Il giovane favoloso nelle sale cinematografiche di Francia. Ottima accoglienza della critica

In una nota il Comune rimarca come una accoglienza migliore non poteva avere in Francia, Il Giovane Favoloso, il film del regista Mario Martone sulla vita di Giacomo Leopardi. Molti i consensi della critica d'oltralpe. Secondo Le Monde, Il giovane favoloso è: "Magnifico ritratto di un geniale poeta e filosofo",  "Raramente i registi riescono altrettanto nel trasmettere agli spettatori lo spirito originale di un'opera letteraria". Libération scrive: "Dolce e realista biografia del Rimbaud italiano", "L'incredibile interpretazione di Elio Germano ne rappresenta la reincarnazione". Les Inrockuptibles dice: "Artista maledetto come Rimbaud, morto alla stessa età", "Martone evita il rischio di scadere nell'accademismo", "Felliniano". Per Télérama è un "bel film classico". Per Positif (da ALLOCINE): "Tra regista e direttore della fotografia esiste un'osmosi continua, grazie a cui l'immagine è costantemente portatrice di senso".

Pubblichiamo l'artico apparso sul corriere delal sera a firma di Ernesto Galli della Loggia

Il Leopardi «incompreso»,
ma solo da Martone

Galli della Loggia: «Il guaio dei registi, attori, cantanti italiani non è tanto quello di fare spesso cose mediocri: è quello di sparare a ogni occasione giudizi su cose di cui ignorano tutto»

di Ernesto Galli della Loggia

Il guaio dei registi, attori, cantanti italiani non è tanto quello di fare spesso cose mediocri: è quello di sparare a ogni occasione giudizi su cose di cui ignorano tutto. Di pontificare a destra e a manca: in specie se si tratta di politica, di storia, di letteratura, e cose affini.

Ultimo, ieri su Le Monde , Mario Martone, di cui sta per uscire in Francia l’ultimo film, Leopardi, il giovane favoloso . Il quale Martone alla prosopopea ignorante aggiunge il solito omaggio servile verso gli stranieri, che è tipico del semicolto italiano quando è ammesso finalmente a frequentarli. Ed eccolo dichiarare innanzi tutto che a lui l’Ottocento interessa al fine di contrastare, a proposito del Risorgimento, «la retorica bugiarda ereditata dal fascismo» (un’impresa davvero da precursore e davvero coraggiosa!). Non parliamo di Leopardi, «letto sì nelle nostre scuole», ammette, ma senza che se ne illustri «lo spirito ribelle». E perché? Ma è chiaro: «Per un Paese cattolico come il nostro riconoscere che il nostro più grande poeta era un ateo non va bene» (parole adeguatamente messe in esergo da Le Monde , come ovvio). Leopardi, insomma, secondo Martone, rientrerebbe nella «parte rimossa dell’Ottocento». Il fatto è, ahimè, che «contrariamente ai Francesi che conoscono bene le contraddizioni della Rivoluzione francese, gli Italiani invece hanno una visione unilaterale della loro storia. Il che testimonia la nostra profonda incapacità di diventare maturi».

È a questo punto che uno si chiede: ma a questo Martone la maturità chi gliel’ha data? Che studi ha fatto? Di più: dove ha vissuto? Visione unilaterale della nostra storia? Ma ha mai sentito parlare di Croce, Gramsci, Salvemini, Chabod, De Felice, per dirne qualcuno? Ha mai letto le pagine che ha dedicato a Leopardi tal Francesco De Sanctis (per sua informazione: un noto italianista dell’Ottocento di qualche influenza, e non proprio amicissimo dei preti)?

 

;

Lascia un commento