{"id":3150,"date":"2013-02-13T11:01:13","date_gmt":"2013-02-13T10:01:13","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/02\/13\/benedetto-benedettuci-una-storia-genuina-da-ricordare\/"},"modified":"2013-02-13T11:01:13","modified_gmt":"2013-02-13T10:01:13","slug":"benedetto-benedettuci-una-storia-genuina-da-ricordare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/02\/13\/benedetto-benedettuci-una-storia-genuina-da-ricordare\/","title":{"rendered":"BENEDETTO BENEDETTUCI: una storia genuina da ricordare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/ginestra6.jpg\" border=\"0\" width=\"364\" height=\"242\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Luciana Interlenghi. La curiosit\u00e0 e l\u2019amore per il proprio territorio a volte vengono premiati. <\/strong><strong>Lo sa bene Manuela Benedettucci, gi\u00e0 responsabile della locale Biblioteca, attualmente in servizio presso l\u2019ufficio cultura del Comune di Recanati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lei che, negli ultimi tre anni, tra i libri si \u00e8 mossa a proprio agio, rivolgendo l\u2019interesse anche alle vicende dei suoi avi, noti per le qualit\u00e0 artistiche e non solo. <\/strong><strong>I Benedettucci hanno dato lustro alla citt\u00e0 di Recanati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra tutti, la figura di spicco \u00e8 quella di Padre Clemente Benedettucci, \u00a0a cui \u00e8 intitolata la Biblioteca antica nella quale sono raccolti pi\u00f9 di 45.000 volumi, 25 incunaboli, stampe rare e uniche e preziosi manoscritti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Manuela ha recentemente estratto dal n. 9 del periodico recanatese \u201cGINESTRA\u201d ( anno II \u00a0del 4 agosto 1901 ) una nota dedicata a Benedetto Benedettucci, affezionato e fedele servitore dei conti Leopardi dal 1839.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riportiamo per intero la pagina che racconta di questo \u201cvecchio dalla barba bianca\u201d che ci piacerebbe collocare tra le piccole-grandi eccellenze del territorio recanatese e di quella parte della nostra storia da mantenere viva.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nella tradizione culturale della citt\u00e0 di Leopardi, infatti, si incastonano narrazioni interessanti, dal singolare sapore genuino, tutto da gustare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong><em>BENEDETTO BENEDETTUCCI<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dal Periodico Recanatese \u201cGinestra\u201d anno II num. 9\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Recanati\u00a0 04 agosto 1901<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Chi fosse passato parecchio tempo addietro, dal palazzo dei conti Leopardi, avrebbe visto al portone di esso, o seduto sulla bassa sporgenza dello stipite, o ritto in mezzo alla via, un vecchio dalla barba bianca, dall\u2019aspetto grave e venerando, reso ancor pi\u00f9 solenne dall\u2019assisa signorile scura con gran bottoni dorati, che portava costantemente, quasi credesse di venir meno senz\u2019essa all\u2019antica dignit\u00e0 sua e de\u2019 suoi nobili signori.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Il suo parlare franco e cortese con la bonariet\u00e0 della sua fisionomia e la seriet\u00e0 del suo portamento, gli aveva acquistato la benevolenza e il rispetto dei suoi concittadini recanatesi e anche suscitava certa curiosit\u00e0, attenzione nel forestiero che in lui si fosse incontrato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Questo vecchio era Benedetto Benedettucci, l\u2019affezionato e fedele servitore dei conti Leopardi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Nato il 7 aprile 1814, mor\u00ec il 9 giugno 1901 in Recanati, sua patria, consunto dalla vecchiaia. Fu preso in servizio nell\u2019aprile del 1839 dal Conte Monaldo Leopardi, in occasione delle nozze del Conte Pierfrancesco con la Contessa Cleofe Ferretti di Ancona.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Ma gi\u00e0 fin da ragazzetto il Benedettucci frequentava la casa Leopardi, essendo giovine di bottega di un tal Pieroni falegname, il cui padre era giardiniere di casa Leopardi; e accadeva che spesse volte il ragazzetto veniva comandato dal padrone di aiutare il padre di lui ad annaffiare le piante e i fiori del giardino.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> E fu appunto nell\u2019occasione in cui fu assunto al servizio, ch\u2019elgi, il Benedettucci, pot\u00e8 conoscere il poeta che passeggiava solitario pei viali del paterno giardino; ma del poeta non ebbe mai la possibilit\u00e0 di ascoltare la parola. Fuori di casa egli lo vide una volta sola che ritornava dalla sua prediletta passeggiata al Colle dell\u2019Infinito, col capo ricoperto dal piccolo rivolto del ferraiolo, avendo perduto il cappello.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Il Benedettucci dal 1839 in poi pass\u00f2 la vita continuamente al servizio di Casa Leopardi, e pot\u00e8 essere spettatore di tutti gli avvenimenti della nobile famiglia, della quale vide fino a quattro generazioni.\u00a0 Assistette nell\u2019ultima infermit\u00e0 il Conte Monaldo ed i genitori\u00a0 del vivente Conte Giacomo, che furono Pierfrancesco Leopardi e Cleofe Ferretti; e in un servizio cos\u00ec lungo conserv\u00f2 sempre uguale affezione e rispetto a\u2019 suoi signori, mantenendo tutte quelle doti speciali e quei tratti caratteristici dei vecchi servitori dei nobili.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Ebbe ancora vivendo il suo quarto d\u2019ora di notoriet\u00e0, imperocch\u00e8, essendo la guida dei visitatori della Biblioteca Leopardiana, tra i quali ce ne furono parecchi d\u2019illustri e di varie nazioni, il vecchio servo, senza saperlo, diventava anch\u2019egli un personaggio interessante e degno di nota, e molte volte fu intervistato dai visitatori sui fatti e sugli aneddoti riguardanti il poeta e la sua famiglia, e fu anche nominato in giornali ed opuscoli, in grazia di quell\u2019ufficio che esercitava con tanta dignit\u00e0 e direi quasi nobile orgoglio.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Avrebbe mai creduto egli, il buon vecchio, che anche un ultimo lembo della gloriosa aureola del poeta del dolore, avrebbe sfiorato, per dir cos\u00ec, anche quella sua austera e senile figura, e l\u2019avrebbe indissolubilmente legata alla memoria veramente augusta del suo antico e glorioso signore?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em> Ora riposa in pace nel camposanto della patria, accanto a\u2019 suoi nobili padroni, accanto alle gentili evocazioni del poeta.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciana Interlenghi. 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