Il fascino del libro resiste ad internet

INTERNET E IL LIBRO. Nota di Girio Marabini. Oggi i media , il potere economico, ma anche lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione spingono le scuole verso un uso massiccio di internet e delle nuove tecnologie. Si pensi al progetto classe 2.0, alle stesse iscrizioni che si stanno svolgendo  solo on-line, ai libri di testo che dall’anno scolastico 2014/2015 con gradualità saranno esclusivamente in formato elettronico o in forma mista. E’ il segno dei tempi. Certamente le nuove tecnologie didattiche costituiscono un ambito didattico capace di razionalizzare l’apprendimento e di innovare il processo di formazione. E’ tuttavia vero che occorre accostarsi alle nuove tecnologie con attenzione e cautela, senza eccessiva enfasi. Mantenere la cultura del libro è nei fatti  essenziale: un buon libro spesso è quello che ci vuole, se si vuole approfondire le proprie conoscenze. Gli aspetti positivi di un libro rimangono inalterati, per la facilità e immediatezza della lettura , per lo sviluppo della immaginazione e della creatività del lettore. E’ comunque una evidenza che nonostante la possibilità dell’e-book o di testi multimediali ed interattivi, gli studenti preferiscono ogni volta stampare o fotocopiare il testo che si “recupera” da internet. Vi è un altro aspetto di cui tener conto: la bontà dello strumento dipende dall’uso che se ne fa. L’uso di internet per lo studio e per il lavoro secondo  esigenze di ricerca e di comunicazione risulta efficace e produttivo, naturalmente avendo verificato la correttezza dei contenuti, che non sempre sono “scientificamente” provati. Quando  al contrario internet viene usato magari solo per il gioco o per la  ricerca di amicizie virtuali o per “navigare per ogni dove” senza il dovuto controllo dei genitori o degli insegnanti, lo strumento può comportare pericoli e produrre effetti estremamente negativi. Un tempo si parlava di video dipendenza oggi anche di cyberdipedenza. Tali dipendenze, unite all’uso massiccio dei video-giochi, possono assorbire interamente il tempo dei giovani  riducendo in modo preoccupante quello che essi dovrebbero invece dedicare allo studio. Senza poi considerare i possibili danni alla salute che l’esposizione prolungata  allo schermo  potrebbe causare. Il pedagogista N.Filograsso nel suo testo ” Dilemmi dell’Educazione nella società acentrica,” (edizioni Quattroventi) , Urbino, scrive “(…) internet non sarebbe internet se non si espandesse e per farlo ha bisogno di “clienti” a tempo pieno, stante la sua promessa totalizzante di ingoiare nel cyberspazio il bene e il male dell’intera umanità, i suoi piaceri, le sue angosce, le sue produzioni , i suoi business, i suoi svaghi…” (pag.140). Le tante amicizie virtuali  poi che possono essere fatte su internet non sono certo sufficienti a risolvere il problema della solitudine,  condizione o sentimento che purtroppo provano molti giovani oggi. Certamente esse non possono sostituire il calore umano della vicinanza con gli amici reali… Infine la velocità con cui si “bruciano” le notizie e le cronache in internet è stata, a mio avviso, concausa della disaffezione da parte di tanti giovani allo studio della storia. Con tutto questo non  si vuole certamente demonizzare internet e le nuove tecnologie, si vuole semplicemente ricondurle  ad una natura più “umana “. Internet e le nuove tecnologie vanno considerati cioè semplicemente come ulteriori e formidabili strumenti a disposizione dell’uomo per il suo progresso, insieme ad una buona biblioteca.

Lascia un commento