{"id":8896,"date":"2019-09-09T08:16:06","date_gmt":"2019-09-09T08:16:06","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"242416fd09d16d5371a75b1c41339afc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2019\/09\/09\/242416fd09d16d5371a75b1c41339afc\/","title":{"rendered":"Giacomo Leopardi e i suoi piatti preferiti"},"content":{"rendered":"<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Forse era, come lo definiscono molti critici letterari, pessimista dal punto di vista filosofico, ma Giacomo Leopardi a tavola di certo era un gran buongustaio. Almeno stando all&rsquo;elenco dei 49 &ldquo;desiderata&rdquo;, e cio&egrave; di quelle pietanze succulenti che lui ha scritto quando era a Napoli e che oggi sono conservate nella Biblioteca Nazionale partenopea. Nella casa napoletana di Villa Ferrigni, posta alle pendici del Vesuvio, poi nota come &ldquo;Villa delle Ginestre&rdquo;, c&rsquo;era un cuoco di nome Pasquale Ignarra che appunto cucinava appositamente per il poeta i cibi che pi&ugrave; preferiva. L&rsquo;elenco offre un men&ugrave; super: dai tortellini di magro alla farinata di riso, vari tipi di frittelle, gli gnocchi, piatti di verdura assortiti, polpette, pesce e fegatini. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>E se l&rsquo;elenco vi ha fatto venire l&rsquo;acquolina in bocca, nessun problema perch&eacute; a soddisfare curiosit&agrave; e palato ci pensa Maria Savoretti, dell&rsquo;albergo-ristorante &ldquo;La Ginestra&rdquo; (e poteva chiamarsi diversamente?) di Recanati, che &egrave; venuta in possesso di quel men&ugrave; caro a Leopardi e che oggi lo offre ai recanatesi e ai turisti. Gi&agrave; all&rsquo;epoca dei festeggiamenti, all&rsquo;indomani dell&rsquo;uscita sul grande schermo del film di Mario Martone sulla vita giovanile di Leopardi, &ldquo;Il giovane favoloso&rdquo;, Maria in cucina e Claudio Massaccesi (suo marito) e il cognato Sandro in sala hanno proposto con grande successo alcune di queste ricette. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t<span style=font-size:14px;><strong>Non c&rsquo;&egrave;, naturalmente, la minestrina, quel &ldquo;cibo negletto, e vile, degno d&rsquo;umil villano&rdquo; che non piaceva affatto al giovane conte Giacomo Leopardi, cos&igrave; come anche oggi fa la gran parte dei bambini, ma la cucina dell&rsquo;albergo &ldquo;La Ginestra&rdquo; di Recanati ripropone, a richiesta dei suoi clienti, alcune di quelle prelibatezza dopo aver fatto un&rsquo;accurata ricerca sugli ingredienti di quei piatti e su come venissero realizzati a suo tempo. Il men&ugrave; prevede una serie di degustazioni di portate a base di frittelle di mele e pere, zucca, ricotta e latte fritto accompagnato da un&rsquo;insalatina di selleri per finire con i pi&ugrave; classici frapp&egrave; e bign&egrave;. Dopo l&rsquo;antipasto si passa ad un assaggio di ravaiuoli al butirro e di gnocchi di polenta e per secondo, fegatini e polpette, insalata ripiena di carne presentata con erbe strascinate e pur&egrave;e di fagiuoli. <\/strong><\/span><\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse era, come lo definiscono molti critici letterari, pessimista dal punto di vista filosofico, ma Giacomo Leopardi a tavola di certo era un gran buongustaio. Almeno stando all&rsquo;elenco dei 49 &ldquo;desiderata&rdquo;, e cio&egrave; di quelle pietanze succulenti che lui ha scritto quando era a Napoli e che oggi sono conservate nella Biblioteca Nazionale partenopea. 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