Lavoreranno in attesa del riconoscimento della domanda di asilo politico.

Fanno scarse capatine in città quei ragazzi extracomunitari inseriti nel programma di accoglienza della Prefettura che attualmente sono ospitati in una casa privata a Recanati, in prossimità del nucleo abitato Romitelli, gestita dal Gus. Si tratta di circa una venticinquina di migranti che sono stati trasferiti nel giugno scorso dalla Sicilia a Recanati dove sono in attesa che sia accolta o meno la loro domanda di asilo politico. L’assessore ai servizi sociali Tania Paoltroni ci disse allora che il Comune si era limitato a garantire loro una assistenza sanitaria chiedendo fra i medici di medicina generale del Comune leopardiano la disponibilità a prendersi cura di loro. Nei giorni scorsi la Giunta ha deliberato di sottoscrivere un accordo con l’associazione maceratese che li gestisce, il GUS appunto, per utilizzare questi giovani nello svolgimento di attività socialmente utili con l’obiettivo di creare da una parte un’occasione per i cittadini stranieri per sentirsi valorizzati e realmente integrati nel tessuto sociale e dall’altra un contesto positivo di prevenzione rispetto allo sviluppo di eventuali tensioni o fenomeni di intolleranza. Secondo l’accordo, che per ora scade a fine anno ma sarà prorogato per tutto il 2016, questi giovani saranno utilizzati per la cura del verde pubblico, la manutenzione del patrimonio comunale e per piccoli lavori di manutenzione stradale e protezione civile. Saranno anche organizzati incontri di conoscenza con la cittadinanza, laboratori di lingua, attività di promozione culturale e percorsi educativi presso i luoghi di crescita dei bambini e dei giovani (scuole, ludoteca, centro aggregazione giovanile, biblioteca). La durata massima delle attività per ogni volontario non dovrà superare le 12 ore settimanali e per il loro svolgimento saranno anche utilizzati mediatori linguistici messi a disposizione dal GUS che garantisce ai volontari inseriti nelle attività la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie oltre a quella per la responsabilità civile verso terzi. Sarà l’associazione, infine, a fornire ai volontari i dispositivi necessari (scarpe, elmetto, guanti, visiera, mascherine, gilet ad alta visibilità) per lo svolgimento della attività individuate. Il sindaco ebbe modo, al loro arrivo, di far visita a questa piccola comunità di migranti posando in una foto di gruppo insieme ad alcuni responsabili del Gus.

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