{"id":8269,"date":"2017-11-26T12:29:31","date_gmt":"2017-11-26T12:29:31","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"c6e1aa635a4a7b3aa8f38fdca2bd8fdd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2017\/11\/26\/c6e1aa635a4a7b3aa8f38fdca2bd8fdd\/","title":{"rendered":"Festa per i vent&#8217;anni di Don Rino nella parrocchia di Cristo Redentore."},"content":{"rendered":"<p>\n\t<strong>Doppia festa oggi nella Parrocchia di Cristo Redentore a Villa Teresa. Oltre alla cerimonia della cresima che ventisei ragazzi, hanno ricevuto dal vescovo Nazareno Marconi, i parrocchiani, hanno voluto ricordare i venti anni dell&rsquo;arrivo, nella loro chiesa, del&nbsp; parroco don Rino Ramaccioni. Hanno fatto coincidere i due eventi proprio perch&eacute; il &ldquo;grazie&rdquo; che essi desideravano rivolgere a questo prete coraggioso e vero, potesse venire a conoscenza di pi&ugrave; persone possibili. Don Rino infatti &egrave; molto amato e stimato per la sua attenzione verso coloro che non compaiono nelle boriose classifiche umane e che abitano nelle pi&ugrave; sperdute periferie del mondo, senza dimenticare i poveri di casa nostra. Alla Caritas da lui ospitata, tutti possono trovare un pezzo di pane fresco o un abito da indossare.&nbsp; E&rsquo; amato da tutti inoltre, per la sua instancabile battaglia per la pace e per quella sua libert&agrave; interiore che nessuno pu&ograve; violare e della quale Dio &egrave; la sorgente e il garante. Non disdegna il ruolo del &ldquo;don Camillo&rdquo; cos&igrave; come non ama la vita di solitudine del &ldquo;curato di Bernanos&rdquo;. Egli &egrave; dinamicit&agrave; e vita spesa per gli altri e con gli altri. Gli &egrave; stata consegnata, alla presenza del vescovo, una targa accompagnata da una commovente lettera di ringraziamento, manoscritta su pergamena.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>A don Rino i migliori auguri.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>26 NOVEMBRE 2017<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>&ldquo;&rdquo;Carissimo don Rino,<\/strong><\/p>\n<p>\n\t<strong>venti anni fa, sei arrivato in mezzo a noi, con le tue poche cose, ma con un carico incredibile di ricchezza spirituale, di umanit&agrave; e di quel senso squisito di Dio che vedevi nei poveri, negli emarginati, negli ultimi e in quelli che non contano. Ed &egrave; per questo che ti abbiamo amato ed apprezzato subito. Perch&eacute; ci hai aperto gli occhi, su di un mondo per noi troppo lontano: quello della povert&agrave;. Perch&eacute; ci hai fatto capire che Ges&ugrave; nudo &egrave; in ogni nudo, e che Ges&ugrave; sofferente &egrave; in ogni sofferente. Ci hai fatto davvero vergognare quando ci hai detto che il grido del povero sale fino a Dio, ma non arriva alle orecchie dell&rsquo;uomo. Ci hai insegnato la carit&agrave; e l&rsquo;amore con la naturalezza e con il fascino delle cose vissute in prima persona. Ed &egrave; con questo spirito cristiano dell&rsquo;uomo che cerca Dio nell&rsquo;uomo, che siamo andati avanti per venti lunghissimi anni, durante i quali, non sono mancate delusioni ed incomprensioni, ma come un fratello maggiore ed amico, ci hai amati cos&igrave;, come siamo. E noi non finiremo mai di esserti riconoscenti perch&eacute; hai guidato, col dialogo e con la comprensione, questa nostra comunit&agrave; determinata nella critica ma sonnolenta nella fede. Perch&eacute; pur restando sempre ancorato alle radici di apostolo della Chiesa, hai saputo rinnovarti e mantenerti nella perenne giovinezza di chi appartiene all&rsquo;eternit&agrave; di Dio. Perch&eacute; sei stato capace di far rientrare le mura di questa improbabile chiesa, nella propria definizione: la casa di Dio. Perch&eacute; hai sostenuto il peso dei nostri limiti umani, obbedendo ad un unico motivo dominante: l&rsquo;amore. Grazie per quello che hai fatto e per quello che farai per noi. Dalle piccole alle grandi cose. Tutte preziose. Grazie per la commozione che ci trasmetti quando ci racconti della muta felicit&agrave; di un lebbroso a cui siamo riusciti a costruirgli una piccola casa. Grazie per quando ci fai partecipi del sorriso riconoscente, di quei bambini dell&rsquo;India lontana, che finalmente possono mangiare una volta al giorno. Grazie per quel pezzo di pane fragrante di carit&agrave; che sai offrire sempre, ai poveri di casa nostra che arrivano a te con&nbsp; i volti velati di umiliazione. Grazie anche per quella scena tenerissima dei bambini che raduni attorno all&rsquo;altare durante le tue Messe, facendoci respirare il profumo buono dell&rsquo;innocenza. Grazie per quel suono, all&rsquo;unisono col tuo cuore, di quelle campane a morto che accompagnava il cadere degli alberi ed interpretava anche la sofferenza di ognuno di noi. Grazie per la tua aria scanzonata di quando chiami le parrocchiane con cui sei pi&ugrave; in confidenza &ldquo;zz&eacute;nghere e vergare&rdquo; e quando butti dal letto i ragazzi durante i ritiri, col suono strampalato della tua fisarmonica. Ma soprattutto grazie, perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; stata nessuna, delle tue colorite prediche, che non ci abbia risvegliato l&rsquo;entusiasmo verso le realt&agrave; della fede.<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>Rispettosamente<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t<strong>I TUOI PARROCCHIANI&rdquo;&rdquo;<\/strong><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doppia festa oggi nella Parrocchia di Cristo Redentore a Villa Teresa. Oltre alla cerimonia della cresima che ventisei ragazzi, hanno ricevuto dal vescovo Nazareno Marconi, i parrocchiani, hanno voluto ricordare i venti anni dell&rsquo;arrivo, nella loro chiesa, del&nbsp; parroco don Rino Ramaccioni. 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