{"id":3172,"date":"2015-12-03T00:09:09","date_gmt":"2015-12-03T00:09:09","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"1f558294b7507d41751dc680ac4e4e39","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/12\/03\/1f558294b7507d41751dc680ac4e4e39\/","title":{"rendered":"Benvenuta Issa, nata in un&#8217;autoambulanza"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Si chiama Issa come la nonna materna la bambina che mercoled&igrave; mattina aveva talmente tanta fretta di nascere che lo ha fatto &hellip; in ambulanza. Il suo pap&agrave;, Ovalid Mohamed, 44 anni, &egrave; al colmo della felicit&agrave; anche se ancora ha in corpo la paura vissuta insieme alla moglie Najat in quei concitati momenti. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>&ldquo;Alle 4,30 mia moglie mi sveglia dicendomi che le erano iniziate le doglie. Sveglio mia mamma, che abita con me, per lasciarle l&rsquo;altro mio figlio Omar di 6 anni, e velocemente saliamo in macchina per andare al reparto maternit&agrave; di Osimo che ha sempre seguito mia moglie nella sua gravidanza. Camminare con l&rsquo;auto, per&ograve;, era difficilissimo perch&eacute; c&rsquo;era tanta nebbia e mia moglie stava tanto male. Mi sono un po&rsquo; impaurito, racconta ancora Ovalid, e allora ho pensato di fermarmi, e chiamare il 118.&rdquo;&nbsp; <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>L&rsquo;ambulanza, partita da Recanati, giunge sul posto in pochi minuti nel quartiere di San Francesco dove si era fermato con l&rsquo;auto. Il medico a bordo chiama l&rsquo;ospedale di Osimo dove, per&ograve;, non era possibile trasportare la donna e quindi l&rsquo;ambulanza &egrave; partita alla volta dell&rsquo;ospedale di Civitanova dirigendosi a Porto Recanati per imboccare l&rsquo;autostrada. All&rsquo;uscita dell&rsquo;autostrada di Civitanova, erano le 5,30 precise puntualizza soddisfatto il neo pap&agrave;, la bimba non ne ha pi&ugrave; voluto sapere di aspettare ancora ed &egrave; nata in autoambulanza. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>&ldquo;E&rsquo; andato tutto bene, per fortuna, mamma e bambina (un bel peso di 3.200 kg.) stanno tutte e due bene, ci racconta ancora Ovalid, e voglio veramente ringraziare con tutto il cuore il personale dell&rsquo;ambulanza, l&rsquo;autista, l&rsquo;infermiera e il medico, che sono stati &nbsp;tutti molto bravi e affettuosi con noi. Certo, per&ograve;, se ci fosse stato un reparto di maternit&agrave; all&rsquo;ospedale di Recanati non avremmo avuto tutti questi disguidi. Perch&eacute; ho dovuto correre questo rischio? Non &egrave; una cosa fatta bene&rdquo; commenta infine l&rsquo;uomo che &egrave; da 18 anni in Italia e da tre risiede insieme alla sua famiglia in largo Monte Cardosa, nel quartiere Le Grazie a Recanati. Insieme a lui vive anche sua mamma, marocchina di nascita ma con la cittadinanza italiana d&rsquo;adozione, che, confessa l&rsquo;uomo, lo aiuta molto anche nelle spese. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>&ldquo;Mio pap&agrave; &egrave; morto un anno dopo che era riuscito a prendere la pensione dopo aver lavorato duramente per oltre 30 anni. Io ora sono in cassa integrazione perch&eacute; la mia ditta lavorava tanto con la Libia e purtroppo la guerra ha rallentato molto l&rsquo;esportazione. Speriamo che la nascita della mia seconda figlia (il primo ha sei anni ed &egrave; nato in Marocco) mi porti fortuna anche per il lavoro. Io amo molto l&rsquo;Italia, cos&igrave; come il mio paese, il Marocco, e spero di riuscire a far crescere bene la mia famiglia.&rdquo;<\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama Issa come la nonna materna la bambina che mercoled&igrave; mattina aveva talmente tanta fretta di nascere che lo ha fatto &hellip; in ambulanza. 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