da una progettazione e pu&ograve; essere definita come una macchina che trasforma l&rsquo;energia meccanica di percussione in energia termo &ndash; chimica. La deflagrazione dello sparo va a creare all&rsquo;interno della camera di scoppio enormi pressioni ed alte temperature, andando ad agire in modo indiscriminato su tutte le pareti del bossolo provocando gonfiori che saranno contenuti all&rsquo;interno della camera di scoppio e meccanicamente spinto sulla culatta. Da questo dinamismo fisico, il bossolo va a subire delle modificazioni che riportano in copia speculare, stampati a compressione, elementi di classe, tipici del progetto basilare dell&rsquo;arma, nonch&eacute; elementi peculiari derivanti da altre fattispecie. Stesso meccanismo avviene sul proiettile, ogiva, che con pressione e forza cinetica viene lanciato fuori dall&rsquo;arma attraverso la canna.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/finale-proiettili.jpg style=float: left; height: 200px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong> Le impronte di &ldquo;classe&rdquo; sono lasciate dagli organi, meccanismi, dell&rsquo;arma, organi di progettazione, ed hanno quasi sempre una disposizione spaziale morfologica e metrica ben definita. Questo significa che, in assenza di anomalie, che tutte le armi di una certa marca ed ugual modello, lasceranno sul bossolo esploso e sul proiettile identici segni, collocati sempre nella stessa posizione spaziale. Queste impronte vengono lasciate dall&rsquo;estrattore, dall&rsquo;espulsore, dal percussore, dalla culatta, dai segni pieni o vuoti della rigatura della canna, dal numero dei solchi della rigatura della canna, dal verso della rigatura, destrorsa o sinistrorsa, l&rsquo;angolo della rigatura con la genitrice.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le impronte di peculiarit&agrave;, le quali, in definitiva, sono quelle che vanno ad identificare l&rsquo;arma, possiamo trovarle in qualsiasi parte dei reperti, sia sui bossoli che sui proiettili, e possono anche essere coincidenti, dando una forma particolare ed unica, anche alle impronte di classe. Queste impronte possono essere causate da segni di lavorazione sulle parti dell&rsquo;arma, come ad esempio piccoli difetti di fabbrica o derivanti dall&rsquo;usura dell&rsquo;arma stessa, residui di lavorazione rimasti all&rsquo;interno dell&rsquo;arma, ossidazioni, sostituzioni di pezzi o segni di utensili adoperati per la manutenzione, segni prodotti da oggetti rigidi e duri utilizzati per la pulizia, tutti qui segni che l&rsquo;usura e l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;arma possono aver creato nel tempo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non sto ad inoltrarmi oltre sulle tecniche di comparazione ed analisi degli elementi tipici, come &egrave; possibile intuire il settore &egrave; talmente ampio <\/strong><\/span><img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/rubriche\/accattoli\/Impronte (002).jpg style=float: right; height: 218px; width: 300px; border-width: 3px; border-style: solid; margin: 3px; \/><span style=font-size:14px;><strong>che resta difficile racchiuderlo in un articolo, per&ograve;, prima di concludere, il minimo che posso fare, &egrave; indicare i principali strumenti di studio che vengono utilizzati nella balistica comparativa. Essi sono: l&rsquo;endoscopio, strumento munito di telecamera collegata a un monitor. Serve per la visione interna delle canne delle armi per verificarne lo stato di conservazione. Il microscopio stereoscopico, per la visione di bossoli, proiettili, frammenti e particolari di un&rsquo;arma da analizzare. Con una derivazione &egrave; possibile l&rsquo;utilizzo contemporaneo di due operatori contemporaneamente. Microscopio comparatore, serve per effettuare l&rsquo;analisi comparativa tra elementi balistici omogenei (bossoli, proiettili e frammenti di essi). Infine, pur non essendo uno strumento d&rsquo;indagine, ma elemento essenziale, la gelatina balistica. Si tratta di sostanza elastica creata con composizione varia di elementi chimici e vegetali uniti ad acqua, viene utilizzata nei test di sparo per consentire il recupero dei proiettili che, attraversando la sostanza, si fermano senza subire alcun danneggiamento. Il proiettile cos&igrave; recuperato verr&agrave; utilizzato per le analisi comparative con altri oggetti di indagine repertati sulla scena del crimine.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Qui mi fermo, concludo l&rsquo;argomento sulle armi da fuoco e relativi accertamenti tecnici, pi&ugrave; avanti riprender&ograve; l&rsquo;argomento armi, dedicando un articolo alle armi da punta e da taglio.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Accattoli Gabriele<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t\n\t<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo chiudo l&rsquo;argomento sulle armi da fuoco e relativi accertamenti in seno alla balistica. Non poteva mancare un aspetto molto importante, ovvero la comparazione dei bossoli e dei proiettili. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Prima di fare un&rsquo;esposizione sull&rsquo;argomento, per&ograve;, voglio trascrivere un racconto che avevo letto, tantissimo tempo fa, in un articolo pubblicato sul mensile &ldquo;Polizia &#8230; <a title=\"Armi da fuoco e balistica comparativa\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2020\/03\/02\/db42b269bcf9ce61e3de9b7e6a07bdd6\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Armi da fuoco e balistica comparativa\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-2266","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2266\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}