{"id":23949,"date":"2018-04-14T18:41:18","date_gmt":"2018-04-14T18:41:18","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"a641c6f9d7611836387aa2ff88383475","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2018\/04\/14\/a641c6f9d7611836387aa2ff88383475\/","title":{"rendered":"Sulle tracce di Pierpaolo Jacometti pittore"},"content":{"rendered":"<p>\n\tNella Chiesa di San Francesco, un tempo annessa al convento dei frati minori conventuali di Recanati, sulla parete a sinistra dell&rsquo;altare maggiore, &egrave; conservata &ldquo;L&rsquo;ultima cena&rdquo; un dipinto di notevoli dimensioni attribuito a Pierpaolo Jacometti. L&rsquo;artista, nato a Recanati nel 1580 e nipote dello scultore Antonio Calcagni,&nbsp; &egrave; molto conosciuto per la sua attivit&agrave; scultorea, a volte in collaborazione con il fratello Tarquinio, presso la prestigiosa scuola bronzistica recanatese attiva nella prima met&agrave; del 1600.<\/p>\n<p>\n\tIl dott. <strong>Sergio Beccacece<\/strong>, in collaborazione con la dott.ssa <strong>Nikla Cingolani<\/strong>, nel suo corso UNIPER &ldquo;Storie e Personaggi Recanatesi&rdquo; si &egrave; gi&agrave; occupato delle opere recanatesi come la famosa Traslazione della Santa Casa, il bassorilievo situato sulla Torre Civica, e recentemente del Battistero del Duomo di Recanati.<\/p>\n<p>\n\tOra, anche per il fatto che Jacometti fu allievo di Cristofano Roncalli detto il Pomarancio, Beccacece si sta occupando dell&rsquo;attivit&agrave; pittorica dell&rsquo;artista di cui si sa ben poco, mettendosi sulle tracce di due opere &ldquo;scomparse&rdquo;: il San Carlo genuflesso, realizzato per le Clarisse di Castelnuovo, e il San Giacomo conservato un tempo nell&rsquo;omonima chiesa di via Roma, ora convertita in palestra. Secondo alcune fonti storiche l&rsquo;artista, nella Chiesa di San Francesco, avrebbe realizzato anche un affresco nel refettorio del convento, diventato una filanda a fine &lsquo;800, e una Madonna dipinta in una camera dei frati.<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;<strong>L&rsquo;ultima cena, o come la defin&igrave; lui stesso &ldquo;La cena del Signore<\/strong>&rdquo; dice Beccacece &ldquo;<strong>&egrave; stata commissionata nel 1627 e pagata dal convento 150 scudi, una parte in moneta contante e 50 scudi con un piccolo appezzamento di terra.<\/strong> <strong>Jacometti ne parla nelle sue memorie<\/strong><em><strong>.<\/strong><\/em>&rdquo;<\/p>\n<p>\n\tIl dipinto mostra uno stato conservativo abbastanza precario, con lesioni e vasti sollevamenti della tela soprattutto nelle estremit&agrave; destra e sinistra. Per questo sarebbe opportuno eseguire una valutazione sullo stato conservativo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>\n\tBeccacece davanti al dipinto &egrave; rimasto colpito anche dal personaggio alla destra di Ges&ugrave;, San Giovanni Evangelista, per la sua immagine decisamente effemminata. Un particolare in linea con quasi tutti i dipinti medievali e rinascimentali che hanno come soggetto l&rsquo;Ultima cena dove l&rsquo;apostolo, spesso ritratto con il capo reclinato sulla spalla o sul petto di Ges&ugrave;, &egrave; rappresentato come un giovane dal viso glabro, a differenza dagli altri che hanno l&rsquo;aspetto di adulti spesso con barba.&nbsp;L&rsquo;arte sacra si basa sempre sui testi della religione cristiana. Tutti gli artisti, compreso Leonardo Da Vinci, artefice della pi&ugrave; celebre Ultima Cena, non andavano certo controcorrente.<\/p>\n<p>\n\tIl dipinto di Jacometti &egrave; ben segnalato all&rsquo;ingresso della chiesa (anche se il cognome presenta l&rsquo;errore in una consonante) ma, per renderlo pi&ugrave; fruibile dal pubblico, si potrebbe migliorare l&rsquo;ubicazione con alcuni accorgimenti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&ldquo;<strong>Per il rispetto di questo nostro grande artista locale, per il rispetto e l&rsquo;amore della nostra storia<\/strong>&rdquo; continua Beccacece &ldquo;<strong>faccio un appello al Comune, proprietario della Chiesa di San Francesco, affinch&eacute; il dipinto sia meglio illuminato, restaurato e collocato nel modo pi&ugrave; adatto ad una facile lettura da parte dei cittadini poich&eacute; attualmente il quadro non &egrave; visibile dalla navata<\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p>\n\tL&rsquo;obiettivo del dottore e di ridestare la curiosit&agrave; sulla produzione di questo artista che ha lasciato in eredit&agrave;, non solo ai recanatesi, un patrimonio di alto valore artistico su cui l&rsquo;amministrazione potrebbe puntare per alzare il livello della proposta turistica.<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella Chiesa di San Francesco, un tempo annessa al convento dei frati minori conventuali di Recanati, sulla parete a sinistra dell&rsquo;altare maggiore, &egrave; conservata &ldquo;L&rsquo;ultima cena&rdquo; un dipinto di notevoli dimensioni attribuito a Pierpaolo Jacometti. 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