{"id":8157,"date":"2015-03-24T09:30:40","date_gmt":"2015-03-24T09:30:40","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"d25d65a151388279491bdbebf2e1e1e8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/03\/24\/d25d65a151388279491bdbebf2e1e1e8\/","title":{"rendered":"Fatti e misfatti al Consiglio comunale di Recanati dell\u2019altra sera"},"content":{"rendered":"<p>\n\tLo scorso 17 marzo il Consiglio Comunale di Recanati si &egrave; riunito per trattare alcuni importanti punti all&rsquo;o.d.g., tra questi, il Piano di razionalizzazione delle partecipate e il punto sull&rsquo;ospedale S.Lucia richiesto dalle minoranze.<br \/>\n\tIl Piano di razionalizzazione delle partecipate &egrave; stato portato in approvazione del Consiglio quale adempimento della L. n. 190\/2014 (Legge di stabilit&agrave;) che prevede l&rsquo;obbligo per gli enti locali di approvare un piano entro il 31 marzo. Questo ha significato fare la ricognizione delle societ&agrave; partecipate esistenti e valutare, in base ai criteri evidenziati nella normativa a seguito del Piano Cottarelli, quali potessero essere conservate e quali invece dovessero essere dismesse.<br \/>\n\t&lsquo;L&rsquo;intento del legislatore&rsquo; &ndash; osserva il presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Grufi &ndash; &lsquo;&egrave; quello di ridurre le partecipazioni degli enti locali, partendo dalle societ&agrave; strumentali, da quelle vuote o ancora di piccola entit&agrave; tali da non permettere all&rsquo;ente di esercitare alcun peso politico all&rsquo;interno della stessa. Per societ&agrave; strumentali si intendono quelle che non svolgono una attivit&agrave; corrispondente agli interessi istituzionali dell&rsquo;ente, un esempio potrebbe essere una societ&agrave; attraverso la quale si acquistano beni e servizi o una che eroghi servizi non indispensabili. Al contrario, le societ&agrave; vuote sono quelle senza personale o con personale ridotto e comunque minore come numero rispetto agli organi politici. Infine, per quote limitate presso alcune societ&agrave; si intende letteralmente la presenza residuale di un ente all&rsquo;interno di una compagine societaria, tale per cui non ha senso rimanervi poich&eacute; &egrave; nullo l&rsquo;apporto e il beneficio che possa ricavarne&rsquo;.<br \/>\n\tProsegue Grufi, &lsquo;Astea &egrave; fuori da questo processo poich&eacute; &egrave; una societ&agrave; che gestisce servizi pubblici di rilevanza economica a rete, quelli che in Europa si definiscono di interesse generale. Piuttosto, dovremo nei mesi prossimi tornare a parlare della societ&agrave; e delle trasformazioni interne alla luce delle gare di affidamento per alcuni servizi (principalmente gas) e del percorso obbligatorio per la gestione del s.i.i. Il Consiglio sar&agrave; la sede obbligatoria e pi&ugrave; congeniale per affrontare tali argomenti e sono sicuro che non mancheranno contributi dei singoli consiglieri&rsquo;.<br \/>\n\tPer quanto riguarda il punto sull&rsquo;ospedale, la discussione &egrave; stata lunga nonostante la commissione sanit&agrave; si fosse riunita la mattina stessa, alla presenza del Direttore Area Vasta 3 Macerata proprio per parlare della situazione della struttura del S.Lucia e del percorso in atto verso la piena realizzazione del Piano Socio Sanitario approvato dall&rsquo;Assemblea legislativa delle Marche.