Leopardi e la Hack fra le vaghe stelle dell’Orsa

Muore lo stesso giorno in cui 215 anni fa nacque Giacomo Leopardi: non è solo una data di calendario che lega l’astrofisica Margherita Hack al poeta, se si pensa che la scienziata scrisse tempo fa un libro a quattro mani proprio con lui, “La scoperta del cielo: una storia, due autori” che riprende la storia dell’astronomia scritta da Giacomo Leopardi in giovane età e l’aggiorna alla luce delle straordinarie scoperte scientifiche degli ultimi secoli. In pratica l’allora ottantenne astrofisica riprese a narrare la storia della «più sublime e la più nobile delle Fisiche scienze» (parole di Leopardi), lì dove Giacomo l’aveva lasciata, cioè l’inizio del XIX secolo, per srotolarla in avanti con la stessa passione del giovane poeta recanatese per la scienza che consente all’uomo di innalzarsi «come al di sopra di se medesimo, e giungere a conoscere la causa dei fenomeni più straordinari» (di nuovo parole di Leopardi).

Ma non finisce qui il legame dell’Hack con la città del poeta perché proprio sul palco di Lunaria, nell’agosto del 2002, la Hack superò brillantemente un’altra sfida, quella con la musica rock di Gianna Nannini. Allora su quel palco, fra l’entusiasmo dei tanti che vennero a godersi lo spettacolo, mentre la Nannini lesse alcuni passi tratti dalle opere del poeta, la Hack trasportò il pubblico tra la luna e le stelle in un affascinante racconto di passione e ragione. Ci piace immaginarli ora tra quelle “Vaghe stelle dell’Orsa” tante care ad entrambi.

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