il fienile protestante: un contributo alla lettura del dipinto

Sono il Prof. Saverio Ciarcia ed insegno presso la Facoltà di Architettura della Federico II di Napoli. Di recente, ho accompagnato un gruppo di laureati partecipanti ad un corso di formazione post-laurea a Recanati: la sera del 9 luglio, grazie alla cortese disponibilità del direttore dott. Perticarini, abbiamo effettuato una visita al Museo Civico di Villa Colloredo Mels. Al termine della visita museale, ho chiesto una copia del voluminoso catalogo, relativo al dipinto “Il Fienile Protestante”, attribuito a Van Gogh. Tornato a casa ho letteralmente “divorato” il catalogo. Senza entrare nel merito della controversa attribuzione (non ne avrei la competenza), vorrei esporre qualche breve osservazione sulla materiale lettura del dipinto e sulle ricostruzioni tridimensionali, con ombre, allegate: c’è qualcosa che, sulla base dei miei ricordi (ormai piuttosto stagionati) di prospettiva conica lineare e di alcune conoscenze di “tecnica pittorica”, non mi convince del tutto. Le osservazioni sono accompagnate da una serie di annotazioni grafiche allegate al messaggio.

Si legge a pag. 80 del catalogo (par. 19.5) “Nel laghetto posto all’angolo sinistro della tela ci aspetteremmo che fosse riflesso l’ovile sulla sinistra. Ma così non è.” ; più avanti: “… essendo l’ovile posto lungo la stessa linea d’orizzonte del portone trabeato …”; infine:”Eppure l’ovile/autoritratto non solo non è rappresentato, ma anzi sostituito implausibilmente con il muro che gli sta dietro”.

Ora, a me pare:

– che l’ovile non sia sullo stesso piano, in profondità, del deposito con il carro ricoverato all’interno, ma ben più indietro, come mostra la diversa linea di attacco a terra delle due facciate (v. fig. 001/b , linee 1 e 2; con “P” è indicato il punto di fuga centrale e con “S” lo spigolo dell’ovile);

– che esso non debba essere fortemente ma innaturalmente ruotato rispetto agli altri corpi di fabbrica, come riportato nei rendering ricordati (v. fig. 005/b, dato che le linee di imposta dei fabbricati, attacco a terra, imposta delle falde e colmi, sono esattamente parallele (v. fig. 001/b);

– che la sua copertura sia a quattro falde (o quantomeno a tre, dato che non si vede l’estremo sinistro) e sembra mancare la parte di raccordo finale tra la falda lunga e quella di testata, in corrispondenza della porta di accesso più alta (immagino per le persone addette alla pulizia);

– che l’osservatore non possa essere in asse al portone centrale, ma spostato a sinistra  verso il lato sinistro del portone trabeato con il carro ricoverato, come si evince dal fatto che è visibile solo il lato sinistro, in profondità, dell’androne centrale, mentre risultano appena visibili entrambe le falde della copertura più alta sotto la torre; ;

– che l’ovile sia invece riflesso nello “stagno”; si nota in particolare il triangolo scuro della parte di falda “mancante” (v. fig. 002, ove i due elementi sono sottolineati in ciano); nella stessa immagine ho segnalato la linea corrispondente alla spigolo del corpo di fabbrica dell’ovile, come mostra chiaramente la piega che descrive l’ombra portata dal corpo bianco anteriore di destra);

– che il riflesso rossastro nello stagno non sia quello del muro posteriore di chiusura, ma, praticamente coincidente con esso, quello della copertura dell’ovile, in quanto le due strutture (facciata lunga e falda dell’ovile e muro posteriore sono su piani diversi in profondità, sicché, mentre in prospettiva il profilo del muro “sovrasta” l’ovile, nel riflesso l’ovile “copre” praticamente l’immagine del muro posteriore arretrato (v. fig. 006, sezione sintetica disegnata in basso);

– che nelle ricostruzioni tridimensionali con le ombre, le ombre stesse dovrebbero essere ben più inclinate verso sinistra (naturalmente le correzioni da me proposte sono molto approssimative ed andrebbero meglio verificate).

Mi sembra utile all’ampio dibattito innescato dalla mostra esporre queste mie osservazioni, peraltro già inviate, purtroppo finora senza riscontro, anche al dott. Perticarini, al quale chiedevo un parere, magari anche sulle eventuali inesattezze , dovute solo alla tipica passione di tutti i “dilettanti”.

Cordiali saluti

Saverio Ciarcia

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