{"id":9471,"date":"2015-05-25T22:16:28","date_gmt":"2015-05-25T22:16:28","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"3195eb84681440790a719ba454edfc40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioerre.net\/index.php\/2015\/05\/25\/3195eb84681440790a719ba454edfc40\/","title":{"rendered":"GUFI O SEMPLICEMENTE LUNGIMIRANTI?"},"content":{"rendered":"<p>\n\tL&#39;Ordine dei geologi delle Marche, denuncia che il 99% dei comuni delle Marche &egrave; interessato da dissesti, con il 19% (1.600 kmq) di territorio a rischio idrogeologico (42.522 le frane censite), 190 kmq a rischio esondazione e 6 kmq a rischio valanghe. Dal&nbsp;2011 ad oggi si contano danni al territorio pari a 800 milioni di euro.<\/p>\n<p>\n\tRecanati non &egrave; esente, lo abbiamo visto con le voragini aperte in questi giorni dalle piogge primaverili e lo abbiamo visto nel 2011 e ne 2014 in zona san Francesco dove eventi franosi hanno causato notevoli danni. Il problema spesso &egrave; l&rsquo;eccessiva cementificazione che impermeabilizza il terreno che non riesce pi&ugrave; a ricevere l&rsquo;acqua e il taglio delle piante che con le loro radici riuscirebbero a trattenere i terreni. <strong>All&rsquo;inizio di gennaio il Movimento 5 Stelle ha protocollato una mozione che riguardava proprio il consumo del suolo e conteneva una moratoria sulle nuove costruzioni: al successivo consiglio comunale&nbsp;la maggioranza l&rsquo;ha bocciata all&rsquo;unanimit&agrave;:<\/strong> le stesse persone che adesso vi promettono che se arriveranno in Regione metteranno mano al problema!<\/p>\n<p>\n\tI residenti di Via Beato Benvenuto, giustamente preoccupati, hanno richiesto anni fa uno studio e all&rsquo;ufficio tecnico &egrave; depositato il materiale risultante da questo studio (che tra l&rsquo;altro &egrave; stato gi&agrave; pagato) e tutte le tavole che spiegano e dimostrano come i problemi di questi giorni si ripresenteranno ad ogni pioggerella, finch&eacute; il problema non verr&agrave; risolto. A questo punto viene innanzitutto da chiedersi chi e perch&eacute; diede la concessione ad edificare in luoghi dove non era il caso di costruire, ma ormai il danno &egrave; fatto e si pu&ograve; solo correre ai ripari cercando di mettere in atto quelle opere di prevenzione necessarie ed urgenti. Tra il 2001 e il 2004 &egrave; stato redatto il PAI (Piano stralcio per l&#39;Assetto Idrogeologico): obiettivo prioritario del Piano &egrave; la riduzione del rischio entro valori compatibili con gli usi del suolo in atto, in modo tale da salvaguardare l&rsquo;incolumit&agrave; delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti. Tuttavia avere un piano e non fare nulla in proposito, equivale a non averlo e\/o ad aver buttato soldi per studi e progettazione delle soluzioni. E&rsquo; compito del Comune provvedere alla recimazione e alla creazione di trincee e pozzi profondi: i cittadini devono poter stare tranquilli senza temere per la propria incolumit&agrave; ogni volta che piove. Gli studi sono stati fatti, le soluzioni individuate, il costo preventivato: chiediamo al comune di reperire i fondi necessari per fare un&rsquo;opera di PREVENZIONE, ricordando che andare ogni volta ad attappare buchi per pagare i danni fatti dall&rsquo;acqua, costa il doppio o molto di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>\n\tOvviamente anche la Regione deve prendersi carico di questa situazione cos&igrave; come si prende carico, peraltro in maniera del tutto inadeguata, al problema dell&rsquo;erosione delle coste elargendo ogni anno centinaia di migliaia di euro senza per altro mai arrivare alla soluzione del problema. Evitare catastrofi e calamit&agrave; dovrebbe essere una priorit&agrave;, eppure dal 2004 ad oggi nulla &egrave; stato fatto: i soldi ci sono ma andrebbero dati a persone competenti che risolvano il problema una volta per tutte e non agli amici degli amici che guadagnano sul fatto di NON sistemare mai le cose: una volta risolto il problema, non ci sarebbe pi&ugrave; da &ldquo;mangiare&rdquo;. Qualcuno avr&agrave; la compiacenza di rispondere al nostro appello?<\/p>\n<p>;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#39;Ordine dei geologi delle Marche, denuncia che il 99% dei comuni delle Marche &egrave; interessato da dissesti, con il 19% (1.600 kmq) di territorio a rischio idrogeologico (42.522 le frane censite), 190 kmq a rischio esondazione e 6 kmq a rischio valanghe. 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