Storia di ordinaria burocrazia Made in Italy

Una storia di ordinaria burocrazia targata made in Italy quella che ci racconta una dipendente dell’Area Vasta 3 che dopo oltre 10 mesi non è riuscita ancora ad ottenere un banalissimo certificato di servizio relativo al proprio rapporto di lavoro iniziato nel lontano 1987. Documento che avrebbe dovuto riportare le Unità Operativa/Reparti dove, nel corso degli anni, ha prestato la sua attività. “Era febbraio scorso, ci dice la dipendente che si firma, e ho richiesto al Servizio Risorse Umane il rilascio del certificato che mi serviva perché avevo in animo di partecipare ad avvisi di mobilità per altri luoghi di lavoro. Alla prima richiesta, continua il suo racconto, sono seguiti diversi solleciti avanzati anche tramite uno studio legale finché alla fine di settembre l’Azienda mi ha comunicato che i miei dati, risalenti nel tempo, non sono rinvenibili agli atti del servizio Risorse Umane. Quest’ultimo, però, nel frattempo si è attivato presso altri servizi competenti per poter acquisire le informazioni necessarie al rilascio della certificazione e solo ad avvenuto riscontro il servizio Risorse Umane provvederà a rilasciare la certificazione.” La dipendente alla risposta tanto attesa è trasecolata: “ma come, non è proprio il Servizio Risorse Umane ad essere preposto alla gestione giuridica ed economica dei dipendenti? Quindi chi altri se non lui dovrebbe avere ben chiara la situazione di ogni singolo dipendente? Quanto sopra è gravissimo, commenta ancora la dipendente, alla luce anche del fatto che i Responsabili dei Servizi vengono premiati ed incentivati tutti gli anni per la loro efficienza quando in realtà non sono nemmeno in grado di ricostruire il semplice percorso lavorativo dei propri dipendenti, attività che in questo caso rientra tra le principali  del Servizio Risorse Umane.” Un’inadempienza, quindi, assolutamente non giustificata secondo la dipendente che da tale comportamento denuncia di aver subito un grave danno sia per non aver potuto partecipare ai diversi avvisi di mobilità, che gli interessavano, sia perché ha dovuto sborsare soldi e perdere tempo per lo studio legale a cui si è rivolta nella speranza di vedersi riconosciuto un suo sacrosanto diritto. “Dov’è la semplificazione amministrativa tanto promessa dallo Stato”, si chiede sconsolata senza avere ancora fra le mani il suo benedetto certificato? 

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