{"id":3174,"date":"2015-10-16T21:41:50","date_gmt":"2015-10-16T21:41:50","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"d506e56557628f7d17fa14987ce4c56d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/10\/16\/d506e56557628f7d17fa14987ce4c56d\/","title":{"rendered":"Benvenuti a Recanati, citt\u00e0 della Poesia e dei Pozzi Petroliferi"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Qualcuno ha mai chiesto ai Recanatesi se per caso gradissero la trivellazione di un pozzo per gli idrocarburi, proprio sotto casa loro?<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>Perch&eacute; questo &egrave; esattamente quello che sta per avvenire a Chiarino, a 1.9 Km da Recanati, comune che &egrave;stato incluso per intero in una concessione petrolifera, centro storico e Luoghi Leopardiani paradossalmente compresi. Il tutto alla totale insaputa dei cittadini. In tempi in cui, con l&rsquo;operazione &ldquo;Citt&agrave; del Giovane Favoloso&rdquo;, Recanati sale spesso agli onori delle pagine<br \/>\n\tculturali, esaltata per le sue potenzialit&agrave; ambientali e paesaggistiche oltre che per la sua vocazione turistica, nessuna informazione giunge al mondo riguardo alle trivelle che sono in procinto di sventrare il suo territorio. Persino i recanatesi ne sono pressoch&eacute; all&rsquo;oscuro. Nemmeno la loro amministrazione, che pure da tempo &egrave; a conoscenza del progetto, ha ritenuto doveroso come minimo informarli. Tantomeno essa ha finora opposto una resistenza concreta a questa speculazione pericolosa.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>La Compagnia Generale Idrocarburi &#8211; COGEID, societ&agrave; attualmente titolare del progetto di Chiarino presentato gi&agrave; nel 2010, aspetta solo l&rsquo;ok definitivo da Regione e Governo, per iniziare la ricerca di un presunto giacimento di metano a 800 metri di profondit&agrave; ed eventualmente avviare l&rsquo;estrazione nell&rsquo;area in questione. Area gi&agrave; definita dal Piano Regolatore come &ldquo;Zona Agricola di Salvaguardia Paesistico-Ambientale&rdquo;, gi&agrave; classificata dalla Regione &ldquo;a pericolosit&agrave; moderata per le frane&rdquo; e gi&agrave; contraddistinta da un &ldquo;rischio sismico 2&rdquo;, cio&egrave; appena sotto il livello delle zone a rischio di eventi catastrofici. Era solo lo scorso anno, quando la Commissione Scientifica Internazionale ICHESE, incaricata dalla Regione Emilia Romagna di individuare possibili relazioni tra le attivit&agrave; estrattive e il sisma di ormai 3 anni fa, aveva concluso che non era possibile escludere &ldquo;la possibilit&agrave; che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi&rdquo; nelle vicinanze dell&rsquo;epicentro &ldquo;possano aver contribuito a innescare l&rsquo;attivit&agrave; sismica del 2012 in Emilia&quot;.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>Inoltre, un altro aspetto dei rischi connaturati alle trivellazioni, oltre a quello dei potenziali danni ambientali, riguarda la pericolosit&agrave; per la salute umana: si utilizzano, infatti, per le perforazioni sostanze irritanti e spesso nocive, cos&igrave; come non sono rari gli incidenti come incendi e blow-out (eruzione incontrollata di idrocarburi in pressione, da un pozzo), la cui possibilit&agrave; &egrave; addirittura prevista nelle carte del progetto di Recanati. E pensare che i funzionari della Regione Marche hanno addirittura escluso che la trivellazione di Chiarino andasse sottoposta alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>Quello di Recanati fa parte di un disegno complessivo, reso possibile dallo &ldquo;Sblocca Italia&rdquo; di Renzi, nel quale si vaneggia di un&rsquo; Italia a petrolio. Il 22% della terraferma marchigiana, cio&egrave; 215.000 ettari, sar&agrave; setacciato alla ricerca di idrocarburi e, di fronte alla costa, sono invece 450.000 gli ettari di mare concessi. Come succede da tempo in alcune zone del paese, laddove cementificazione, trafori e trivellazioni vengono prima del bene comune, a occuparsi di salvaguardare il territorio non sono pi&ugrave; le istituzioni, ma i cittadini. Si riuniscono in movimenti, associazioni, comitati e difendono le loro citt&agrave;, la montagna, il mare, da scelte politiche senza visione del futuro e da speculazioni devastanti e a vantaggio di di pochi.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<br \/>\n\t<strong>Anche a Recanati, &egrave; nato un comitato spontaneo di cittadine e cittadini autorganizzati, a difesa dei nostri territori e di tutti quelli minacciati da progetti distruttivi, e in primo luogo contro il pozzo Vasari 2 di Chiarino, un progetto rischioso e di forte impatto sulle persone e sul territorio. Il comitato &egrave; aperto. Chiunque desideri un futuro respirabile e democratico per s&eacute; e per i propri figli &egrave; il benvenuto. Chiediamo al Sindaco di incontrarci in un Consiglio Comunale Aperto sul tema. Potete trovarci in piazza, al mercato del sabato. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Nessuna trivella a Recanati. Che si tratti dell&rsquo;Infinito, di Castelnuovo, di Villa Teresa o di Chiarino, per noi non fa differenza. <\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>Recanati, 17 ottobre 2015<\/strong><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno ha mai chiesto ai Recanatesi se per caso gradissero la trivellazione di un pozzo per gli idrocarburi, proprio sotto casa loro? 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