{"id":6058,"date":"2013-03-21T07:35:57","date_gmt":"2013-03-21T06:35:57","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1:444\/radioerre_backup\/2013\/03\/21\/denuncia-in-procura-dei-genitori-di-francesco-rinaldelli-lalpino-morto-di-tumore\/"},"modified":"2013-03-21T07:35:57","modified_gmt":"2013-03-21T06:35:57","slug":"denuncia-in-procura-dei-genitori-di-francesco-rinaldelli-lalpino-morto-di-tumore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2013\/03\/21\/denuncia-in-procura-dei-genitori-di-francesco-rinaldelli-lalpino-morto-di-tumore\/","title":{"rendered":"Denuncia in Procura dei genitori di Francesco Rinaldelli, l&#8217;alpino morto di tumore."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/uomini\/rinaldelli.jpg\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p><strong>Alla Procura della Repubblica<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Presso il tribunale di Macerata.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>I sottoscritti sig.ri Andrea Rinaldelli, nato a Potenza Picena il 19\/08\/1955, Roberta Ciccarelli, nata a Civitanova Marche il 22\/03\/1954 residenti in Potenza Picena (MC), Viale Europa,28 genitori di Francesco Rinaldelli, nato a Recanati (MC) il 25\/9\/1983 e deceduto a Civitanova Marche il 16\/3\/2008, ex V.F.A. con il grado di caporale, matricola n. 00983003092 in organico presso la Fanteria Alpina dell\u20198\u00b0 Reggimento di Cividale del Friuli<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Premessa in fatto <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>In data 17.2.2004 il sig. Francesco Rinaldelli, nato a Recanati in data 25.9.1983, dopo essere stato sottoposto a visita medica di idoneit\u00e0 alle armi, veniva arruolato quale volontario in ferma breve, presso la Fanteria Alpina 8\u00b0 Rgt. Alpini di Cividale del Friuli con matricola n. 009830030392.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Veniva sottoposto alle seguenti vaccinazioni:<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>1)\u00a0 Antitetanica 1\u00b0 inocul. in data 24.2.2004;<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>2)\u00a0 Antimeningococcica mediante somministrazione di Mengevax in data 24.2.2004;<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>3)\u00a0 Antitifoidea mediante somministrazione di Vivotif in data 24.2.04 &#8211; 26.2.04 &#8211; 28.2.04;<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>4)\u00a0 Somministrazione di Morupar in data 24.2.2004.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Tali vaccinazioni risultano le prime tre rispettivamente dal libretto sanitario recante la data del 17.2.2004\u00a0 l\u2019ultima dal certificato sulla situazione vaccinale recante la data del 12.12.2005.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>A far data dall\u20191.6.2004 il sig. Francesco Rinaldelli veniva promosso al grado di caporale e trasferito, dopo i primi quattro mesi circa, al Petrolchimico di Porto Marghera come guardia di siti pericolosi. Quivi il compito assegnatogli dal comando era quello di sorvegliare gli ingressi, la banchina lungo la laguna e all\u2019interno dello stabilimento. Nei pressi di questo scorreva un canale denominato \u201cBretella\u201d ove frequentemente si potevano notare pesci morti che galleggiavano, fenomeno questo dovuto quasi certamente a infiltrazioni nel canale di sostanze chimiche provenienti dallo stabilimento industriale.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Inoltre, durante il servizio di pattugliamento, in certe zone dello stabilimento erano presenti cattivi odori dovuti quasi sicuramente a sostanze convogliate negli scarichi e, di qui, chiaramente inalati dai soggetti addetti alla sorveglianza del sito.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>In data 1\u00b0 novembre 2004, il caporal maggiore Rinaldelli, avendo notato delle difficolt\u00e0 respiratorie, si recava presso l\u2019Ospedale Umberto I di Mestre, ove, a seguito di accertamenti medici, gli veniva diagnosticato una linfoadenopatia sovraclaveare DX.