La maggioranza consigliare di Recanati, il sindaco Fiordomo e il presidente del Consiglio Comunale Massimiliano Grufi votano un ordine del giorno in cui dichiarano che il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Recanti può essere chiuso ma solo a giugno e non subito.
Ecco il testo dei due ordini del giorno messi ai voti. Il primo è quello letto dalla delegata alla sanità, il consigliere Antonella Mariani che ha ottenuto i voti, come dicevamo della maggioranza, astenuti i quattro consiglierei di minoranza (Paoletti-Baleani-Ortolani-Bertini) e del consigliere Enrico Fabbraccio della lista civica Recanti che ha dichiarato di uscire dalla maggioranza dopo le dimissioni da assessore di Nino Taddei amico e leader della lista civica:
“Il Consiglio Comunale di Recanati chiede alla Regione Marche di garantire i servizi fondamentali per la salute dei cittadini di questo territorio. I cambiamenti legislativi nazionali ed europei impongono scelte coraggiose e lungimiranti. Occorre organizzare in modo diverso, evitare sprechi e mal funzionamento, mettere veramente il sistema sociale e sanitario al servizio dei cittadini. Per Recanati chiediamo il rispetto degli impegni presi. Il mantenimento del punto di primo intervento fino alla realizzazione di quanto concordato, una radiologia efficiente e con nuove strumentazioni, posti letto per Alzheimer, posti letto gestiti direttamente dai medici di famiglia che devono avvicinarsi con coraggio e senso di responsabilità alla struttura, attività ambulatoriali che affianchino a dermatologia e oculistica altre specialità come ad esempio ortopedia, nuovi servizi come cardiologia e diabetologia ed una attività di prevenzione e diagnostica diffusa. L'impegno del Presidente Ceriscioli a considerare le difficoltà specifiche di Recanati a partire dal ritardo veramente eccessivo nella realizzazione dei lavori deve sostanziarsi in uno sforzo serio e ragionato per dare un ruolo centrale alla struttura di Recanati nel sistema provinciale e regionale. Solo così si potranno aiutare gli Ospedali più grandi che se vengono ancora depotenziate le strutture più piccole si troveranno con liste di attesa sempre più lunghe e disservizi per la cittadinanza. In questo difficile periodo a causa del terremoto il Santa Lucia ha dimostrato di essere perfettamente in grado di avere un ruolo centrale ospitando molti anziani arrivati dall'entroterra. Chiediamo alla Regione, in tutti i suoi livelli, politici e tecnici, il rispetto di una comunità e del diritto fondamentale.”
Ecco invece la proposta di delibera del comitato pro ospedale fatta propria dai consiglieri di minoranza:
“Il comitato chiede che sia ritirata la delibera regionale n°139 del 26 febbraio 2016 con la quale si stabilisce che la casa della salute di tipo C si trasforma in ospedale di comunità con la conseguente modifica dei posti letto di natura ospedaliera, e cioè della lungodegenza, in posti letto di cure intermedie di tipo territoriale, come recita la stessa delibera. Questa trasformazione comporta la chiusura del Punto di Primo Intervento che sarà attuata entro la fine del corrente anno. È molto grave che una città come Recanati, con oltre 21.000 abitanti, ed i centri vicini perdano un servizio così essenziale per il trattamento delle emergenze. Il diritto alla salute è sancito dalla nostra Costituzione e va tutelato con ogni mezzo. Non vogliamo, quindi, che il Punto di Primo Intervento si riduca ad un semplice ambulatorio infermieristico.”
;