{"id":22864,"date":"2020-02-11T22:00:55","date_gmt":"2020-02-11T22:00:55","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"af1eb6aa215b17f90f07813847dca7d3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2020\/02\/11\/af1eb6aa215b17f90f07813847dca7d3\/","title":{"rendered":"SERGIO ENDRIGO: UN GENIO DIMENTICATO E\u2026RISCOPERTO"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Cantautore eclettico, poliedrico, capace di stupire con la sua versatilit&agrave;: dalle canzoni d&rsquo;amore alle canzoni per bambini, passando per i brani pi&ugrave; impegnati. Sergio Endrigo, punta di diamante della canzone d&rsquo;autore italiana, morto quindici anni fa, continua per&ograve; a essere dimenticato dai media, dai telegiornali, dal Festival di Sanremo (il Premio Endrigo quest&rsquo;anno non &egrave; stato assegnato, come mai?), dai siti musicali, ecc. forse perch&eacute; Endrigo &egrave; stato sempre sfuggente, poco &ldquo;etichettabile&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Allora, lo spettacolo &ldquo;La voce dell&rsquo;uomo &#8211; Un tributo a Sergio Endrigo&rdquo;, scritto dal giovane ma gi&agrave; apprezzato Piergiorgio Viti, assume un valore tutt&rsquo;altro che trascurabile; in primis, perch&eacute; rende omaggio a un dimenticato, e poi perch&eacute; lo fa attraverso le parole di un poeta, Viti appunto, che ha gi&agrave; dedicato una sua raccolta di poesie, &ldquo;Se le cose stanno cos&igrave;&rdquo;, al cantautore istriano. Ora, uno spettacolo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Lo abbiamo intervistato per qualche domanda:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t<span style=font-size:14px;><strong>Perch&eacute; uno spettacolo per Endrigo?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Lo spettacolo esiste gi&agrave; dall&rsquo;anno scorso, ma quest&rsquo;anno lo riproponiamo in una versione diversa, con pi&ugrave; musica e in un ruolo, il mio, in cui mi metto pi&ugrave; in gioco, anche se la sostanza, quella del teatro-canzone, &egrave; rimasta la stessa. Quando scoprii Endrigo, e parliamo di una decina d&rsquo;anni fa ormai, ne rimasi abbagliato. Ascoltai un suo brano in una radio locale, non ricordo quale fosse, forse Canzone per te, e da allora non ho pi&ugrave; smesso, sviscerando un po&rsquo; , nel tempo, tutta la sua sterminata produzione musicale.<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t<span style=font-size:14px;><strong>&nbsp;Cosa ti ha colpito di pi&ugrave; di Endrigo?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>La sua semplicit&agrave;, che non &egrave; banalit&agrave;, attenzione. Il suo essere immediato e abissale, come sanno esserlo solo i grandi. Tra l&rsquo;altro, la scorsa estate, sono arrivato fino a Pola per vedere la sua casa natale ed &egrave; triste constatare che a Pola, italiana quando nacque Sergio e ora croata, non ci sono segnali n&eacute; indicazioni che conducono alla sua abitazione. E&rsquo; stata una vera caccia al tesoro trovarla! Pi&ugrave; facile invece &egrave; stato trovare il giardino a lui dedicato, dove compare una scultura ispirata ad una sua canzone, L&rsquo;arca di No&egrave;. La scultura &egrave; stata realizzata tra l&rsquo;altro da un fermano (e io, pur essendo nato a Sulmona, ho vissuto per anni vicino a Fermo!), Ciro Maddaluno, preside dell&rsquo;Istituto d&rsquo;arte di Fermo per tantissimi anni. Tutto questo non sembra una coincidenza, forse era scritto nel mio destino che dovessi, in qualche modo, occuparmi di lui!<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Regista dello spettacolo &egrave; Vanni Semplici, che ci ha detto telefonicamente:<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Abbiamo impostato lo spettacolo secondo lo stile del teatro-canzone: ci sar&agrave; molta musica, con i brani pi&ugrave; e meno noti di Sergio, e con Piergiorgio che ci parler&agrave;, da poeta e artista sensibile qual &egrave;,<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>del suo legame con questo cantautore. Tutto &egrave; molto essenziale, perch&eacute;, in fondo, per emozionare, bastano il potere della parola e della musica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Il musicista che far&agrave; da fil rouge tra i monologhi di Viti e i brani, cantati sapientemente da Simone Scalabroni e Anna Laura Alvear, dalle voci notevolissime, &egrave; il bravo Luigi Ferrara, che ha alle spalle collaborazioni importanti:<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n\t\t<span style=font-size:14px;><strong>Com&rsquo;&egrave; nata la collaborazione con Viti per lo spettacolo &ldquo;La voce dell&rsquo;uomo&rdquo;?<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Con Piergiorgio ci siamo conosciuti in ambito scolastico, essendo entrambi professori. Poi, quando mi ha proposto di collaborare con lui per questo spettacolo, ne sono stato felice da subito. Pur provenendo dall&rsquo;ambito del jazz, considero i brani di Endrigo molto interessanti anche a livello musicale, per questo, anche con qualche rilettura, mi sono voluto mettere in gioco.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cantautore eclettico, poliedrico, capace di stupire con la sua versatilit&agrave;: dalle canzoni d&rsquo;amore alle canzoni per bambini, passando per i brani pi&ugrave; impegnati. 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