{"id":7837,"date":"2019-01-05T21:48:42","date_gmt":"2019-01-05T21:48:42","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"5546d54b89e801d4bf108dc613b1ea46","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/01\/05\/5546d54b89e801d4bf108dc613b1ea46\/","title":{"rendered":"Emozionarsi a Recanati di fronte a L\u2019Infinito di Leopardi"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Emozionarsi di fronte a quella che &egrave; stata definita la poesia perfetta: <em>L&rsquo;Infinito <\/em>di Giacomo Leopardi. A Villa Colloredo Mels a Recanati, fino al 19 maggio, tutto questo &egrave; possibile grazie all&rsquo;esposizione straordinaria del manoscritto originale del componimento del poeta recanatese. Un grande appuntamento che rientra nella prima tranche degli eventi di &ldquo;<strong>Infinito Leopardi<\/strong>&rdquo;, i festeggiamenti in occasione dei 200 anni dal componimento della celebre poesia. Saranno due, infatti, i momenti che scandiscono il 2019 e che intendono sollecitare la necessit&agrave; di tornare a pensare all&rsquo;infinito e alle infinite pressioni dell&rsquo;uomo nella natura, tema portante e modernissimo del pensiero leopardiano.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Proprio il manoscritto rientra nella sezione &ldquo;<strong>Infinit&agrave;\/Immensit&agrave;. Il manoscritto<\/strong>&rdquo; a cura di <strong>Laura Melosi<\/strong>, direttrice della cattedra leopardiana presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Macerata, con la collaborazione di <strong>Lorenzo Abbate<\/strong>. Una vera e propria riscoperta del patrimonio leopardiano che, dopo anni, torna a disposizione della citt&agrave; e dei turisti, grazie anche a strumenti multimediali che ne accompagnano la visione, la comprensione e l&rsquo;approfondimento. Sono, inoltre, in mostra altri autografi leopardiani, originariamente parte della collezione di <strong>Prospero Viani<\/strong> (1812-1892), studioso di Leopardi e primo editore del suo epistolario.<\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>L&rsquo;Infinito a Recanati<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>Scritto nel 1819, <em>L&rsquo;infinito <\/em>&egrave; un componimento solo all&rsquo;apparenza semplice, costituito da quindici endecasillabi sciolti, in cui il pensiero dell&rsquo;autore si muove libero e flessuoso, sfruttando molteplici espedienti retorici che permettono una concatenazione dei concetti in un veloce e costante fluire del pensiero e della parola. Eppure tanta armonia compositiva, che &egrave; valsa all&rsquo;<em>Infinito<\/em> l&rsquo;ingresso in ogni antologia scolastica, si palesa in un anno della biografia di Leopardi particolarmente difficile e che lo vede ridotto alla quasi completa cecit&agrave;, impossibilitato allo studio e al pensiero, attanagliato da una disperazione profonda che lo port&ograve; a progettare una clamorosa fuga dal &laquo;natio borgo selvaggio&raquo;. &Egrave; Leopardi stesso a indicare quel 1819 come l&rsquo;anno della &laquo;mutazione totale in me&raquo;, anno in cui &laquo;privato dell&rsquo;uso della vista e della continua distrazione della lettura, cominciai a sentire la mia infelicit&agrave; in un modo assai pi&ugrave; tenebroso, cominciai ad abbandonar la speranza, a riflettere profondamente sopra le cose&raquo;. E proprio a queste traversie andrebbe ricondotta l&rsquo;origine pi&ugrave; intima dell&rsquo;<em>Infinito<\/em>, un componimento che in maniera implicita celebra la capacit&agrave; del pensiero di trascendere il reale e i limiti concreti della vita, fino a valicare monti, campi e a naufragare nell&rsquo;indeterminato e infinito spazio. Dell&rsquo;<em>Infinito<\/em> esistono due manoscritti: uno pi&ugrave; antico, conservato a Napoli e un secondo, che tramanda una versione testuale molto vicina alla definitiva, custodito invece a Visso ed esposto eccezionalmente nel museo di Recanati. Le correzioni che si osservano su questi manoscritti sono effettivamente minime, sostituzioni di singole parole, aggiustamenti di punteggiatura, ma investono e riguardano altres&igrave; concetti filosofici e letterari sottilissimi, per cui, anche la semplice mutazione di una virgola, gioca un ruolo fondamentale nella conoscenza e nella comprensione di questa &laquo;poesia perfetta&raquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;>La seconda esposizione ora in mostra a Recanati &egrave; &ldquo;<strong>Mario Giacomelli. Giacomo Leopardi, L&rsquo;Infinito, A Silvia<\/strong>&rdquo;, a cura di <strong>Alessandro Giampaoli<\/strong> e <strong>Marco Andreani<\/strong>, un viaggio alla scoperta dei rapporti tra letteratura e fotografia italiana del dopoguerra. Le celebrazioni continuano dal 30 giugno al 3 novembre con due mostre che ruotano intorno all&rsquo;espressione dell&rsquo;infinito nell&rsquo;arte, &ldquo;<strong>Infiniti<\/strong>&rdquo; a cura di <strong>Emanuela Angiuli<\/strong> e &ldquo;<strong>Finito, Non Finito, Infinito<\/strong>&rdquo; a cura di <strong>Marcello Smarrelli<\/strong>, per un percorso sensazionale dall&rsquo;epoca romantica a oggi. &ldquo;<strong>Infinito Leopardi<\/strong>&rdquo; &egrave; un progetto promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de L&rsquo;Infinito di Giacomo Leopardi, istituito dal Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali (MIBAC), con la partecipazione di Regione Marche, Comune di Recanati, Centro Nazionale Studi Leopardiani, Casa Leopardi, Centro Mondiale della Poesia e della Cultura e Universit&agrave; degli Studi di Macerata.<\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emozionarsi di fronte a quella che &egrave; stata definita la poesia perfetta: L&rsquo;Infinito di Giacomo Leopardi. 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