Oggetto: Interrogazione urgente sulla dispersione dei volumi oggetto di “scarto di archivio” del Comune di Loreto.
I sottoscritti consiglieri comunali Cristina Castellani e Gianluca Castagnani,
Premesso che:
– l’amministrazione comunale sta provvedendo al riordino dell’archivio storico, intendendo renderlo fruibile al pubblico, anche a seguito della nostra sollecitazione a mezzo di mozione del gennaio 2016, accolta dal voto favorevole della maggioranza, nella quale segnalavamo l’impropria conservazione di tutta la documentazione afferente la storia del nostro comune, anche in vista della pubblica consultazione;
– nel bilancio di previsione 2019 una cifra pari a euro 30.000= è stata prevista a tale scopo;
– il comune ha incaricato apposita Ditta specializzata in archivi, per effettuare la valutazione del materiale presente e anche il cosiddetto “scarto di archivio”;
– libri, documenti e raccolte, seppure di secondo piano, ma proprio perché risalenti ad anni molto indietro nel tempo, centocinquanta e più, possono essere fruiti da studiosi e cittadini che devono poter accedere alla loro consultazione, magari in biblioteche scolastiche, presso associazioni o circoli culturali della città.
Considerato che:
– lo scorso venerdì 25 u.s. dagli uffici comunali sono stati caricati sul motocarro di servizio all’utc volumi e volumi, rilegati con la costa in cuoio, in gran parte raccolte di leggi
e norme anche risalenti alla metà dell’800 (regno d’Italia), destinazione discarica comunale;
– tanti cittadini che si sono trovati sul posto, piuttosto che lasciare dei libri alla distruzione, si sono offerti di tenere loro alcuni esemplari, prendendo chi cinque, chi dieci volumi;
– il sindaco, con l’occasione della uscita dal Teatro comunale dei ragazzi delle scuole al termine della celebrazione della Giornata della Memoria nella stessa mattinata di venerdì, si è improvvisato generoso dispensatore donando ai giovani copie e copie dei volumi;
– dopo tale episodio, anche a seguito di accorato intervento da parte della capogruppo
Castellani, ritenendo uno scempio la dispersione dei testi, la procedura di consegna alla discarica, di quanto rimasto, è stata fermata.
Alla luce di quanto sopra:
al fine di fare necessaria chiarezza e definire le eventuali responsabilità per atti, quantomeno censurabili, si interrogano il Sindaco e gli assessori competenti in materia, su quanto segue:
– i termini esatti dell’incarico alla Ditta specializzata in archivi, in particolare sull’importo che è stato stabilito di corrisponderle, su quale e quanto personale è stato impiegato nel lavoro, e se risulti nelle competenze della ditta già citata ordinare la distruzione dei libri non ritenuti idonei al mantenimento nell’archivio storico;
– se sono stati effettuati i passaggi autorizzativi da parte della sovrintendenza come prescritto dal dlegge n.42/2004 (Codice Urbani) a tutela del patrimonio librario storico;
– qualora la ditta abbia solo indicato quali testi non dovessero far parte dell’archivio storico, chi abbia dato effettivo ordine della consegna dei volumi alla discarica;
– con quale atto deliberativo il sindaco sia stato autorizzato a “disfarsi” di beni, seppure di modesto (per taluni) valore economico, ma comunque dei quali si ha il dovere della conservazione come hanno fatto i predecessori in quanto beni della collettività, e dei quali nessun sindaco può arrogarsi la discrezionalità del dono estemporaneo a chicchessia;
Si chiede infine quali provvedimenti l’amministrazione comunale intenda porre in essere per cercare di “rimediare” a questo sconsiderato quanto increscioso accadimento.
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