Non è per nulla in discesa la strada per ottenere dal Ministro all’ambiente Galletti i contributi necessari per risanare e riqualificare, per una spesa che si aggira sui 6 milioni, tutta l’area del Colle Leopardiano interessato da decenni da uno smottamento a valle del terreno che ha provocato, alla struttura, segni evidenti di cedimento.
L’incontro, però, con il Ministro, ci dice il recanatese Luca Marconi, capogruppo regionale dell’Udc, è servito “ad indicarci le tre strade che possiamo percorrere: una è quella di procedere alla predisposizione di un progetto esecutivo con tutte le indagini geologiche la cui spesa è completamente a carico dell’Ente sul bilancio ordinario. Fatto questo, il progetto va presentato in Regione che classifica questa area con parametri precisi previsti per legge, riconoscendone la gravità, che si misura in base a quello che ci sta intorno, in modo particolare le abitazioni, e se è collocata in un punto strategico.”
Il Colle da’ sulla ex strada provinciale 77, quindi arteria strategica e di grossa comunicazione per la città per cui “se lì frana, aggiunge Marconi, la città è isolata e quindi l’argomento del punto strategico c’è. Di frane già ce ne sono state tre e la zona è ricca d’acqua oltre alle abitazioni, che stanno intorno, a casa Leopardi per tutta la storia artistica del colle e poi il convento di Santo Stefano per cui il danno eventuale potrebbe essere particolarmente grave. D’altra parte la logica oggi dei rischi ambientali è quella di anticiparli senza aspettare il disastro in modo che si interviene quando costa di meno e quando l’intervento evita la calamità.”
L’altra strada è quella della cultura e dell’ambiente per il valore simbolico che il Colle dell’Infinito indubbiamente ha e per questo è necessario un accordo tra il Ministro all’ambiente e quello alla cultura.
Alla fine, la terza ipotesi, è quello che, in vista del bicentenario della composizione della celebre lirica “L’Infinito”, che cade nel 2019, “ci possa essere anche una legge, un articolo di una finanziaria, che preveda un intervento ad hoc per il Colle dell’Infinito, ipotizza infine Marconi. Cosa assolutamente legittima anche se un po’ più difficile sul piano politico anche se di richieste di questo tipo in Italia non ce ne sono tante.”
Non c’è che sperare a questo punto nella conquista nel 2018 di Recanati del titolo di capitale della cultura italiana che permetterebbe di aprire qualche porta in più.
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