<br \/>\n\t&lsquo;Discussione opportuna e ricca di spunti. Ringrazio i consiglieri di minoranza per la richiesta di inserimento del punto all&rsquo;o.d.g. e il presidente della commissione sanit&agrave; Dott.ssa Mariani per il lavoro prezioso svolto in commissione. Le parole del Dott. Gigliucci in commissione hanno confermato un mio convincimento. E&rsquo; chiaro come la riforma sanitaria sia in corso. Per essere seri dobbiamo partire da una serie di dati, numeri e valutazioni scientifiche che ci consentono di affermare come il SSN gi&agrave; da qualche anno non era pi&ugrave; nelle condizioni di reggere. E&rsquo; una questione scientifica che trova le sue motivazioni nella fotografia della popolazione italiana e marchigiana, la quale ha una vita sempre pi&ugrave; lunga e per questo richiede prestazioni diverse, sempre maggiori e di qualit&agrave;. Ecco allora che la medicina degli ultimi anni, per queste ragioni e per la tecnologia che ha fatto passi da gigante, &egrave; profondamente cambiata, accompagnando e giustificando un processo di de-ospedalizzazione progressivo delle prestazioni (ambulatoriali). Accanto a questa motivazione c&rsquo;&egrave; quella economica, perch&eacute; a fronte della crescita dei bisogni c&rsquo;&egrave; stata una crescita esponenziale della spesa sanitaria, dovuta anche al fatto che in Italia non si spende di pi&ugrave; di altri paesi europei (confrontando la spesa con paesi come Gran Bretagna in percentuale di PIL vediamo che spendiamo meno) ma si spende male. La spesa eccessiva &egrave; stata determinata dalla moltiplicazione dei costi per l&rsquo;acquisto di beni e servizi, dalla moltiplicazione delle strutture ospedaliere, tutte con le medesime prestazioni, con un numero importante di reparti e dirigenti, con bilanci non controllati. Queste considerazioni hanno portato a comprendere intanto come le esigenze siano cambiate, spostando l&rsquo;attenzione verso i servizi territoriali, lavorando per la vera integrazione socio-sanitaria attraverso la costituzione della Casa della Salute, dall&rsquo;altro a condividere la necessit&agrave; di riconvertire strutture esistenti, di razionalizzare i costi e migliorare l&rsquo;efficienza delle strutture ospedaliere, di garantire la continuit&agrave; assistenziale e l&rsquo;appropriatezza delle prestazioni, avendo come obiettivo la cura della persona e la sua completa presa in carico. Insomma, un modo diverso di concepire la sanit&agrave;, pi&ugrave; snello, vicino al cittadino e capace di comprenderne le esigenze. Questo percorso per&ograve; non &egrave; completato, ecco perch&eacute; oggi ci sono difficolt&agrave; e molti accusano disfunzioni proprio per il fatto che solo parte della riforma ha trovato luce. Ora per&ograve; a Recanati sono iniziati i lavori al S.Lucia per la nuova Dialisi, per la riqualificazione della struttura, lo spostamento del Poliambulatorio e la nascita della Casa della Salute. A questi 1.250.000,00 Euro seguiranno poi gli altri a completamento degli interventi previsti qualche anno fa. Dobbiamo quindi avere fiducia affinch&egrave; questo percorso possa completarsi quanto prima. Ognuno deve fare la sua parte, a cominciare dai MMG i quali sono il perno per l&rsquo;avvio della Casa della Salute. Intanto credo sia importante ringraziare il sindaco per l&rsquo;atteggiamento responsabile che ha sempre tenuto in questi anni, senza alzare bandiere legate al campanile. Allo stesso modo, mi piace ringraziare chi ha lavorato silenziosamente perch&eacute; questo percorso fosse avviato e avesse poi una continuit&agrave;. Mi riferisco al consigliere regionale Luca Marconi. Spero che il Consiglio Comunale abbia in futuro la capacit&agrave; di valutare lo stato attuale del SSN e regionale e quindi di essere propositivo, anche con determinazione, verso la Regione Marche, ma sempre consapevole che il percorso in atto &egrave; irreversibile. La politica deve fare la sua parte a tutti i livelli, altrimenti rischiamo che il percorso rimanga a met&agrave; e questo sarebbe l&rsquo;errore pi&ugrave; grave&rsquo;.<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 17 marzo il Consiglio Comunale di Recanati si &egrave; riunito per trattare alcuni importanti punti all&rsquo;o.d.g., tra questi, il Piano di razionalizzazione delle partecipate e il punto sull&rsquo;ospedale S.Lucia richiesto dalle minoranze. 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