Sabato 5 settembre 2015 alle ore 18.00 nell’Atrio Comunale s’inaugurerà la mostra artistico-fotografica dal titolo “Una Recanati perduta e ritrovata” di Gianfranco Lelj, maestro della fotografia noto soprattutto per aver immortalato i volti di grandi personaggi della cultura, del cinema e dell’alta società internazionale. Il progetto nasce da un’idea che aveva da anni “per conservare a Recanati un’atmosfera alla quale è impossibile sottrarsi, soprattutto in questo periodo della mia vita” afferma. “Ho voluto ritrovare una Recanati che sta sparendo per dire ai recanatesi: tutelate la città, non la deturpate! Questo è lo scopo della mostra. Ogni volta che torno trova qualcosa di nuovo che mi da fastidio. Se seguitiamo a costruire, a invadere col cemento, roviniamo quello che è stato il paesaggio dell’Infinito.”
In esposizione 20 fotografie e 20 disegni tratti dal film “Il Giovane Favoloso”, dove ha partecipato come comparsa. Attratto dalla cura maniacale usata da Martone nello scegliere i personaggi, tanto da ricordargli il suo maestro Luchino Visconti, non potendo fotografarli per la copertura del copyright, li ha riprodotti guardando e riguardando il film. Con sguardo fotografico ha catturato le espressioni più emozionanti degli attori mentre interpretano il loro ruolo. Spicca la grande capacità descrittiva con un tratto deciso, particolareggiato e l’abilità nel riprodurre i lineamenti più sottili dei volti per coglierne la personalità. Manca l’effetto “caravaggesco” per cui Lelj è conosciuto. Parecchi ritratti fotografici, infatti, mostrano fondali molto scuri, dove affiorano visi con tagli di luce morbida che rileva l’essenza interiore di ogni soggetto, come il suggestivo ritratto di papa Wojtyla. Tuttavia anche i disegni si distinguono per la dimensione psicologica dei protagonisti, ottenuta con un vibrante sfumato. “Sono immaginati come degli spiriti guida della città e invitino a ricordare e, anche a rispettare ciò che Recanati conserva di bello e nobile”. Visi che rimarranno vivi negli occhi dei recanatesi come le immagini del film. Eleganti anche le didascalie impreziosite dal tocco amanuense di Malleus. Le foto invece appartengono a un repertorio d’immagini di Recanati, vecchia e nuova, per ricordare luoghi che sono stati trasformati nel tempo, fenomeni urbani e paesaggistici a testimonianza d’interventi a volte fin troppo aggressivi. La mostra è una dimostrazione d’amore profondo verso la città natale di sua madre, dove i suoi genitori si conobbero in una conferenza leopardiana. Gianfranco Lelj, nato a L’Aquila e cresciuto a Bologna, a 15 anni con la sua Leica regalatagli dal padre, immortala Anna Magnani la quale si rende disponibile per un servizio, a patto di avere tutti i negativi. Davanti alla richiesta della grande attrice il giovane Gianfranco, non ebbe coraggio di opporsi e oggi, questo episodio, può solo raccontarlo. Il rapporto con il cinema diventerà sempre più stimolante, tanto da lasciare il posto all’Università come docente di Storia del Cinema, per lavorare con il regista Mario Bolognini e in seguito con Visconti, Fellini, Scola e Zeffirelli. Come fotografo di scena scatta immagini che saranno utilizzate per manifesti e locandine e il suo talento sarà apprezzato da moltissimi artisti con i quali instaura rapporti di amicizia vivi ancora oggi, come quello con Sophia Loren. Il lavoro di Gianfranco Lelj rappresenta un importante contributo storico e urbanistico di Recanati, per riflettere su una realtà che era e può essere ancora autenticamente contemporanea. Durante l’inaugurazione sarà proiettato il cortometraggio dal titolo “I Notturni Canti” di cui è regista e interprete. La mostra rimarrà aperta fino al 20 settembre.
Nicla Cingolani
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