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Vista la gravit\u00e0 del responso, a Francesco Rinaldelli venivano concesse due licenze per accertamenti medici in data 11 novembre 2004 e, infine, in data 6 dicembre 2004, egli veniva collocato in congedo assoluto. Tornato a casa e compiuti ulteriori accertamenti presso il nosocomio di Civitanova Marche, ad una prima diagnosi sulla base di esami parziali, Francesco Rinaldelli risultava essere affetto da linfoma di Hodgkin, variet\u00e0 sclerosi nodulare grado II in stadio IIA (coinvolgimento dei linfonodi dell\u2019ilo), secondo quanto certificato dal Dr. Centurioni in data 23 novembre 2004<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Successivamente, ad esami pi\u00f9 approfonditi, emergeva che la malattia di Francesco Rinaldelli era un linfoma di Hodgkin stadio IV (polmonare), diagnosticatogli in data 4 dicembre 2004.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel giugno del 2007 il sig. Francesco Rinaldelli inoltrava domanda per il riconoscimento dell\u2019indennizzo previsto dalla L. 24 febbraio 1992 n. 210, ma nelle more del procedimento dinanzi alla Commissione Medica Ospedaliera di Chieti per la convocazione dell\u2019interessato e l\u2019emissione del relativo giudizio sanitario, il ragazzo in data 16.3.2008 decedeva presso l\u2019ospedale di Civitanova Marche<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le cause efficienti e determinanti dell\u2019infermit\u00e0 contratta dal loro congiunto Francesco Rinaldelli durante il servizio militare sono da rinvenirsi nelle potenzialit\u00e0 lesive riconosciute ai vaccini somministratigli per via orale e iniettiva, in particolare nelle componenti di metalli pesanti, virus vivi attenuati ed eccipienti cancerogeni in essi contenuti; questi, unitamente all\u2019esposizione associata a tossici ambientali quali il benzene, il cloruro di vinile, l\u2019acido cloridrico, il mercurio ed altre sostanze tossiche con cui il militare era venuto a contatto nei mesi trascorsi presso il Petrolchimico di Porto Marghera, hanno determinato, a parere del consulente di parte Dott. Massimo Montinari, del quale si allega relazione medico-legale, l\u2019insorgenza della patologia a carico del sistema ematopoietico.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli odierni ricorrenti, con la presente domanda, intendono in primo luogo richiamare l\u2019attenzione su quanto osservato dal Prof. Nobile, oncologo e presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori &#8211; sezione di Siena &#8211; nella sua relazione alla Commissione senatoriale d\u2019inchiesta sull\u2019uranio impoverito e sulle altre cause di nocivit\u00e0 per i militari, riportata nella consulenza del Dr. Montinari, laddove lo scienziato distingue la pericolosit\u00e0 dei vaccini in quanto tali per le componenti in essi contenute ed elencate nei foglietti di accompagnamento (cosiddetti \u201cbugiardini\u201d) dalle potenzialit\u00e0 lesive riconosciute alle modalit\u00e0 con cui gli stessi vengono somministrati .<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Per quanto concerne il primo aspetto, si \u00e8 rilevata, fra le componenti dei vaccini, la presenza di antigeni vivi, agenti coniugati, conservanti, stabilizzanti e metalli pesanti quali l\u2019alluminio ed il mercurio, di cui il Prof. Nobile rilevava la circostanza che solo l\u2019Italia non l\u2019ha ancora vietato, estremamente tossici per la salute dei vaccinati <em>\u201cperch\u00e9 penetrano nell\u2019organismo con cibi, bevande, farmaci, aria respirata, per contatto e si accumulano in ossa, fegato, rene, sistema nervoso e<\/em><em> <\/em><em>grasso, bloccando importanti reazioni enzimatiche, alterando il metabolismo e gli scambi energetici fino a provocare malattie autoimmuni, tumori e malattie cronico-degenerative<\/em>, evidenziando, fra l\u2019altro, una condotta omissiva da parte delle Autorit\u00e0 sanitarie militari italiane nella mancata ricerca, raccolta e catalogazione dei casi di danni da vaccini in base all\u2019obbligo di denuncia previsto dalla L. 210\/92. Per quanto concerne l\u2019aspetto relativo alle modalit\u00e0 di somministrazione, in base alle analisi del Prof. Nobile, queste possono differire secondo la sede, il personale addetto, l\u2019osservanza delle norme prescritte per la conservazione dei vaccini alle temperature raccomandate (da sottozero a temperatura ambiente), per la loro inoculazione (singola e\/o contemporanea), per il rispetto sia degli intervalli obbligatori di tempo intercorrenti con le dosi di richiamo sia delle date di scadenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il dato