{"id":4233,"date":"2015-04-13T11:54:58","date_gmt":"2015-04-13T11:54:58","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"a7816821ba2acf72455080a8f5e87ad7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/04\/13\/a7816821ba2acf72455080a8f5e87ad7\/","title":{"rendered":"Che cosa vuole  un disabile? La normalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\n\tGiorgio Terrucidoro, disabile sin dalla nascita e costretto a vivere su una sedia e rotella &egrave; partito dalla sua esperienza personale per parlare dell&rsquo;intento che lo ha spinto a scrivere il suo libro &ldquo;Non solo disabile&rdquo; presentato sabato pomeriggio nella sala conferenze dell&rsquo;Hotel Gallery di fronte ad una sala gremita. Con lui anche l&rsquo;editore Andrea Giove e la psicologa Adriana Frusto. Un intervento di 45 minuti fatto con passione e soprattutto con la speranza che la disabilit&agrave; venga sostituita da un vero rapporto relazionale, cio&egrave; da una autentica iniezione di normalit&agrave;. &ldquo;Sono partito da una storia personale ma per trattare la disabilit&agrave; in senso generale, ha esordito Terrucidoro, 40 anni, perch&eacute; i temi che sollevo in questo libro rimarranno tali anche quando io non ci sar&ograve; pi&ugrave;. In fondo, ha aggiunto Terrucidoro, ho raccontato tre dimensioni fallimentari della mia vita: quella affettiva, quella vocazionale e quella lavorativa. Affettiva perch&eacute; non ho n&eacute; moglie n&eacute; fidanzata, vocazionale perch&eacute; volevo diventare sacerdote ma mi ritrovo qui, come umile laico, e quella lavorativa perch&eacute; ho una borsa lavoro da dodici anni che non &egrave; tanto gratificante.&rdquo; Una storia che avrebbe gettato facilmente nella disperazione chiunque ma non Giorgio Terrucidoro che &egrave; convinto che vincere la disabilit&agrave; si pu&ograve; partendo proprio dalla famiglia. &ldquo;Il disabile in seno alla famiglia ha bisogno di normalit&agrave; mentre spesso la disabilit&agrave; la si vive nella sola dimensione dell&rsquo;handicap. L&rsquo;educazione alla normalit&agrave;, per quanto riguarda la famiglia, non &egrave; facile attuarla. Quando un genitore accompagna in carrozzella un disabile cosa pensa di avere vicino, un disabile o una persona? Noi siamo sempre abituati a pensare all&rsquo;assistenza, alla pensione o altro. Su questo devo ringraziare mio padre e mia madre che mi hanno educato alla normalit&agrave;. Io spero che il libro aiuti la famiglia a fare un passo in avanti perch&eacute; avere in casa un disabile non &egrave; una maledizione divina o una disgrazia ma fa parte della vita.&rdquo; Poi c&rsquo;&egrave; la scuola che viene vista solo come forma di socializzazione per il portatore di handicap. Cos&igrave; come il lavoro. &ldquo;Se la borsa lavoro serve solo alla socializzazione, le cose non miglioreranno mai per il disabile. Io sono dodici anni che ho una borsa lavoro che a lungo andare &egrave; demotivante. Chiedo un intervento legislativo pi&ugrave; forte per l&rsquo;inserimento lavorativo dei disabili.&rdquo; Infine tocca anche l&rsquo;aspetto vocazionale. Terrucidoro voleva diventare sacerdote ma il vescovo glielo ha impedito. &ldquo;Io, con il mio handicap, non avrei alcun problema ad esser candidato al sacerdozio ma sono stato considerato dal vescovo spiritualmente non idoneo senza darmi una ragione della mia inidoneit&agrave; e questo non lo accetto. La fede e la ragione sono due ali che devono volare insieme, ecco perch&eacute; il vescovo non pu&ograve; dirmi che non sono idoneo senza darmene una ragione.&rdquo;<\/p>\n<p style=text-align: center;>\n\t<img alt= src=http:\/\/www.radioerre.net\/notizie\/images\/banners\/Santo-Stefano-banner.png \/><\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Terrucidoro, disabile sin dalla nascita e costretto a vivere su una sedia e rotella &egrave; partito dalla sua esperienza personale per parlare dell&rsquo;intento che lo ha spinto a scrivere il suo libro &ldquo;Non solo disabile&rdquo; presentato sabato pomeriggio nella sala conferenze dell&rsquo;Hotel Gallery di fronte ad una sala gremita. Con lui anche l&rsquo;editore Andrea &#8230; <a title=\"Che cosa vuole  un disabile? 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