Il consiglio comunale di mercoledì è stato annullato per mancanza del numero legale, e poi – in seconda convocazione – è stato illegittimamente revocato con un’azione violenta, antidemocratica e senza giustificazione giuridica o morale dal presidente del consiglio Massimiliano Grufi, colui che si autodefinì in consiglio comunale: una “persona seria”. Lo stesso presidente “super partes” , durante la discussione di una mozione del M5S, invitò l’assemblea ad abbandonare l’aula per evitare (anche quella volta) la votazione. Ma perché Grufi si prende certe responsabilità che avranno risvolti pesanti anche e soprattutto sulla sua credibilità politica?
Proviamo a raccontare i fatti: nella convocazione di mercoledì, per la prima volta, ben cinque consiglieri della maggioranza, non si sono presentati (attenzione! Attenzione! Campanello d’allarme)
Come regolamento vuole, il giorno successivo era fissata la seconda convocazione nella quale per raggiungere il numero legale sarebbero bastati 5 consiglieri.
Ma nel pomeriggio di ieri, il presidente del consiglio persona seria Massimiliano Grufi, ha inviato comunicazione di revoca per “l’indisponibilità di diversi consiglieri a partecipare alla seduta consiliare per motivi personali e LEGATI AI RITI LITURGICI DEL GIOVEDI’ SANTO”
I motivi sono infantili, infondati, puerili e inconsistenti: innanzitutto le date le ha fissate lui col sindaco sapendo già che era la settimana Santa; secondariamente se mancano i consiglieri- come spesso accade – il consiglio si fa e non si revoca; terzo: se qualcuno non riesce a partecipare lo fa presente alla conferenza dei capigruppo e mai si è paventata l’ipotesi di spostare la data decisa per l’assenza di qualcuno. Mai.
E’ evidente che un tale meschino comportamento del presidente può derivare solo dalla volontà di salvare il suo sindaco che è chiaramente sotto ricatto dei consiglieri di maggioranza, non essendo stato capace per ben due volte consecutive di far svolgere correttamente il consiglio comunale. Ricordiamo che il consiglio non è un organo ad esclusivo appannaggio della maggioranza che lo convoca solo se è sicura di avere i voti necessari a far approvare le proprie proposte. Ricordiamo altresì che la figura del presidente è istituita proprio per garantire il corretto svolgimento delle attività istituzionali e non per nascondere le problematiche interne al gruppo politico che appoggia e dal quale dipende il suo scranno.
Ci verrebbe da dire: vi piace vincere facile?
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