{"id":2629,"date":"2019-10-08T19:33:36","date_gmt":"2019-10-08T19:33:36","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"8401e9e945eb4ce73e9a95983c420e7f","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/10\/08\/8401e9e945eb4ce73e9a95983c420e7f\/","title":{"rendered":"Astea celebra 110 anni di storia e di lavoro"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Venerd&igrave; 4 ottobre, Astea, con un convegno presso la sua sede di Osimo, ha voluto celebrare con i dipendenti e gli stakeholder, i suoi 110 anni di vita. Hanno partecipato all&#39;evento il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e Paolo Giacomelli, vicedirettore nazionale di Utilitalia, che ha illustrato le prospettive future delle multiutility. L&#39;evento &egrave; stato moderato dal giornalista Maurizio Socci.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Hanno poi svolto delle relazioni di carattere storico Carlo Gobbi, ex presidente Astea, ricercatore e autore di libri sulla storia locale, che ha tracciato il percorso negli anni di Astea e Manuela Francesca Panini, capodelegazione del Fai Ancona, che ha parlato sul patrimonio artistico e culturale degli acquedotti e delle fontane. Carlo Gobbi e Manuela Francesca Panini hanno fatto parte del comitato per le celebrazioni dei 110 anni di Astea assieme all&#39;architetto Carlo Zenobi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Astea festeggia i 110 anni e pensa al territorio. Un territorio che si &egrave; esteso nel tempo, anche a seguito della fusione nel 2003 fra Recanati e Osimo e con la fornitura dei servizi ai comuni del circondario. Servizi sempre pi&ugrave; aggiornati e puntuali, sostenuti da ricerca ed innovazione per migliorare l&#39;efficienza a vantaggio dei cittadini che sperimentano oggi minori interruzioni nel servizio rispetto agli anni passati, nonostante eventi climatici sempre pi&ugrave; spesso di forte intensit&agrave; che hanno messo a dura prova il territorio. Con attenzione alle modalit&agrave; di monitoraggio dei consumi sempre pi&ugrave; puntuali e con l&#39;avvio dello sportello on line per consentire una maggiore autogestione e una continuit&agrave; di interfaccia per gli utenti, si sta avviando ad una gestione pi&ugrave; oculata e consapevole dei consumi stessi da cui i primi a trarne vantaggio sono i cittadini.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Fabio Marchetti, ad di Astea, nel fare gli onori di casa ha sottolineato con orgoglio il lavoro che tutti i giorni svolgono tutti i dipendenti Astea e ha presentato la ricerca che ha prodotto una cartina dove sono indicate 92 fonti, fontane e punti di interesse legati al tema dell&#39;acqua, sul territorio servito dal servizio idrico integrato di Astea e utilizzate prima che le multiutility portassero l&#39;acqua nei rubinetti delle case. Per ciascuno dei siti individuati sono state elencate brevemente alcune curiosit&agrave; di interesse storico. La ricerca &egrave; stata possibile raccogliendo i lavori precedenti di appassionati e storici locali, che hanno mantenuto vivo il ricordo di alcune fonti, utilizzando pubblicazioni inedite, ricercando alcune pubblicazioni appartenenti alle biblioteche e, infine, anche grazie agli addetti degli uffici tecnici comunali e ad alcune tesi di laurea.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>&ldquo;Abbiamo prodotto questa cartina &ndash; ha detto Marchetti- ma stiamo gi&agrave; lavorando per farne una versione digitale che possa essere navigata online a vantaggio degli studenti e, perch&eacute; no, anche dei turisti&rdquo;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Le antiche fonti, che oggi hanno un valore storico paesaggistico e talvolta sono state quasi dimenticate, una volta erano il luogo di incontro della cittadinanza e servivano per approvvigionarsi della preziosa acqua. Servivano per ristorarsi e per le pratiche igieniche e vi si lavavano i panni, anche se talvolta qualche editto vietava questa pratica quando l&#39;acqua scarseggiava e dovevano essere salvaguardati altri usi, come il bere. Spesso la presenza dell&#39;acqua presso le fonti non era continua perch&eacute; dipendeva dalla sua disponibilit&agrave; presso la sorgente. Inoltre a differenza di oggi, in cui l&#39;acqua prelevata dai campo-pozzi viene potabilizzata e controllata prima e durante la distribuzione attraverso l&#39;acquedotto, l&#39;acqua di fonte non era e non &egrave; controllabile.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Il tema dell&#39;inquinamento delle falde, che talvolta dimentichiamo, &egrave; un tema che si vuole evidenziare con questa ricerca sulle fonti antiche, una ricerca che ci mostra una modalit&agrave; di approvvigionarsi dell&#39;acqua che oggi ci appare lontanissima nel tempo, ma che ci fa riflettere su un ambiente sempre pi&ugrave; strettamente interconnesso con l&#39;insediamento umano e sottolinea l&#39;importanza di un&#39;attenta gestione ambientale e del rispetto degli equilibri dell&#39;ambiente da parte di tutta la popolazione. L&#39;acqua che sgorga dai nostri rubinetti azionando una semplice manopola arriva perch&eacute; c&#39;&egrave; un articolato sistema che la preleva dall&#39;ambiente e la porta fin dentro casa. La sua disponibilit&agrave; non &egrave; scontata. La sua potabilit&agrave; inoltre &egrave; assicurata grazie a trattamenti e controlli che la rendono sicura per l&#39; utilizzo umano. Inoltre una volta utilizzata va trattata e depurata prima di immetterla nuovamente nell&#39;ambiente, perch&eacute; torni a far parte di quel ciclo dell&#39;acqua che avviene sulla terra da miliardi di anni e rende possibile la vita.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd&igrave; 4 ottobre, Astea, con un convegno presso la sua sede di Osimo, ha voluto celebrare con i dipendenti e gli stakeholder, i suoi 110 anni di vita. 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