allarmante verificato dal Prof. Nobile sui militari sottoposti alla sua osservazione \u00e8 consistito nella mancata compilazione, in nessuna delle schede vaccinali volontariamente esibite a Legatumori, della doverosa anamnesi vaccinale, cio\u00e8 a dire il mancato riscontro delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative gi\u00e0 effettuate dai militari dalla nascita alla data dell\u2019arruolamento e, di converso, la somministrazione, da parte degli organi militari, per urgenti esigenze di servizio, di diverse dosi vaccinali ad intervalli di tempo inferiori a quelli prescritti. Al riguardo, lo scienziato ha evidenziato come le prescrizioni circa le dosi di vaccino, le loro vie, le loro tecniche ed il loro calendario di somministrazione devono essere osservate rigorosamente perch\u00e9 si raggiunga un effetto prevedibile e valido e come tali prescrizioni risultino determinanti per il successo della vaccinazione o per il suo insuccesso con relativi danni alla salute come risulta dalla vastissima casistica mondiale in proposito, sottolineando i legami tra certe vaccinazioni e l\u2019insorgenza di cancri, leucemie e linfomi di Hodgkin e non Hodgkin ed aggiungendo come anche l\u2019Istituto \u201cMario Negri\u201d di Milano abbia appurato che, ad esempio, le vaccinazioni antipolio e antitbc facevano aumentare il rischio di linfoma LH e non LH.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Al riguardo, le considerazioni espresse dal Prof. Nobile in ordine alle modalit\u00e0 di somministrazione dei vaccini ed alla mancata compilazione dell\u2019anamnesi vaccinale trovano riscontro anche nel caso che ci occupa.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Difatti, quivi va in primo luogo segnalato che:<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>a) stando alle risultanze del libretto sanitario recante la data del 17.02.2004, il militare Francesco Rinaldelli \u00e8 stato sottoposto alla vaccinazione antitetanica (24.02.2004), antimeningococcica (24.02.2004) ed antitifoidea (24-26-28.02.2004);<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>b) stando alle risultanze del certificato sulla situazione vaccinale recante la data del 12.12.2005, egli \u00e8 stato sottoposto altres\u00ec al Morupar, sempre in data 24.02.2004, vaccinazione trivalente contro morbillo, parotite, rosolia, di cui nel libretto sanitario non compare la data di effettuazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Questi dati, oltre a suscitare leciti dubbi in ordine alle vaccinazioni effettivamente somministrate, stante la difformit\u00e0 emergente dai due documenti, mostrano comunque chiaramente l\u2019elevata concentrazione di vaccini inoculati al Rinaldelli in un arco temporale brevissimo e ravvicinato, ben 4 vaccini somministrati nella stessa giornata e, relativamente a quello antitifoideo mediante Vivotif, in ragione di tre compresse per giorno per tre giorni alterni, almeno a quanto risulta dal libretto sanitario e dal certificato vaccinale sopra citati, contemporaneamente agli altri vaccini, anzich\u00e9, come avrebbe dovuto essere somministrato, a distanza di 6-8 mesi dalle altre vaccinazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Invero, da testimonianze di commilitoni del sig. Francesco Rinaldelli e di altri militari, si \u00e8 potuta appurare la non veridicit\u00e0 delle attestazioni relative a tempi e modi di somministrazione dei vaccini, tra cui il Vivotif, ricorrendo in tutte le loro dichiarazioni il ricordo di non essere stati sottoposti a somministrazioni vaccinali in fasi distinte e successive.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Va rilevato inoltre, come la vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia sia stata effettuata mediante somministrazione del Morupar, vaccino ritirato dal mercato nel marzo 2006 a seguito della segnalazione del Dott. Montinari alla Commissione parlamentare d\u2019inchiesta nella seduta dell\u20191.12.2005 in ordine alla tossicit\u00e0 ed alla cancerogenicit\u00e0 del farmaco, oltre che alle reazioni allergiche ad esso riconnesse riportate nella nota dell\u2019Agenzia Italiana del Farmaco &#8211; Istituto Superiore di Sanit\u00e0 &#8211; Ministero della Salute del 16.3.2006.