
Nota della lista Fit. “Ieri sera, 29.04.2013, al Consiglio Comunale, la maggioranza ha respinto, per l’ennesima volta, un emendamento presentato dalla nostra lista civica FIT, tramite il consigliere comunale Lambertucci Simone, di cui erano firmatari anche gli altri rappresentanti dell’opposizione, PDL – lista Per Recanati e lista Centro Destra Recanati, volto a diminuire la pressione fiscale relativa all’IMU.
La giunta Fiordomo si è presentata in Consiglio Comunale proponendo di riconfermare anche per l’anno 2013 le aliquote dell’anno 2012 con una eccezione per coloro che hanno dato in uso gratuito l’abitazione ai propri figli o nipoti, portando in questi casi, l’aliquota dal 10,6 all’ 8,6 per mille. Diminuzione a nostro avviso insufficiente e solo propagandistica. A tal fine appunto presentavamo un emendamento con il quale chiedevamo di diminuire l’aliquota al 5 per mille poiché questa tipologia di classificazione deve essere considerata alla stregua delle abitazioni principali visto che in molti di questi casi si tratta ad esempio, per i figli che ricevono la casa dai propri genitori, di fatto di una prima casa.
Nel contempo presentavamo sempre un secondo emendamento in cui chiedevamo di diminuire l’aliquota IMU prevista per i negozi, per i laboratori artigianali e per gli opifici industriali dal 10,6, come proposto dalla giunta Fiordomo anche per il 2013, al 7,6 per mille . Ciò in considerazione anche del fatto che per queste tipologie di categorie catastali vi sarà un’ ulteriore stangata poiché il coefficiente di calcolo aumenterà di 5 punti passando da 60 a 65.
Entrambi gli emendamenti come dicevamo all’inizio venivano bocciati dalla maggioranza.
Ancora una volta l’amministrazione è sorda di fronte ad una situazione di gravissima crisi economica che colpisce anche Recanati, il Comune dovrebbe aiutare le attività artigianali e commerciali anziché spremerle ulteriormente con IMU al massimo. Se si continua a tassare con l’ IMU al 10,60 per mille chi, in una situazione di grave crisi economica, lotta con le unghie e con i denti per mantenere comunque aperte le attività economiche, questa amministrazione finirà col dare loro il colpo di grazia definitivo e le farà chiudere.
Ci saranno così ulteriori disoccupati e andranno in fumo i risparmi di famiglie che hanno investito in quelle attività. E’ evidente che queste decisioni fiscali così scellerate, che colpiscono i recanatesi che hanno attività industriali, artigianali e commerciali, possono nascere solo da amministratori privi di quella cultura della produzione, del lavoro e del commercio che caratterizza chi, non avendo mai lavorato prima, si trova a fare l’amministratore pubblico e magari ha percepito il primo vero stipendio con le sostanziose indennità di assessore e sindaco.”