{"id":3291,"date":"2013-05-09T18:49:29","date_gmt":"2013-05-09T16:49:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/05\/09\/bisogni-educativi-speciali-e-linclusione-scolastica\/"},"modified":"2013-05-09T18:49:29","modified_gmt":"2013-05-09T16:49:29","slug":"bisogni-educativi-speciali-e-linclusione-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/05\/09\/bisogni-educativi-speciali-e-linclusione-scolastica\/","title":{"rendered":"Bisogni Educativi Speciali e l&#8217;inclusione scolastica."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #003366;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/cartelli\/scuola.jpg\" border=\"0\" width=\"326\" height=\"216\" style=\"float: left; margin: 10px;\" \/>Nota di Girio Marabini. I consigli di classe o, nelle scuole primarie, i team dei docenti di fronte a situazioni (anche solo temporanee) di alunni in grave difficolt\u00e0 sono tenuti a formulare un piano didattico personalizzato. Anche se questa \u00e8 (o dovrebbe essere) una buona pratica gi\u00e0 consolidata ,almeno nella scuola dell&#8217;obbligo,il Ministero della Pubblica Istruzione ha ritenuto opportuno formalizzarla nell&#8217;ambito di un preciso quadro operativo. La recente circolare n.8 (marzo 2013) infatti ha fornito le prime indicazioni applicative della direttiva del Ministro Profumo del dicembre scorso denominata &#8221; <em>Strumenti<\/em><em> <\/em><em>d\u2019intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l\u2019inclusione<\/em><em> <\/em><em>scolastica<\/em><em>. <\/em>La Direttiva ha esteso il campo di intervento e di responsabilit\u00e0 dei Consigli di Classe all\u2019intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES) che viene cos\u00ec definita: \u201csvantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e\/o disturbi evolutivi specifici, difficolt\u00e0 derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perch\u00e9 appartenenti a culture diverse\u201d. Si completa e si precisa dunque il quadro di interventi a favore degli alunni che pur non essendo diversamente abili o non avendo una diagnosi di DSA (disturbi specifici di apprendimento, quali ad esempio la dislessia) presentano comunque per vari motivi difficolt\u00e0 di apprendimento, sancendo cos\u00ec anche per loro il diritto alla personalizzazione didattica secondo i principi espressamente enunciati dalla Legge 53\/2003. Lo strumento priviligiato \u00e8 il Piano didattico personalizzato (PdP) che dovr\u00e0 essere redatto a seguito di un\u2019elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata: esso dovr\u00e0 stabilire le strategie di intervento pi\u00f9 idonee (compresi gli strumenti compensativi o dispensativi) e i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il PdP sar\u00e0 firmato dal Dirigente scolastico, dai docenti e dalla famiglia, che nel caso dei dati sensibili, dovr\u00e0 autorizzare per iscritto. La circolare inoltre raccomanda alle scuole di motivare opportunamente, verbalizzzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche in modo da evitare contenzioso. Relativamente allo svolgimento degli <img decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/uomini\/marabini girio.jpg\" border=\"0\" style=\"float: right; margin: 10px;\" \/>esami di stato e alle rilevazioni annuali degli apprendimenti la circolare si \u00e8 riservata di fornire eventuali disposizioni, (alla data attuale non sono state ancora emanate).Esaminiamo brevemente alcuni aspetti operativi specifici contenuti nella circolare. Riguardo ai DSA, anche in assenza di una diagnosi (i tempi di rilascio da parte delle strutture autorizzate sono notoriamente lunghi) la circolare raccomanda di &#8220;adottare preventivamente le misure previste dalla \u00a0legge 170\/2010, qualora il Consiglio di classe o il team dei docenti della scuola primaria ravvisino e riscontrino, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche, carenze fondatamente riconducibili al disturbo&#8221;. Relativamente all&#8217; area dello SVANTAGGIO socioeconomico, linguistico e culturale, la circolare precisa: \u201cogni alunno, con continuit\u00e0 o per determinati periodi, pu\u00f2 manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali \u00e8 necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta\u201d. Tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Gli strumenti compensativi o dispensativi avranno in tali casi durata temporanea (per il tempo strettamente necessario). Infine a livello d&#8217;Istituto i compiti del gruppo di lavoro e di studio si estenderanno alle problematiche relative a tutti i BES: il gruppo assumer\u00e0 il nome di Gruppo di lavoro per l\u2019inclusione. (Per una analisi approfondita <a href=\"http:\/\/www.marche.istruzione.it\/dsa\/allegati\/cm8_13.pdf\">link <\/a>alla circolare)<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota di Girio Marabini. I consigli di classe o, nelle scuole primarie, i team dei docenti di fronte a situazioni (anche solo temporanee) di alunni in grave difficolt\u00e0 sono tenuti a formulare un piano didattico personalizzato. 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