
Nota della civica “Uniti per Porto Recanati”. Il fatto che la discussione in Consiglio Comunale sulle armi ai Vigili Urbani avrebbe sollevato questioni di opportunità e di coscienza era piuttosto scontato, rimaneva la curiosità di vedere con quale funambolica acrobazia politica il Sindaco ed i consiglieri di area U.D.C. avrebbero digerito le “belle” pistole proposte dall’Assessore alla Sicurezza del P.d.L..
Sì, perché l’armamento dei Vigili Urbani altro non è che un’iniziativa propagandistica imposta alla maggioranza col ricatto della sfiducia, dall’aspirante “sindaco in mimetica”. E’ chiaro che le pistole nulla possono laddove per anni si sono creati terreni fertili per la delinquenza con la scusa dello sviluppo e con politiche di falso benessere.
Ieri sera a tutti i presenti è risultato evidente che la questione era posta in questi termini “o la pistola ai Vigili … o la poltrona cade”.
E così è accaduto che, dopo aver dichiarato di essere stata da sempre contraria alle armi, il Sindaco ha tradito la propria coscienza e si è piegata al ricatto politico.
Insomma, la Dott.ssa Ubaldi ha optato per la poltrona e, senza un filo di vergogna né alcun tentennamento, ha indossato i panni della transfuga.
Non solo, per aggradare Sirocchi, proprio nel mentre compiva il triplice salto mortale con cui rinnegava le proprie convinzioni, ha dovuto anche inscenare una per nulla convinta accusa alle posizioni di coloro i quali, dai banchi dell’opposizione con coerenza e dignità, difendevano i medesimi principi ed assunti che il Sindaco aveva appena svenduto sul mercato della “ragion politica”.
Alla fine c’è stato anche spazio per un meraviglioso esempio di viltà politica quando, sempre il Sindaco, per togliersi dall’impiccio si è inventata la balla che la scelta di dotare gli agenti di P.M. di armi da fuoco era la risposta ad un’espressa richiesta formulata dal corpo.
Insomma si và in guerra perché i generali lo chiedono, peggio di così solo Ponzio Pilato.
Vorremmo concludere rifacendoci ad un principio che vale sia dal punto di vista laico che cattolico: nei casi in cui si impongono scelte di coscienza avendo consapevolezza di ciò che è bene, se essa viene colpevolmente disattesa è senz’altro compromessa la propria dignità.
Uniti per Porto Recanati