LUPO AL CONERO

A seguito dell’incidente avvenuto pochi giorni fa sul Monte Conero, in località San Rocchetto, in cui un giovane lupo è stato investito da una auto nel cuore della notte, il WWF Marche attende l’esito delle analisi genetiche a cui è stato sottoposto. L’esemplare ucciso è un giovane maschio di circa 1-2 anni in probabile dispersione, è stato infatti portato all’Istituto Zooprofilattico Umbria Marche di Ancona, dove è stato prelevato un campione dell’animale successivamente inviato all’ISPRA per le analisi genetiche, previste dal protocollo di ricerca tra ISPRA e Regione Marche.

Se infatti sarà confermata la purezza genetica dell’esemplare, ci troveremmo di fronte alla conferma della straordinaria vitalità della popolazione del lupo nella nostra Regione, con esemplari che stanno colonizzando aree una volta impensabili. Inoltre sarebbe la conferma che le politiche di tutela della fauna selvatica sono la sola risposta al problema degli squilibri faunistici generati dalle immissioni incontrollate per scopi venatori. La presenza del Lupo al Conero non è però una novità, in quanto segnali espliciti della presenza erano presenti da tempo. Già nel Luglio 2011 erano stati avvistati degli esemplari di Lupo da alcuni esperti incaricati dal Parco del Conero e poi successivamente accertata la presenza di un individuo filmato da una foto trappola.

Considerata la presenza di un gruppo familiare di lupi a Cingoli, che dista meno di 30 km dal Conero e il fatto che alcuni individui, specialmente giovani, arrivino al Conero grazie alla presenza di cinghiali, giustificherebbe la presenza del giovane lupo nel Parco. Ricordiamo inoltre l’ assoluta non pericolosità nei confronti dell’uomo e che il lupo è un componente ecologico fondamentale; l’ambiente naturale ha bisogno di superpredatori per mantenere un suo equilibrio stabile. E’ una enorme risorsa da un punto di vista conservazionistico perché segno di biodiversità al centro di politiche nazionali ed europee per il mantenimento della natura e veicolo di un forte turismo di tipo naturalistico. Ci aspettiamo quindi dagli Enti preposti una strategia di conservazione e tutela della specie e dell’intero habitat, comprese le sue prede naturali particolarmente abbondanti nel territorio, che coinvolga le Associazioni Ambientaliste e che sappia valorizzare questa nuova e importante risorsa.

La convivenza del lupo e uomo è possibile. Per gestire la sua presenza è necessario innanzitutto conoscere bene il numero e gli spostamenti dei diversi individui, per questo è necessario che vengano effettuati dei monitoraggi che siano inquadrati in una scala spaziale ampia e temporale medio-lunga, di almeno 3-5 anni come quello che la Regione Marche in collaborazione con il Parco del Conero sta effettuando. Poi vanno conosciuti i dati sulle responsabilità di quanti i danni, di quali sono i responsabili, di quanti gli allevatori annualmente coinvolti e di quali i costi. Sicuramente è necessario migliorare le attuali tecniche di prevenzione del danno, a protezione del bestiame domestico. La massima efficacia nella prevenzione dei danni da lupo si ottiene con un sistema integrato che comprenda: l’uso di recinzioni fisse, mobili, elettrificate, l’uso del cane pastore abruzzese da lavoro, l’uso di dissuasori faunistici e delle buone pratiche per migliorare il controllo degli animali al pascolo.

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