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>In merito alla vaccinazione antitifoidea si segnala a Codesto spett.le Ministero il tenore delle disposizioni approvate con il decreto 31 marzo 2003, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003, avente ad oggetto l\u2019aggiornamento delle schedule vaccinali e delle altre misure di profilassi per il personale militare, laddove per il servizio volontario sono previste solo le vaccinazioni anti meningococcica, antimorbillo, parotite e rosolia, antitetano, difterite e antipolio e anti epatite A e B, mentre la vaccinazione anti tifoidea \u00e8 prevista solo per il personale destinato ad operare fuori area, da applicarsi in relazione agli eventuali rischi identificati in area d\u2019operazione. Ora, bench\u00e9 l\u2019area cui \u00e8 stato destinato Francesco Rinaldelli, il Petrolchimico di Porto Marghera, sia area ad alta concentrazione di benzene e di altre sostanze tossiche, non si ravvisa obiettivamente alcun pericolo che imponesse l\u2019effettuazione di vaccinazione anti febbre tifoide.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma ancor pi\u00f9 grave ed effettivamente privo di alcuna giustificazione logica e giuridica si appalesa il mancato rispetto, da parte del Ministero della Difesa e degli ufficiali medici ad esso preposti, delle direttive in tema di vaccinazioni, nello specifico delle direttive approvate nel 2003 con un protocollo stilato d\u2019intesa fra il Ministero della Difesa ed il Ministero della Salute chiamato protocollo DIFESAN ove sono previste una serie di norme per la corretta somministrazione dei vaccini, ivi compresa la compilazione, da parte degli organi deputati, di una corretta e puntuale anamnesi informativa del soggetto sottoposto alle vaccinazioni e l\u2019acquisizione, dal medesimo soggetto, del \u201cconsenso informato\u201d in ordine alle possibili conseguenze sul piano organico.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>In tale protocollo \u00e8 stata prevista, fra le altre misure, l\u2019istituzione della cosiddetta \u201canagrafe vaccinale militare\u201d intesa a programmare correttamente le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi di salute del personale militare in relazione alle mutevoli esigenze operative ed epidemiologiche, monitorare <em>real time<\/em>, attraverso la creazione di un <em>database<\/em> unico, lo stato di copertura vaccinale dello strumento militare nazionale al fine di poter eseguire periodiche valutazioni farmacoeconomiche, poter assumere adeguate contromisure individuali e collettive in relazione all\u2019emergere di eventuali rischi biologici nazionali o internazionali, naturali e non, gestire correttamente i periodici richiami vaccinali indispensabili al mantenimento della copertura immunitaria di tutti i militari in servizio, implementare specifici atti immunoprofilattici addizionali\u00a0 necessari allo svolgimento di peculiari attivit\u00e0 di servizio, evitando reiterazioni di cicli vaccinali gi\u00e0 eseguiti e possibili rischi di iper immunizzazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ora, a fronte dell\u2019estrema puntualit\u00e0 delle norme e misure adottate nel citato protocollo dal Ministero della Difesa, che si \u00e8 premurato attraverso gli aggiornamenti apportati nel febbraio del 2008 di stabilire le modalit\u00e0 di conservazione dei preparati vaccinali e le controindicazioni all\u2019impiego dei vaccini, lascia a dir poco esterrefatti l\u2019assoluta superficialit\u00e0 con cui in realt\u00e0 viene gestito il servizio vaccinale da parte dello stesso Ministero.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel caso del soldato Rinaldelli, omologo a tanti altri, cosi come confermato nella relazione di chiusura della Commisssione Parlamentare d\u00ec inchiesta sull\u2019Uranio ed altri agenti, tra cui appunto le vaccinazioni, come si legge molto dettagliatamente nella stessa queste venivano effettuate in maniera non congrua alle direttive del protocollo (DIFESAN) anche per lo stesso Rinaldelli non vi \u00e8 la minima traccia di effettuazione della prescritta anamnesi vaccinale e dell\u2019acquisizione dell\u2019altrettanto prescritto consenso informato su tenore, quantit\u00e0, qualit\u00e0, effetti collaterali dei vaccini ad esso praticati.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Da ultimo si vogliono segnalare altres\u00ec le valutazioni espresse dal Dott. Luigi Mara nella relazione del 16.9.2010, secondo cui la grave patologia insorta nel caporale Francesco Rinaldelli deve ascriversi ai plurimi inquinanti costituenti l\u2019inquinamento di fondo del polo chimico di Porto Marghera ove il militare aveva svolto il proprio servizio per un tempo relativamente pi\u00f9 lungo rispetto ai tre mesi di routine, nonch\u00e9 alle elevate concentrazioni di sostanze tossi-cancerogene, con i relativi scarichi nell\u2019ambiente, dovute ad anomalie impiantistiche. Inoltre, sempre stando alle valutazioni del Dott. Mara, nel 2004, anno in cui il Rinaldelli ha prestato servizio presso il Petrolchimico, erano in funzione presso il detto sito industriale degli impianti per l\u2019incenerimento dei rifiuti tossici derivanti dalle produzioni ivi svolte, i precursori delle diossine e di altri pericolosi microinquinanti, elementi questi tutti che, unitamente ai metalli pesanti contenuti nei vaccini inoculati a Francesco Rinaldelli, hanno determinato effetti sinergici nella insorgenza della patologia neoplastica che ha condotto al decesso del ragazzo.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Alla luce di tutto quanto esposto in questa sede, dei documenti allegati alla presente domanda, nonch\u00e9 delle considerazioni espresse dal consulente Dr. Montinari, in particolare, delle correlazioni tra impiego di adiuvanti quali mercurio ed alluminio, di cui si \u00e8 riscontrata la presenza nei capelli, come emerge dall\u2019analisi minerale tissutale cui \u00e8 stato sottoposto Francesco Rinaldelli nel marzo 2007,fattori ambientali e insorgenza di leucemia mieloide, in base alle quali il consulente ha affermato che <em>\u201cl\u2019individuo pu\u00f2 rimanere asintomatico per tutta la vita, ma un incontro fortuito con un dato elemento, ad esempio un patogeno esterno, pu\u00f2 scatenare una risposta immunologica spropositata slatetizzando patologie su base immunitaria\u201d<\/em> a tal proposito tali considerazioni vengono evidenziate anche nella relazione finale \u00a0del progetto SIGNUM, ricerca effettuata dallo stesso Ministero della Difesa, in collaborazione con il Ministero della Salute, con la collaborazione di 4 universit\u00e0 Italiane, che appunto mettono in evidenza senza ombra di dubbio la pericolosit\u00e0 delle vaccinazioni qualora non si rispettassero tutte le norme. La salute e la tutela del Militare e un dovere che lo stato Italiano deve garantire, e gli Ufficiali devono sottostare a tale obbligo, chiedo a lei in qualit\u00e0 di garante della legge che approfondisca quanto da me riportato in questa nota, perseguendo coloro che contravvenendo alle leggi dello stato hanno provocato la malattia e la conseguente morte del Caporalmaggiore Francesco Rinaldelli, resto a sua disposizione per un incontro, onde fornirle tutti i chiarimenti, nonch\u00e8 i relativi documenti che lei riterr\u00e0 indispensabili, per avviare delle indagini che portino all\u2019accertamento della verit\u00e0 nonch\u00e9 le eventuali responsabilit\u00e0, anche di ordine penale, che a mio avviso si\u00a0 leggono in maniera chiara, nella relazione di chiusura della Commissione Parlamentare D\u2019inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito personale militare Italiano specificatamente da pag.96 a pag.119 parte riguardante la questione vaccini e vaccinazioni. Con la presente chiedo a codesta ill.ma A.G. che vengano perseguiti a norma delle leggi Italiane gli organi responsabili dall\u2019accaduto, in primis il Ministero della Difesa e quanti altri la S.vostra ravviser\u00e0 nell\u2019atto di denuncia. Chiedo a norma di legge di essere avvisato in caso d\u2019archiviazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Allego alla presente la Relazione di chiusura della Commissione Senatoriale D\u2019inchiesta sui casi\u00a0 di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale militare, approvata nella seduta del 9 gennaio 2013<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Con voto unanime.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Potenza Picena li 16\/marzo 2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In fede \u00a0\u00a0Rinaldelli Andrea.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ciccarelli Roberta<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Procura della Repubblica Presso il tribunale di Macerata. 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